Anno 1 | Numero 9 | Giugno 1998

“L’unico afrodisiaco davvero infallibile è l’amore.” E può sembrare paradossale e buffo e illogico, ma è proprio lei a dichiararlo, con un candore disarmante; proprio lei, Isabel Allende, autrice dell’ultimo Afrodita. Racconti, ricette e altri afrodisiaci. E tutto ci aspetteremmo da un ricettario così denso di odorose alchimie e filtri amorosi e struggenti segreti culinari, fuorché tanta sincerità, tanta onestà intellettuale.

Un tema intrigante, anzi due: “sesso e cibo sono tra le poche cose che uomini e donne condividono”. Perciò, niente di più facile, in un abbandono alla scoperta di entrambi, che smarrirsi nell’oblio e nella magia di misteriose pozioni d’amore, fino a stordirsi, fino a perdere quel dono prezioso che abbiamo di apprezzare la semplice/ devastante bellezza di un pomodoro maturo, in piena estate.

E invece la Allende non cede mai. Né l’approccio scientifico alla materia (“feci ricorso all’archivio della libreria alla ricerca di testi sull’argomento”) né il rigore del metodo (“abbiamo interpellato volontari di entrambi i sessi e di diverse razze […] e preso nota dei risultati”), la inducono a prendersi troppo sul serio, e il suo stile resta giocoso e leggero, divertente e divertito, proprio di chi scrive conoscendo il gusto corposo e appagante della vita.

Spazio dunque alla sua spiccata ironia! “Non offriamo filtri soprannaturali,” avverte l’autrice, “perché questo è un libro pratico e sappiamo quanto sia difficile procurarsi zampe di koala, occhi di salamandra e urina di vergine, tre specie in via di estinzione.”

La saggezza e il senso dell’umorismo che Isabel Allende, con radicata umiltà, rintraccia nello spiritello-amico-collaboratore-abilematita Robert Shekter, ideatore geniale di “ninfe risolute e satiri monelli”, coincidono perfettamente con il suo bisogno di giocare. E infatti, già dalle prime pagine, i nostri occhi (“Il cibo, come l’erotismo entra negli occhi”) vengono rapiti in un vortice sensuale di grafismi intriganti e finestre ovali di immagini dai colori caldi e raffinati, danze poetiche di spezie, di corpi, di miele, di pelle e di chiodi di garofano, e ancora di paffute creature mitologiche che sembrano invitare i nostri sensi all’eterno banchetto dei piaceri.

Una traboccante, invisibile cornucopia è racchiusa tra le pagine di questo libro ( un po’ come in quello che la fantasia di Greenaway, nel film “L’ultima tempesta”, sfoglia e apre e trasforma in castelli, frutti, bacche ed altri libri e altri castelli e bacche e frutta) – perché se le immagini inebriano, ancor più possono le parole, i suoni, le assonanze che la Allende sceglie con maestria, come un’amante impeccabile, generando fin nel nostro stomaco un turbinio di percezioni fisiche e mentali.

Certo, le ricette afrodisiache ci lasceranno sbalorditi. E alla tentazione (perché di questo si tratta) di preparare uno stuzzicante guacamole o le ciliege civettuole, e pasta agli asparagi e caviale, e canocchie allo zafferano, e anatra alle pesche e nettare di lamponi – ebbene, non potremo davvero resistere (giacché “quello che conta non è raggiungere la perfezione, ma ridere strada facendo”); però mai avremmo immaginato che, a leggere un semplice ricettario, si finisse per trovare anche una guida d’altra natura. Ma è Isabel Allende, con la propria invidiabile consapevolezza, che “arrivata sulla cinquantina” si interroga sulla fugacità della vita (“Mi pento delle diete, dei piatti prelibati rifiutati per vanità, come mi rammarico di tutte le occasioni di fare l’amore che ho lasciato correre”), ed è il suo spirito invincibile che sorridendo le risponde, e ci risponde: “Non posso separare l’erotismo dal cibo e non vedo nessun buon motivo per farlo; al contrario,” conclude, “ho intenzione di continuare a godere di entrambi fino a quando le forze e il buon umore me lo consentiranno.”

Roberta Capponi

 

Isabel Allende nasce a Lima nel 1942, ma vive in Cile fino al 1973. In seguito al sanguinoso colpo di stato si trasferisce in Venezuela, e poi negli Stati Uniti. Nel 1982 si afferma tra le voci più importanti della narrativa contemporanea, con il suo primo romanzo La casa degli spiriti (Feltrinelli, 1983). Pubblica ancora con Feltrinelli: D’amore e ombra (1985), Eva Luna (1988), Eva Luna racconta (1990), Il piano infinito (1992), Paula (1995), Per Paula. Lettere dal mondo (1997).

I libri dal 1998 a oggi

La figlia della fortuna (Hija de la fortuna, 1998), Milano, Feltrinelli, 1999
Ritratto in seppia (Retrato en sepia, 2000), Milano, Feltrinelli, 2001
La città delle bestie (La ciudad de las bestias, 2002), Milano, Feltrinelli, 2002 (romanzo per ragazzi)
Il mio paese inventato (Mi país inventado, 2003), Milano, Feltrinelli, 2003
Il regno del drago d’oro (El reino del dragón de oro, 2003), Milano, Feltrinelli, 2003
La foresta dei pigmei (El Bosque de los pigmeos, 2004), Milano, Feltrinelli, 2004
Zorro. L’inizio della leggenda (El Zorro: Comienza la leyenda, 2005), Milano, Feltrinelli, 2005
Inés dell’anima mia (Inés del alma mía, 2006), Milano, Feltrinelli, 2006
La somma dei giorni (La suma de los días, 2007), Milano, Feltrinelli, 2008
Los amantes del Guggenheim. El oficio de contar, 2007 (racconto)
L’isola sotto il mare (La isla bajo el mar, 2009), Milano, Feltrinelli, 2009
Il quaderno di Maya (El cuaderno de Maya, 2011), Milano, Feltrinelli, 2011
Le avventure di Aquila e Giaguaro (La città delle bestie; Il regno del drago d’oro; La foresta dei pigmei), Milano, Feltrinelli, 2012
Amore (Amor, 2012), Milano, Feltrinelli, 2013
Il gioco di Ripper (El juego de Ripper, 2014), Milano, Feltrinelli, 2013
L’amante giapponese (El amante japonés, 2015), Milano, Feltrinelli, 2015
Oltre l’inverno (Más allá del invierno, 2017), Milano, Feltrinelli, 2017

In libreria

AfroditaIsabel Allende
Afrodita. Racconti, ricette e altri afrodisiaci
Feltrinelli, 2017. Collana: Universale economica
Traduzione di E. Liverani, S. Geroldi
Illustrazioni di R. Shekter
325 p., ill., Brossura
€ 12,00

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