“Ada sa che ci sono cose che, quando iniziano, fanno rumore. E quando sente quel rumore si ferma e ascolta. Ascolta il rumore delle cose che iniziano. È stata sua nonna Teresa a insegnarle a riconoscere lo stupore degli inizi”.

Il rumore delle cose che iniziano di Evita Greco è un libro che attende sul comodino da due anni. Ma, si sa, i libri saltano in mano al momento opportuno. Se lo avessi letto quando l’ho acquistato, mi avrebbe molto probabilmente sconquassato.

È un libro raccontato piano, in modo quasi ingenuo, ma altresì con voce potente e cristallina.
È la storia di Ada, sua nonna Teresa, Giulia e Matteo. Pochi personaggi ma molto ben definiti.
È la storia di sguardi gentili e amorevoli. È la storia di passioni forti e fragili nello stesso tempo.

Ada è cresciuta con nonna Teresa, che le ha insegnato tutto quel che sa, in modo molto garbato, mettendola al centro del proprio universo, proteggendola ed allo stesso tempo equipaggiandola il meglio possibile per affrontare paure e debolezze. Ada è (stata) una bambina gentile, osservatrice attenta ai dettagli, estrosa ma di animo estremamente buono e generoso. Ada fa liste di lavori improbabili ma che le piacerebbe fare.

Di fronte alla malattia di Teresa, Ada impara a fare i conti con se stessa e comprende quello che la nonna ha cercato di insegnarle, che per ogni cosa che finisce, c’è sempre qualcosa che inizia. La genuinità di Ada toccherà le vite degli altri protagonisti. Ada incontra Matteo, al bar dell’ospedale, osservandolo in un riflesso. Matteo le farà conoscere l’amore, ma anche le bugie e l’abbandono. Grazie all’amicizia con l’infermiera Giulia e all’amore di Matteo, Ada riesce a superare il momento di sofferenza e di perdita. Giulia, con la sua vita programmata, pragmatica ed essenziale (fatta eccezione per l’estro di indossare le cuffie decorate con gli animali) aiuta Ada ad affrontare la malattia di Teresa, diventano un punto di riferimento. Ed in un qualche modo Ada aiuta Giulia a ritrovare la vera sé, e a smettere di rendere felice il prossimo e soddisfare le aspettative di tutti tranne le sue, a riappropriarsi di una propria direzione.

E non è questa la vita? Incontri in cui si prende, si dà, si scambia, si impara, si osserva. La vita è fatta di incroci, di bivi.

Il rumore delle cose che iniziano è un libro commovente, genuino, profondo. Ci sono passaggi e frasi di una nitidezza e semplicità incredibili. La storia è lineare. Contiene verità assolute, che ogni tanto però tendiamo a dimenticare. Questo libro è un corposo post-it sullo specchio.

Si parla di amore, si parla di perdita, ma è una storia di coraggio: il coraggio che serve per andare avanti dopo il dolore di una perdita (o di un fallimento), ma anche il coraggio di riconoscersi felici e aver diritto alla propria felicità.

Questo romanzo è per le donne che ogni tanto si concedono un rossetto rosso fuoco e ne conoscono il potere terapeutico, per chi ha accompagnato in ospedale un amico o un parente per una terapia, per chi trova tre cose belle prima di addormentarsi la sera, per chi ama i maglioni blu, e per chi ama i pranzi domenicali con la famiglia.

Patrizia Carrozza

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