Compagni di viaggio è lo spazio di condivisione delle mie letture. I libri alla fine della lettura avranno un mio commento con un simbolo che rappresenta, per me, il sentimento che quelle storie mi hanno suscitato. Uno spazio da lettrice che ama leggere per vivere tante vite e tante emozioni diverse e che desidera condividere con altri i propri compagni di viaggio!

Questa la legenda:

stella: commovente
stella
lupo: disturbante
lupo
tulipano: delicato
tulipano
lampada: illuminante
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mela: mi fa star bene

cestino: libro abbandonato
cestino
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il
libro ancora in lettura

 

Ferrante Fever, regia di Giacomo Durzi, Produzione Malia, Rai Cinema, in collaborazione con QMI 2017
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No, non è un libro. È un documentario.
Ferrante FeverUn documentario su Elena Ferrante; non investigativo per capire chi si cela dietro a quel nome, ma un bellissimo racconto del mondo dell’editoria attraverso il successo americano della scrittice. Sì perché gli intervistati sono scrittori, traduttori, librai, agenti, giornalisti che hanno a che fare con l’America. Sono Elisabeth Strout, Francesca Marciano, Roberto Saviano, la sua affascinante traduttrice Ann Goldstein, il suo editore americano, Mario Martone (che realizzò il film tratto dal romanzo L’amore molesto) a raccontare della tetralogia della Ferrante, a dare una propria interpretazione sul perché L’amica geniale sia diventata così amata da essere tradotta in 48 paesi nel mondo. Personalmente però questo documentario mi ha fatto scoprire un Jonathan Franzen meraviglioso: parlava di Lila e Lenù con grandissimo affetto e sentimento sottolineando quello che anch’io ho pensato subito leggendo L’amica geniale: è un bellissimo libro sull’amicizia. Quanti libri sull’amicizia conoscete? Si e ci chiede Franzen. Effettivamente l’unico altro che mi viene in mente con quel tipo di sentimento è L’amico ritrovato di Fred Uhlman che ho letto da ragazzina. Senz’altro è il più bel libro sull’amicizia femminile.
Un documentario che dimostra come la letteratura possa essere stimolante per dialogare tra noi; un modo ancora attuale per riflettere sui sentimenti, sulla Storia, sui percorsi di vita, su di noi in carne e ossa.

Un documentario da vedere assolutamente se si ama l’editoria e la letteratura.

 

Il Grinch di Dr.Seuss, Mondadori Junior 2013
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Qualche giorno fa ero in libreria con Giulia: la piccola non sapeva quale libro scegliere e siamo state penso più di un’ora a guardaci intorno. Alla fine, stanca, ho preso il primo libro che ha attirato la mia attenzione ed era il Grinch del Dr. Seuss. Il libro è “natalizio”, ma essendo l’unico libro del Dr. Seuss a non essere presente nella nostra libreria, non ci ho pensato due volte a prenderlo. Giulia è stata attratta dal Babbo Natale cattivo. Una volta a casa l’abbiamo letto e quel Babbo Natale cattivo che voleva “rubare” il Natale perché infastidito dai canti, dalla gioia, dal clima, è diventato uno dei suoi personaggi preferiti. Il Dr. Seuss è stato presente soprattutto nella vita di Pietro che ci chiedeva di leggergli sempre Prosciutto e uova verdi. Un libro bellissimo che ha bisogno di una lettura a voce alta per goderlo in pieno.

Un libro per tutti i bambini.

 

Pentirsi di essere madri di Orna Donath, Bollati Boringhieri, 2017
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Alla fine l’ho abbandonato. Non perché non mi piacesse, ma perché non ho quella concentrazione per affrontare un tema che richiede serietà e impegno. È sicuramente un tema del momento quello della maternità (o non maternità) che può essere raccontata in molti modi, diversi tra loro ma anche uguali tra loro. Ho preso qualche appunto per quando vorrò affrontare il tutto, e lo condivido con voi: sono espressioni creative diverse che parlano di una sfaccettatura personale della maternita (o non maternità).
1. Un articolo di chi ha letto il libro, ha intervistato l’autrice e sta lavorando a un progetto sul tema della maternità;
2. Due film in uscita: uno scritto e diretto da una penna ironica, quello di Michela Andreozzi; l’altro un film drammatico di Sebastiano Riso;
3. Due romanzi: uno di qualche anno fa di Marta Pastorino e uno recente che è presente anche su exlibris20, quello di Matteo Grimaldi;
4. Un documentario autobiografico di Danilo Monte e Laura D’Amore.

 

Alcuni avranno il mio perdono di L.R. Carrino, edizioni e/o 2017
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Un libro questo da tanti riferimenti letterari e non. Il primo esplicitato è quello a Romeo e Giulietta: due giovani di due famiglie camorriste in guerra si innamorano, ma il loro amore è impossibile… Una donna capo che ricorda Gomorra; i riferimenti alla paranza che ricordano Saviano. Eppure i cambi di punti di vista e il mescolarsi dei narratori dà a questo libro una sua bellezza unica. In fondo le storie non sono infinite, è come vengono raccontate, è come la storia incontra la lingua che fa di un libro un libro unico.

Un libro per chi ama le grandi tragedie umane.

 

Nessuno può fermarmi di Caterina Soffici, Feltrinelli 2017
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Questa fine dell’estate mi sta regalando delle letture intense. Ogni libro mi sembra parli di pezzi della mia storia. Anche solo con una descrizione o una frase.
Il libro di Caterina Soffici ce l’ho da subito, appena uscito. Aveto letto un suo libro precedente (Italia yes Italia no. Che cosa capisci del nostro paese quando vai a vivere a Londra, Feltrinelli 2014) perché parlava di Londra e con Londra ho un rapporto speciale (ci sono nata!). L’avevo preso subito, ma non l’avevo letto perché qualcosa mi respingeva (forse la copertina che mi ricordava quella di un altro libro che a vederlo mi ferisce…). Poi ieri (sì l’ho letto in un giorno e mezzo!) l’ho preso e ho deciso di affrontarlo e boom! Non me ne sono staccata fino a stamattina. Ci sono molte coincidenze legate al libro, letto in questo momento. UNO. I protagonisti sono della Lunigiana, di Bardi e Barga. Questa estate siamo stati in vacanza proprio in quei luoghi. A Barga ci siamo passati perché c’è la casa delle vacanze di Giovanni Pascoli. È un po’ fuori il paese che si vede dal terrazzino dove Pascoli e sua sorella passavano il tempo a leggere. DUE. La storia parla di migranti, parla di italiani che vanno a cercare fortuna nel Regno Unito, in particolare qui Dante e Margherita e il figlio Bart vivono a Londra, a Little Italy. Mio padre, molti anni dopo, è andato a cercare fortuna a Londra, dove è rimasto fino alla fine della sua vita. TRE. L’Italia entra in guerra e gli italiani diventano nemici, da evitare, traditori. È una storia che si ripete oggi come allora. Non importa chi sia tu, ma a chi o cosa appartieni e per questo diventi parte di un problema da risolvere. La storia di questi giorni a Roma ne è un esempio. QUATTRO. “Il passato è passato, a cosa serve sapere?” Anche a me è stato detto quando ho cercato di capire di più su chi fosse mio padre. Leggendo ho ammirato e invidiato Bart (junior) e la sua giovane sfrontatezza nel cercare di capire da dove arrivava, che storia c’era dietro quel padre e quel suo essere così fragile. Che non è detto che sapere cambi davvero qualcosa nella tua vita, ma ti riconnette con persone e luoghi che ti possono raccontare pezzi di vita, che possono “darti la tua storia”.
Questo libro parla di un episodio storico che pochissimi conoscono il naufragio dell’Arandora Star del 2 luglio 1940 e di un ragazzo in cerca di un perché.
Dalla Casa di Pascoli Giovanni Pascoli - LunigianaBarga

Un libro per chi ama le storie di famiglia. Oppure per chi vuole capire cosa sta succedendo oggi con la Storia, perché quella si ripete.

 

La compagnia delle anime finte di Wanda Marasco, Neri Pozza 2017
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È stato un caso. Due libri di due autori campani uno dietro l’altro. E mi sono commossa. La mia regione, la Campania, ha tanti problemi e difetti; è piena di meraviglie naturalistiche mal valorizzate; è il luogo dell’infanzia e adolescenza; è il luogo degli amici senza tempo. Ma ha tanti problemi. Però credo che sia la regione con gli autori più interessanti degli ultimi venti anni. Starnone, De Silva, Ferrante (sì vero?), Pascale, Saviano, Piccolo, Giaquinto, Arminio, De Giovanni, Marasco (per citarne alcuni): tutti scrittori che hanno “lavorato” sulle storie e sulla lingua, nessuno di loro è uguale all’altro; nessuno di loro ha raccontato la stessa la cosa. Alcuni paesaggi o derivazioni posso essere simili, ma l’identità dell’autore è sempre completamente integro.
Per questo ho amato la mia novità dell’estate: Wanda Marasco.
Marasco ha colto un pezzo dell’anima che noi campani e forse del sud ci portiamo “arinto”: quella sensazione di vivere accanto a una forma di morte. Il libro racconta la storia di Vincenzina, la mamma di Rosa, la narratrice. La sua storia parte dalla sua famiglia e prosegue con la storia di Rosa. E in questo raccontare una Napoli della guerra e del dopoguerra, dei vasci, della povertà (con estrema dignità) la morte è sempre presente. Ma attenzione non è qualcosa di macabro o “magico”, è una parte della vita. Che un bambino veda la morte che pian piano prende una persona cara nel letto di casa, è normale. Il fazzoletto intorno alla bocca per tenerla ferma è il ricordo di mio nonno morto; ma di mio nonno ricordo mille cose ancora. E così è il libro, racconta tutto quello che definisce una vita completa: la nascita, l’amore, il desiderio di altro, la morte.
La scrittura di Wanda Marasco è una scrittura che mescola il dialetto con l’italiano. È una lingua viva, piena di immagini, carnale.
Grazie Wanda Marasco per tutto questo.

Un libro per chi non è solo “terreno”.

 

Divorziare con stile di Diego De Silva, Einaudi 2017
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Diego De Silva è “lo scrittore”.
Leggere le vicende dell’avvocato Malinconico è una pura goduria, tanto che dovrò pensare a una nuova icona per raccontare di libri che ti fanno stare bene quando li leggi e sostituire i tulipani che ho messo temporaneamente. (Idee?)
De Silva scrive e fa ridere, ho riso tanto. Immaginavo le scene e ridevo sola e soprattutto adoro che sia tutto ambientato in luoghi che conosco. Addirittura c’è una vecchia compagna di classe che è di Atripalda (paese vicinissimo a Manocalzati). La scrittura di Diego (ci conosciamo da anni) è davvero un regalo: precisa, mai eccessiva, consapevole nei passaggi di storia. I personaggi sono veri, puoi percepire la loro tridimensionalità. E l’amicizia è il tema che esce prepotentemente da tutta la storia che viene raccontata. Sì il titolo è fuorviante, o meglio sì si parla di matrimoni, di divorzi, di avvocati avvoltoi e di donne con stile; ma soprattutto si racconta l’amicizia. Quella recuperata o persa per sempre dei compagni di classe; quella con colleghi che diventano i nuovi veri amici; quella con la propria figlia o quella con la trombamica.
Per me Diego De Silva insieme a Domenico Starnone sono quegli scrittori maturi, pieni, intensi che sanno davvero plasmare la scrittura a servizio delle storie. Sono la letteratura italiana contemporanea che resterà. (Insieme ad altri, ma loro per me sono molto importanti!)

Divorziare con stile_DeSilva_MinuccianoHo terminato di leggere questo libro guardando questo tramonto a Minucciano in Garfagnana. Leggere d’estate è il mio toccasana. 🙂

Un libro da regalare agli amici. O quelli che vorresti fossero i tuoi nuovi amici.

 

Don Milani. Parole per timidi e disobbedienti di Andrea Schiavon, add editore 2017
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Don Milani - Andrea Schiavon - exlibris20Andrea Schiavon ha scritto un libro intenso e anche commovente – pur essendo un saggio – partendo da una sua lettura de La lettera a una professoressa di Don Milani che ha condiviso con studenti di scuole superiori del Nord e del Sud. È un libro che può essere letto da un “te” diverso ogni volta: un “te” studente, un “te” insegnante, un “te” genitore, un “te” lettore. Io ho usato tutti quegli sguardi a eccezione di quello da insegnante, perché non lo sono. Leggendo quello che gli studenti dicono della scuola e dei professori è come se avessi fatto un viaggio nel passato. Gli studenti dicono le stesse cose che pensavo anch’io e dicono le stesse cose che continuo a pensare io ora che mio figlio è uno studente (ancora tenero studente, ma ha già visto cose…). Ma c’è un ma. In queste lettere che gli studenti scrivono dopo aver letto e ragionato sul testo di Don Milani, ci sono passaggi pieni di speranza, appelli molto chiari, un pensiero lucido che mi mancava da studentessa e a volte mi manca da madre. In particolare mi ha colpito un brano di una ragazza che con molto coraggio dice: “Molti pensano che i professori non siano preparati, ma non è vero. Non bisogna confondere le loro competenze con la voglia di insegnare: semplimente non tutti ci mettono abbastanza passione. Quello dell’insegnante non è un lavoro come gli altri; nessuno è obbligato ad assumere questo ruolo e, soprattutto, non dovrebbe farlo chi non ne è capace o non lo ama, perché altrimenti rischia di provocare confusione, abbattimento, noia negli alunni. E anche in se stesso.”  Il libro non vuole dare “ragione”  agli studenti, né attaccare gli insegnanti. Vuole essere un momento di confronto tra le due parti della scuola affinché ci siano momenti di riflessione comune; affinché ci siano momenti in cui un ragazzo possa confrontarsi usando il proprio pensiero e un insegnante possa non essere solo costretto a rincorrere il programma, ma aiutare i ragazzi a crescere nel non aver paura di “uscire dal silenzio”.

Un libro che consiglio agli insegnanti e ai genitori.

 

Fantasmi al contrario di Francesco Della Corte, Scatole parlanti 2017
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È un caso o forse no, ma ho appena finito di rileggere (la prima volta l’ho fatto in bozza) il libro di Francesco Della Corte che è un amico e che la seconda persona che conosco ad avermi raccontato (e ora a farlo a tutti) la sua esperienza nei Balcani al tempo dei conflitti.
Francesco in questo libro racconta della sua esperienza in Kosovo: lui architetto di Avellino nel 1999 decide di andare con un’organizzazione umanitaria a ricostruire i villaggi albanesi distrutti dalla guerra. Il romanzo non è del tutto autobiografico, ma riprende grandi pezzi della reale esperienza che l’autore ha fatto in Kosovo e li offre a tutti noi lettori. Il libro comincia con il protagonista che dopo dieci anni torna in Kosovo per mettere la parola fine a quella storia, quella sua storia con una terra e una popolazione che lui ha aiutato a ricostruire, come loro, incosapevolmente, hanno fatto con lui e la sua vita. È un viaggio questo libro, un viaggio nel passato (che sempre poco conosciamo) e nel futuro; un viaggio fisico, ma anche un viaggio dell’anima: “Ci sono state tante cose belle nella mia vita e ne sono tuttora, e forse, i rimpianti sono un insulto alla fortuna, ma rassegnarsi è qualcosa che non mi riesce, preferisco la malinconia, e, forse in fondo, lasciare una chance alla speranza di rivivere quello che forse ho solo immaginato.”

Un libro per chi vuole scoprire una terra vicino alla nostra Italia, la ex-Jugoslavia. Un libro per chi crede nella solidarietà, nell’altro come una medicina per la propria anima.

 

Democrazia: cosa può fare uno scrittore di Antonio Pascale e Luca Rastello, Codice Edizioni 2011
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Ci sono alcuni libri che andrebbero riletti anche solo per capire se la visione proposta era corretta oppure no.
Ad esempio questo libro di Antonio Pascale e Luca Rastello, nato dopo un incontro avvenuto durante Biennale democrazia a Torino, è un testo ancora (e forse ancor più oggi) fondamentale da leggere e studiare e tenere bene in mente e che ha centrato pienamente una visione del nostro tempo. In questo libro Pascale e Rastello discutevano già di metodologia ed epistemologia dell’indagine giornalista e reportagistica e di fake news; e del ruolo dello scrittore che non dovrebbe ridursi a “rassicurare” il lettore, ma ad avere quella tensione verso la verità che si ha solo diventando innazitutto cittadino.
Il libro è diviso in due parti. Nella prima Antonio Pascale descrive nitidamente dell’importanza delle fonti per ogni processo cognitivo; della necessità di “persone che parlano dopo aver studiato attentamente i documenti e che non hanno paura di ragionare sui dati a nostra disposizione”, soprattutto oggi dove tutti discutono di tutto, oggi che siamo tutti “disputatori, difensori, accusatori”. E come dice la filosofa Franca D’Agostini citata da Pascale: “Allora, dal momento che tutti discutiamo, non sarà il caso di farlo meglio, con più intelligenza e magari con attenzione al bene comune, visto che la discussione è lo strumento principale dell’agire politico, in democrazia?”. Nella seconda parte Luca Rastello prova a dare un ulteriore lettura del mondo del giornalismo. Prima di tutto Luca è più cinico e diretto, forse perché dei giornali ne ha fatto parte, e sa come interpretare l’insieme. Luca scrive: “Il patto media-pubblicità impone dunque la cura del target comune, impone cioè di confermarlo nell’immagine che ha della propria collocazione nel tessuto sociale.” E continua: “Per mantenere il bilancio in attivo è necessario convincere gli inserzionisti. Perché questo avvenga bisogna essere in grado di mettere in campo una strategia di narrazione: non si tratta di informare sul mondo, ma di costruire, con strumenti di narrazione, un mondo compatibile con l’acquisto dei prodotti che gli inserzionisti propongono.” Questa narrazione è spesso affidata agli scrittori, a quelli cosiddetti impegnati ma “la verità è che la favola del narratore impegnato” dice Luca “alimenta un pericoloso nominalismo. Personalmente credo che le parole importanti siano rese ormai inutilizzabili – per lo meno al narratore – dall’overdose di retorica che ne ha stravolto l’uso”. Così, ad esempio, se la parola Cultura una volta era usata per indicare “processi di produzione di cittadinanza” oggi è venduta come un oggetto da consumare. Cultura è tutto: un festival, un giallo, una suoneria del cellulare. Ma non ad esempio l’accesso alla formazione superiore che quindi diventa elitaria. E quella non è più cultura, è potere e quindi per niente democratica.

Un libro urgente e necessario. Per tutti.


Il ciuccio di Nina
di Christine Naumann-Villemin e
Marianne Barcilon, Il Castoro 2003
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Sono alle prese con il togliere il ciuccio alla piccola e facendo un giro in libreria sono stata attratta da questo libro. Non è esattamente un libro adatto per far prendere la decisione alla piccola di abbandonare il ciuccio, ma la storia è divertente e sostituire il nome di Nina con il nome della piccola la fa ridere ancora di più quando incontra il lupo-mamma.

È libro per bambine fino ai 2/3 anni, direi. Un libro divertente e con immagini molto carine. Da comprare per una bella lettura teatrale, ma non con la speranza di far togliere il ciuccio!

 

Essere originali. Come gli anticonformisti cambiano il mondo di Adam Grant, Hoepli 2016
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Adam Grant è un esperto internazionale di risorse umane e tra i suoi clienti ha Google, Disney Pixar e le Nazione Unite. Di lui ho ascoltato anche una TED dal titolo Are you a giver or a taker?. Ho scelto il suo libro per il titolo e ho trovato all’interno una serie di riflessioni che avrei voluto incrociare qualche anno fa. Quello che lui dice – basandosi sempre su ricerche molto empiriche fatte sul campo – è che per avere idee originali bisogna produrne tante di idee; bisogna mettere in discussione le impostazioni predefinite e bisogna confrontarsi con mondi diversi, per creare quello che potremmo chiamare “apertura mentale”. Poi dice altre due cose interessanti sul generare e riconoscere idee originali che potrebbero essere applicate anche al gesto di prendere una decisione: 1) è preferibile procrastinare in modo strategico così che si possa adottare il pensiero divergente e lasciare alle idee (le scelte) il tempo di incubare; 2) bisogna imparare a bilanciare il portafoglio rischi: se si sta per correre un rischio in un determinato ambito, sarebbe meglio bilanciare la situazione esercitando una particolare cautela in un altro ambito.

Un libro perfetto per chi sta per compiere delle scelte rischiose o per chi vuole stimolare negli altri “l’originalità” che sia un bambino o un dipendente.

L’arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita di Alessandro D’Avenia, Mondadori 2016
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Questo è il primo libro che leggo di D’Avenia. Non è un romanzo. Non è un saggio. È una lezione narrata della vita e delle opere di Giacomo Leopardi. È un libro che vuole mostrare che la letteratura può mostrarti i passaggi della vita e spiegarteli e magari confortarti.
È un libro che ho amato per motivi molto diversi. Uno di questi è che D’Avenia scrive:
Una biografia assomiglia a una linea, ma una vita assomiglia a una spirale, il centro rimane nella stessa posizione e i minuti gli si arrotolano attorno, ora più vicini ora più lontani, in base alla fedeltà alla propria originalità.
A scuola noi studiamo la biografia di Leopardi, D’Avenia tenta (e ci riesce) di spiegarci la sua vita.

Un libro da comprare ai nostri ragazzi adolescenti e da regalare agli insegnanti che hanno voglia di entusiasmarsi ed entusiasmare.

La figlia femmina di Anna Giurickovic Dato, Fazi 2017
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Il pugno ti viene dato subito, perché si parla di abuso. Quello che succede dopo nel libro è cercare di capire, da parte di Silvia, la moglie e la mamma, come è possibile che “persone che condividono lo stesso tetto e abitano dentro comuni abitudini possano effettivamente vivere e sentire in maniera diversa, talvolta opposta, lo stesso identico attimo di vita.” Ho letto questo libro tutto d’un fiato, reprimendo lacrime e rabbia. L’autrice mi ha scaraventato nel mondo di Silvia e Maria (e Giorgio e Adele) e allo stesso modo, con forza mi ha messo alla porta chiedendo di non pensare più a loro e al loro dolore.

È un libro per chi ama scoprire qualcosa di sé attraverso la lettura, per chi crede che le storie possano essere un modo per affrontare proprie paure. È un libro che regalerei alle amiche lettrici.

Verrà il vento e ti parlerà di me di Francesca Barra, Garzanti 2015
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Un libro che racconta perfettamente l’appartenenza al Sud, alle tradizioni, ai pensieri magici, ai luoghi, alle relazioni familiari. Potrebbe ricordare La casa degli spiriti in versione lucana, sicuramente è un libro che ama le donne senza, comunque, mettere in secondo piano gli uomini; un libro che fa capire l’importanza delle origini, dell’appartenenza, non come un retaggio “meridionale” ma come un valore di cui non vergognarsi ma anzi da valorizzare perché prima o poi tutti abbiamo bisogno di sapere a “chi apparteniamo”.

È un libro da regalare a chi ama le belle storie sudamericane, a chi ama il Sud; a chi è nostalgico senza vergognarsene (come me, insomma!). Un bel libro da regalare alle amiche, magari a quelle che diversamente da noi sono rimaste lì, al Sud.

Il blu più profondo del cielo di Eric Minetto, InstarLibri 2016
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In questo libro c’è tutta la passione di Eric per la lettura (che spesso è salvifica) e per le biografie di personaggi che sono diventati scrittori, cantanti, attori noti a tutti. Ma quello che Eric fa – benissimo – nello scrivere di loro è scegliere un aneddoto, un co-protagonista o una vicenda secondaria e raccontare la loro essenza. Che goduria nel leggerlo! Tanto che ora ho voglia di leggere tutto Chatwin e vedere i film di Bruce Lee (o almeno il film sulla sua vita, suggerisce l’autore!).

È un libro per gli appassionati di biografie, ma soprattutto per chi crede che la lettura possa salvarti in alcuni momenti non proprio felici o illuminati della tua vita.

Acqua viva di Clarice Lispector, Adelphi 2017
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Clarice Lispector dipinge con le parole. Ho comprato questo libro perché credo nella grandezza di questa autrice pur non avendola mai letta. Ho letto, ho sottolineato (Ho ancora paura di allontanarmi dalla logica perché vado nell’istintivo e nel diretto, e nel futuro: l’invenzione dell’oggi è il mio unico modo di instaurare il futuro.), ma poi ho abbandonato. L’assenza di punti di riferimento (personaggi, luoghi, dialoghi) mi confonde, almeno in questo momento.

È un libro da leggere quando non si hanno molte voci in testa. È un libro da regalare sicuramente a chi ama il teatro.

Storie della buonanotte per bambine ribelli di Elena Favilli e Francesca Cavallo, Mondadori 2017
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Di questo libro se n’è già abbondantemente parlato. Dietro alla nascita del progetto c’è una storia molto bella, ovvero quella due donne che hanno raccolto soldi con il crowdfunding per realizzare un libro che potesse ispirare le “nostre” bambine con racconti di donne internazionali che hanno fatto qualcosa di speciale. È un libro interessante perché lo apri e trovi nomi sconosciuti e puoi continuare a cercare e capire di più di quella persona. Io l’ho fatto con Helen Keller e  mi sono emozionata. Non conoscevo la sua storia, e ora sì. Se io dovessi farne un appunto, non una polemica, ma solo un appunto (che poi magari è anche un suggerimento) è che avrei creato un libro anche per bambini ribelli. Non è detto che i “nostri” bambini conoscano davvero degli esempi di uomini interessanti. Anzi, probabilmente in questo momento storico sono più loro ad averne bisogno e io lo comprerei subito.

È una piccola enciclopedia da comprare per i nostri figli per scoprire insieme storie vicine e lontane, possibilità di vita e speranza di trovare il nostro posto nel mondo.

A Calais di Emmanuel Carrère, Adelphi 2016
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A partire da un unico particolare è possibile raccontare due versioni della storia completamente diverse: gli arrabbiati e gli accoglienti. Questo vuole dimostrare Carrère in questo reportage narrativo sulla “Giungla”, a Calais. Una storia che mi ha permesso di avvicinarmi a storie che penso di conoscere, ma che di fatto solo chi le vive, può capire davvero la sceneggiatura.

È un libro da leggere per chi, come me, vuole uno sguardo sulla realtà senza sensazionalismi.

Il viaggio di Lea di Guia Risari, Einaudi Ragazzi, 2016
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Lea è una bambina che cerca risposte. Lea e il suo gatto Porfirio fanno un viaggio “nella vita” per capire se si può sopravvivere al dolore e alla Morte. È una storia che ricorda atmosfere burtoniane da leggere tutto d’un fiato anche se non si è più ragazzi!

È un libro da regalare o comprare per figli, nipoti, figli di amici dai dieci anni in su. E anche a qualche adulto che ama le atmosfere dei film di Tim Burton.

Io non mi chiamo Miriam di Majguli Axelsson, Iperborea 2017
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Questo libro non l’ho finito, ma non per il libro in sé, ma perché ho trovato altro che mi ha attirato di più. È un libro però che ha molti significati: l’ho comprato perché ne ho sentito parlare da Michela Murgia e mi ha convinta; l’ho comprato in una libreria indipendente un giorno in cui veniva presentato il libro della mia amica Elena Varvello; leggo raramente i libri Iperborea e non avevo ancora notato il restyling delle copertine che è bellissimo.

La storia racconta di una donna che dopo aver vissuto una vita intera facendosi chiamare Miriam confessa alla sua famiglia che ha vissuto la vita di un’altra persona e che lei in realtà non si chiama Miriam.

Calendario civile a cura di Alessandro Portelli, Donzelli editore, 2017
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Libro acquistato perché quest’anno ho imparato che la Storia italiana è fatta da date che non sono per forza di colore rosso sul calendario. Un libro da tenere a portata di mano per poter imparare o ricordare da dove veniamo.

È un libro da regalare a tutti gli amici con anima civica.

La più amata di Teresa Ciabatti, Mondadori, 2017
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Ci sono libri che sembra siano stati scritti pensando a te. Quando incontri questi libri è difficile essere oggettivi e soprattutto fai fatica a consigliarlo ad altri. Sì, lo consigli, ma poi hai quella sensazione che un altro non può capire davvero il senso di quel libro, solo tu puoi, solo tu che hai ritrovato molto del tuo vecchio mondo. Questo libro ha una scrittura naturale che spesso è sinonimo di semplice, banale. In questo caso, la naturalezza è sinonimo di pulizia, di un gesto dello scrivere molto consapevole.

È un libro per chi ha vissuto almeno due vite, una prima e una dopo un certo evento. Io sono alla terza.

I difetti fondamentali di Luca Ricci, Rizzoli, 2017
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Io e Luca ci conosciamo da tempo. Ho sentito il suo primo racconto a Bardonecchia, anni fa. Mi piacciono tanto i suoi racconti (e anche i suoi romanzi, ma di più i racconti). Quest’ultimo libro di racconti mi è arrivato a casa e l’ho letto in treno. Ridevo sola, su quel treno. Perché tutti gli uomini descritti da Luca sono uomini che prima o poi incontri. O che già conosci. Anzi azzarderei dicendo che è un unico uomo in varie fasi della sua vita. I miei racconti preferiti sono: L’affittacamere, L’adultero e Il suggestionabile.

È un libro da regalare a uomini: marito, amico, fratello, amante. E alle amiche che ti chiedono: ma secondo te perché si comporta così?

Equazione di un amore di Simona Sparaco, Giunti, 2016
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Un romanzo rosa alla vecchia maniera. Leggendolo mi ha fatto venire in mente tutte le storie che ho letto in adolescenza di Maria Venturi: storie di amori e di conflitti. Storie di donne moderne. Quello che però ho pensato chiudendo il libro è che non conosciamo in profondità nessuno, neanche le persone più vicine per familiarità. E che andandocene è quasi sicuro che lasciamo pezzi di ricordi di noi in persone che custodiscono quei ricordi in solitudine.

È un libro da regalare o far leggere a chi ama i bei romanzi d’amore, a chi crede che “certi amori fanno dei giri immensi ma poi ritornano”.

 

Swing Time di Zadie Smith, Mondadori 2017
Le cento vite di Nemesio di Marco Rossari, e/o 2016

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In attesa di essere letti:

La vita segreta delle città di Suketu Mehta, Einaudi 2017
Una storia nera
di Antonella Lattanzi, Mondadori 2017

Editoria senza editori di André Schiffrin, Bollati Boringhieri 2000 (fuori catalogo)