La giusta distanza.

Quella per guardare un’opera d’arte.

Quella per lenire un dolore.

Per dimenticare un torto.

E per ricordare le idee belle. Quelle rivoluzionarie, lungimiranti, forti ed un po’ folli.

Sedetevi, che vi racconto una storia.

C’erano una volta Adela Turin e Nella Bosnia che, negli anni Settanta avevano fondato la casa editrice Dalla parte delle bambine con il preciso richiamo al titolo del libro di Elena Gianini Belotti.

Racconti accompagnati da illustrazioni innovative, ben fatte, chiare nell’intento.

Melaracconti, Mai e poi mai, Le cinque mogli di Barbabrizzolata, La vera storia dei Bonobo con gli occhiali, Una fortunata catastrofe, Arturo e Clementina, Rosaconfetto, Una storia di panini.

Negli anni Settanta, Dalla parte delle bambine, fu all’origine di un’esperienza editoriale unica, pubblicando dei volumi illustrati che presentavano con humor e in modo concreto e intelligente il problema del rapporto tra i sessi, fornendo anche a genitori e insegnanti gli strumenti di un dialogo con i bambini su un problema ancora oggi cruciale”.

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Matota, primo festival dedicato alla letteratura per bambini e ragazzi a Torino

Sono al Matota, in questo inaspettatamente caldo pomeriggio di Maggio.

Matota, parola che in piemontese significa “bambina”, è il titolo del festival dedicato alla letteratura per bambini e ragazzi che si svolge a Torino. Sono qui con Tatjana Giorcelli, con persone che sembrano cuori che camminano, spinti da quelle pulsazioni accelerate che solo le vere passioni sanno dare.

Sono qui, ma potrei essere anche in un altro pianeta, in un’altra dimensione, in un’altra epoca storica.

Qui si ascoltano storie per ragazzi. Qui si capisce quanto sia necessario tornare indietro, per prendere la rincorsa, mettersi in posizione e andare veloce.

Ready, steady, go!

Incontro Anna Travagliati, giovane studiosa, che  ha ricostruito come tesi di master la vicenda di “una delle più originali iniziative editoriali per l’infanzia degli ultimi decenni”, importante non solo per i contenuti d’avanguardia ma anche per l’impatto sul mercato.

Anna, tu sei in sostanza la depositaria della storia di questa casa editrice. Partiamo dal principio…

La nascita è in effetti davvero interessante. Gli studiosi degli anni Settanta o chi li ha vissuti, ricorderanno che Dalla parte delle bambine era un titolo di un libro di Elena Gianini Belotti, che mostrava come l’educazione delle bambine fosse di qualità inferiore rispetto a quella dei bambini. Un’ educazione volta a creare delle donne fragili, dipendenti, deboli. Adele Turin, la fondatrice della casa editrice, aveva ben presente questo saggio e chiese alla Belotti la sua “benedizione” per usare la stessa espressione.

Il primo Libro, Rosaconfetto, uno dei più significativi, uscì nel 1975. La prima edizione (3000 copie in Italia, 6000 in Francia), andò esaurita nel giro di un mese e altre due ristampe vennero fatte nei mesi successivi

I tre titoli di Dalla parte delle bambine che tutti dovremmo avere sul comodino

Rosaconfetto, appunto, è un titolo fondamentale. Credo sia la prima favola gender pubblicata in Italia. Mostra come a volte l’identità femminile sia una costruzione culturale volta a creare degli stereotipi.

Mai e poi mai, è la storia per bambini più antica di mia conoscenza, in base agli studi effettuali, che tratta l’amore omosessuale. Omosessualità mai resa esplicita a livello fisico o verbale, però alla fine la principessa non sposa il principe, ma va ad abitare in riva al mare con la sua maga. Infine DonnaLunaAstrologia perché capovolge un’idea piuttosto sessista che le donne siano delle credulone che leggono l’oroscopo e mostra come in verità nei secoli l’oroscopo sia stato basato sugli uomini, il Sole, appunto. Loro ne mettono invece in risalto gli aspetti femminili, la Luna.

Libri_Dallapartedellebambine_exlibris20Tuttora i bambini e le bambine vengono trattati in modo differente nelle favole. Mi verrebbe da dire non solo nelle favole… A settembre, a seguito di un’indagine fatta in alcune scuole elementari a campione, è emerso che l’80% delle bambine alla domanda “cosa vuoi fare da grande” rispondeva o principessa o mamma, raramente maestra, mentre le risposte dei bambini variavano dall’astronauta, al pilota, al ferroviere.

Effettivamente anche nella letteratura per bambini spesso, troppo spesso, i protagonisti maschili e femminili hanno un ruolo ed un peso diverso. I bambini, ad esempio, non sono mai incoraggiati ad entrare nei panni di una protagonista femminile, mentre le bambine creano dentro di sè la convinzione di poter essere, ad esempio, un pilota, solo fantasticando di essere appunto dei maschi. Ovviamente ci sono delle eccezioni importanti, però questo è un dato innegabile. Pensiamo alle polemiche che ha scatenato Star Wars: il fatto che la protagonista fosse una ragazza, Rey, ha allontanato molti fan i quali hanno dichiarato che questo non è lo Star Wars che conoscono, non è quello che hanno amato. Questo a mio avviso sta ad indicare quanto siano fragili, perché se non riescono neppure ad immedesimarsi in Star Wars non stiamo messi  bene!

Altro discorso, ma analogo, per i libri di testo scolastici, nei quali quando si trovano le immagini accanto alla frasi da completare si trova tuttora scritto “papà legge” o “papà lavora” mentre la mamma o stira, o cucina, o lava. Avete mai completato la frase con “la mamma pratica sport”, o “ la mamma si riposa e legge sul divano”? Mi auguro di si, ma ne dubito.

Dalla parte delle bambine_exlibris20

Tutto questo senza voler demonizzare alcun principe azzurro, sei d’accordo? Vogliamo semplicemente che i principi sappiano che non sono obbligati, in quanto maschi, a salvare nessuno  e che le principesse, le bambine insomma, sappiano che possono salvarsi da sole. O salvarsi insieme, ecco. Reciprocamente. E non solo da draghi e streghe. Ma dai pregiudizi, soprattutto.

Son d’accordo! Dare attenzione alle principesse non vuol dire toglierne ai principi. La popolazione è divisa a metà: dare attenzione ad una parte dovrebbe essere normale! La donna non è un’intrusione. È il nostro posto nel mondo, la nostra legittima metà!

Ringrazio Anna, la saluto. Di lì a poco lei incontrerà Cinzia Ghigliano e  Anna Curti, che racconteranno il loro lavoro all’interno della casa editrice.

Io resto, ascolto, e mi sembra di aver fatto dei passi, sia indietro che in avanti, su una terra rossa, calpestata ma bellissima, sulla quale correre non sarà facile.

Del resto, lo è stato mai?

Ready, steady, go!

Natalia Ceravolo