Sono sempre stata attratta dai terremoti, in particolare da quando – avevo una decina di anni – una scossa non così forte mi svegliò una domenica mattina. Li ho studiati, i terremoti, e ancora oggi leggo articoli e libri sull’argomento. Voglio capire, farmi passare la paura, perché i terremoti mi fanno paura, con quel loro essere imprevedibili e distruttori. Lasciano l’uomo completamente inerme e, a differenza di altri disastri naturali, non sono eventi prevedibili o arginabili.

Per questo motivo, quando è uscito il libro di Alessandro Amato (Alessandro Amato, Sotto i nostri piedi. Storie di terremoti, scienziati e ciarlatani. Ed. Codice, 2016) sono corsa a leggerlo.

Il libro si apre con un uomo che va chiedere conto a lui, “lu più forte”, il perché del terremoto in Umbria del 1997. Quest’uomo rappresenta tutti noi, che davanti a un terremoto ci troviamo impotenti, che non sappiamo cosa fare per evitare la distruzione o quanto meno prevenirla.

Amato, sismologo dell’Ingv, con pazienza e rigore scientifico, ci racconta degli studiosi in California che studiano e cercano di prevenire il Big One, per passare poi alla storia di scienziati, filosofi e ciarlatani nel mondo e nelle varie epoche che hanno tentato di prevedere i terremoti.

Un evento improvviso e non prevedibile è qualcosa che lascia atterriti. Non è possibile che la forza sprigionata dalla terra possa distruggere una popolazione e il suo territorio. Per questo l’uomo ha sempre cercato segni che indicassero un terremoto imminente: dal comportamento degli animali, alla forma delle nuvole alle previsioni della zia. E fino all’elaborazione della teoria della tettonica a placche (per cui la Terra è divisa in placche sotterranee e lo sfregamento fra due o più di queste placche determina un terremoto), ha cercato spiegazioni sull’origine di questi tremori della terra, dal punto di vista filosofico o scientifico. C’è anche chi, come in ogni evento tragico, ha cercato di approfittare della situazione per farsi pubblicità, come Raffaele Bendani che in epoca fascista è stato propagandato come scienziato in grado di prevedere i terremoti, ma era un orologiaio appassionato di scienza e autodidatta.

Il libro è un manuale sui terremoti, che spiega in modo semplice ciò che conosciamo (e ciò che non conosciamo) sull’argomento, ci indica come stare lontani da bufale e falsi allarmismi, e allo stesso tempo è divertente e ricco di curiosità. Siamo uomini ed è normale aver paura di ciò che non conosciamo. E in un certo senso nemmeno gli studiosi conoscono i terremoti, cercano di capirne maggiormente il comportamento studiando le cosiddette scosse di assestamento, le direzioni che prendono i terremoti e quindi le posizioni delle faglie, le intensità e il loro effetto.

Quello che emerge spesso nel libro, proprio per la natura imprevedibile dei terremoti, è la necessità di una prevenzione sul territorio, perché terremoti devastanti per intensità provocano pochi danni in alcune aree del mondo, mentre in Italia terremoti considerati leggeri o moderati provocano morte e distruzione. È necessario studiare il territorio, la storia geologica e comportarsi di conseguenza, evitando di costruire in zone ad alto rischio, costruendo case antisismiche e adeguando gli edifici esistenti, imparando i comportamenti da tenere durante e dopo una scossa, per cercare di salvarsi la vita.

Un libro completo e interessante, quello di Amato, ma nello stesso tempo leggero, adatto anche sotto l’ombrellone. Un libro per ragazzi e per adulti, perché tutti dobbiamo riflettere sul fatto che l’uomo non può dominare completamente la natura, non può ancora prevedere i terremoti, ma può prevenire i danni, per evitare che scosse considerate di media intensità non distruggano le bellezze del nostro Paese e la vita di intere località.

Silvia Barra