Alla vigilia del suo quattordicesimo compleanno Holly Hogan scappa dalla casa dei suoi genitori adottivi. Vuole ritrovare sua madre, quella vera. Non è la prima volta che tenta la fuga, ma stavolta sta fuggendo per davvero. Ha studiato un piano per non farsi beccare dalla polizia. Nella sua borsa ha messo: spazzolino da denti, iPod e auricolari, rossetto e specchio, spazzola, cellulare, borsellino di pelo rosa; l’anello con la pietra d’ambra che le ha regalato la madre prima di sparire – è un portafortuna. E una parrucca di riccioli biondi.

Quando Holly indossa la parrucca viene invasa come da un soffio di aria magica che la trasforma in un’altra lei: una ragazza affascinante, un tipa strana, che se ne frega di quello che pensa la gente, lieve come una brezza, caotica, tremendamente sveglia e un po’ pazza, Crystal l’inarrestabile: dimostra tre o quattro anni di più, sa tenere a bada gli adulti (i babbacucchi, come li chiama lei) ed è capace di cavarsela anche nelle situazioni più estreme.

Ero Crystal, Crystal della strada, che cammina nel cielo notturno, pollice in fuori e sigaretta in mano. Ero partita per l’Irlanda, dove abitava mia madre e dove l’erba era verde. Non sapevo esattamente in quale città fosse lei, ma l’avrei trovata. Sicuro. Avrei attraversato il Mare d’Irlanda e avrei camminato sulle colline irlandesi nella pioggia sottile e dolce, bevendo l’aria fresca a pinte, proprio come aveva promesso la mamma. Nessuno mi avrebbe fermata.

Comincia il viaggio, da Londra verso la terra d’origine, soffusa di luce come un sogno. La madre è sempre con lei, accanto a Holly, dentro la sua testa, le sue viscere, carne della sua carne, un’immagine che la pervade, tutta, così viva e presente, come se non fosse mai andata via, da poterla toccare anche se non c’è, una voce che non smette mai di sussurrare, di ridere e vorticare, struggente.

Riaffiorano i ricordi, chilometro dopo chilometro, passaggio dopo passaggio, sulla strada, in viaggio dentro se stessa, sempre in bilico tra Crystal e Holly, il passato e il presente, il desiderio immaginifico e la crudezza della realtà.

Crystal della strada è un romanzo che non risparmia il dolore, non racconta bugie edulcorate, eppure lascia spazio alla speranza; una storia che emoziona e diverte, commovente.

Difficilmente dimenticherete Holly Hogan, la sua voce autentica di ragazza di quattordici anni e un giorno alla fine del viaggio.

Siobhan Dowd ha scritto quattro romanzi per ragazzi, prima di morire improvvisamente di cancro nel 2007, all’età di quarantasette anni.

Con La bambina dimenticata dal tempo ha vinto la prestigiosa Carnegie Medal nel 2009, unico caso nella storia di assegnazione del premio a un autore già scomparso; Il mistero del London Eye ha vinto il Premio Andersen nel 2012.

Sabrina Rondinelli