Un piccolo asino stilizzato, elegante e determinato, disegnato da Massimo Fagioli, è il biglietto da visita della casa editrice L’Asino d’oro fondata nel 2009 da Lorenzo Fagioli e Matteo Fago. L’ambito di interesse della casa editrice, il cui nome è ispirato all’omonimo libro di Apuleio e in particolare alla favola “Amore e Psiche” in esso contenuta, “può considerarsi l’espressione di un nuovo movimento culturale, scientifico e umanistico che attinge a intuizioni, confronti e scoperte sviluppatesi nel corso degli ultimi sessanta anni”, precisano gli editori Fago e Fagioli. L’Asino d’oro edizioni ha attualmente in catalogo 140 titoli circa, suddivisi in sei collane di saggistica (I libri di Massimo Fagioli, Le gerle, Le api, Profilo di donna, Biòs/Psiché, Orizzonti cinesi), oltre ad una collana di narrativa nata nel 2012, intitolata “Omero”, tra i cui autori, oltre a Joyce Lussu, figurano scrittori contemporanei, come l’argentino Marcelo Figueras, la francese Lydie Salvayre, la croata Olja Savičević e la turca Adalet Ağaoğlu. Dal 2010 la casa editrice pubblica inoltre la rivista scientifica “Il sogno della farfalla”, trimestrale di psichiatria e psicoterapia fondata nel 1992, il cui direttore è Andrea Masini. Il responsabile editoriale della casa editrice è Rossana Cecchi. Completano la squadra Ada Montellanico (responsabile commerciale), Valentina Pasquazi (responsabile eventi), Olimpia D’Accunto (redazione), Valeria Iodice, Claudia Giannini (Web e sito), Raffaella Marchetti (grafica) e Giovanni Senatore (ufficio stampa).

Qual è il filo rosso che lega le vostre attività?

Il comune denominatore è una certa visione del mondo e dei rapporti tra gli esseri umani. La casa editrice si è affermata con I libri di Massimo Fagioli, lo psichiatra dell’Analisi collettiva, autore della Teoria della nascita, scomparso nel 2017. Fagioli è autore di ventiquattro volumi. Il suo libro più famoso, Istinto di morte e conoscenza, diffuso nel tempo in migliaia e migliaia di copie, si è rivelato un vero e proprio best-seller. Fagioli lo scrisse nel 1970. L’Asino d’oro ne ha pubblicato una nuova edizione nel 2010, a distanza di quaranta anni dalla prima. Nel 2011 è stata la volta della prima edizione in lingua straniera: in tedesco, uscita in Germania, per Stroemfeld. A breve un’edizione in portoghese uscirà in Brasile. È in corso la traduzione del libro in inglese, in francese, in cinese e in spagnolo. Istinto di morte e conoscenza è il testo fondamentale della Teoria della nascita che Fagioli ha poi sviluppato in altri due volumi La marionetta e il burattino e Teoria della nascita e castrazione umana (1974), ai quali se ne è aggiunto nel 1979, un quarto: Bambino, donna e trasformazione dell’uomo.

La teoria della nascita è nota a livello internazionale.

Questa teoria per la quale è la luce alla nascita, attraverso la retina ad attivare la sostanza cerebrale e la realtà mentale umana, come memoria fantasia della sensazione avuta dalla pelle al contatto con il liquido amniotico, è per noi una imprescindibile traccia di riferimento. È stata esposta in consessi mondiali di psichiatria in America, Giappone, Canada, Sudafrica oltre che in Europa: in Spagna, Austria, Germania, Inghilterra.
L’elaborazione teorica condotta da Fagioli, durante tutta la vita di pari passo con la prassi dell’Analisi collettiva, ha dato luogo alla pubblicazione di una serie di altri volumi a sua firma, dedicati alle Lezioni svolte all’Università degli Abruzzi “G. D’Annunzio” per undici anni fino al 2012 e agli scritti per la rubrica Trasformazione, tenuta da Fagioli sul settimanale “Left” dal febbraio 2006 fino alla sua scomparsa, avvenuta il 13 febbraio 2017.

Qual è il vostro punto di forza e l’elemento che vi distingue in un settore da tempo in difficoltà?

La particolarità dei nostri libri è quella di tentare di proporre un approfondimento della realtà che ci circonda con un’attenzione costante alle dinamiche che coinvolgono gli esseri umani. È una chiave trasversale del nostro catalogo, rintracciabile nei testi di saggistica ma anche nella narrativa, l’interesse per quel mondo invisibile che si cela dietro i comportamenti più manifesti: sia esso espressione della fantasia, nelle rappresentazioni artistiche o al contrario oggetto dimenticato, quando non addirittura mai considerato, da parte della filosofia, della società o della politica. E poi ci sono le tematiche legate al femminile, alle donne e alla drammatica attualità di violenza della quale sono bersaglio, ma non solo, dando ampio spazio a ricerche e narrazioni che espongano il loro sguardo e pensiero specifico. Anche per questo ha una grande importanza per noi la scrittura, nelle sue varie forme: dal linguaggio della psichiatria e della psicoterapia a quello della indagine culturale, politica, economica, sociale fino al linguaggio più misterioso della poesia, in cui il suono delle parole evoca dimensioni profonde oltre il significato letterale delle stesse.

I numeri dell’editoria non sono esaltanti: i punti di crisi sono tanti ed è difficile porvi rimedio. Ha ancora senso investire nell’editoria?

L’editoria è da tempo in difficoltà e le statistiche delle vendite e della diffusione del libro sono tutt’altro che incoraggianti. Ma il lavoro culturale non può per questo fermarsi. I libri non perderanno il loro carattere di strumento indispensabile: per fare vivere il mondo delle nostre emozioni, dei nostri affetti e per comprendere la realtà in cui siamo immersi, qualunque siano le nuove vesti tecnologiche che potranno in futuro avere e tenendo conto che le novità presentano anche aspetti positivi. La qualità premierà gli sforzi, ne siamo convinti e le case editrici continueranno ad esistere, nonostante le strategie di un mercato che fagocita senza sosta migliaia di titoli al giorno. Bisogna guardare con attenzione i dati più recenti che parlano, ad esempio, di una tendenza al ritorno alla carta stampata da parte dei lettori di giornali di grandi gruppi editoriali internazionali. Uno sguardo ad altri mondi editoriali, come ad esempio quelli asiatici, potrebbe inoltre rivelare degli indicatori utili sulle prospettive e il futuro dei libri stampati.

Cosa pensate dell’editoria a pagamento? Con il tempo può diventare un “male necessario”?

Più che male necessario sono editori che rinunciano al loro ruolo, che è fondamentale per la riuscita di un libro. Se il libro viene pagato dall’autore avrà l’ultima parola su tutto, cosa che non è sempre la soluzione migliore.

Rapporto tra carta e digitale: alla fine resterà in piedi solo uno dei due o credete che la convivenza sia possibile?

Carta e digitale possono integrarsi anche se riguardano ciascuno un pubblico diverso. È realistico pensare che in futuro leggere avrà sempre più caratteristiche molteplici e multimediali, ma la carta non tramonterà e sul lungo periodo riuscirà a mantenere una propria identità precisa. Le percentuali di vendita e diffusione degli ebook, sembrano confermare questa tendenza: la svolta digitale è certamente ineluttabile, ma non segnerà la scomparsa del libro stampato. La curiosità e l’apertura al nuovo appaiono indispensabili nell’editoria del XXI secolo, anche sul piano tecnologico, del marketing e delle strategie d’impresa.

Diventa però sempre più difficile stare dietro alle nuove tecnologie.

Con l’invenzione di nuovi supporti o di nuove modalità di lettura si apriranno altre frontiere da esplorare, ma il punto nevralgico di un lavoro culturale, a nostro parere, restano le idee e più in generale l’urgenza di una nuova cultura politica. Idee, conoscenza, sapere, scrittura, così come anche ambiente e sostenibilità dovrebbero trovare una collocazione alta nelle politiche degli Stati, al pari di voci ritenute indispensabili (economia, finanza, welfare ecc.), altrimenti sarà l’intera collettività a subire conseguenze difficilmente reversibili.

Come scegliete e selezionate i vostri autori?

La scelta degli autori o meglio dei libri avviene di concerto con un team di consulenti ed è il risultato di un lavoro costante di ricerca, in linea con la nostra politica editoriale, in ambito psichiatrico e medico, ma anche economico, filosofico, politico, letterario. La scelta è comunque frutto di un lavoro di equipe. Inoltre negli anni abbiamo stretto rapporti con alcune agenzie specializzate nella saggistica e in ambito letterario che supportano la nostra ‘mission’ all’estero e anche in Italia.

C’è sempre un’intermediazione, un filtro nelle vostre scelte?

Assolutamente no. Dal novero delle scelte non sono escluse le proposte spontanee: ovvero quelle che arrivano direttamente in casa editrice, tramite il nostro sito. Si tratta soprattutto di proposte di narrativa: ne riceviamo molte, ma sono rare quelle di qualità e devono tutte passare al vaglio dei nostri lettori e della redazione. Non è facile, ma negli anni si è generata una buona sintonia di collaborazione e si riesce a captare qualche progetto interessante. Per noi è l’opera importante e le idee che in essa sono contenute: in questo senso siamo un po’ avulsi, nella scelta, dal fenomeno “autore”, come invece molti editori anche importanti fanno, puntando su nomi famosi e riproponendo spesso soltanto gli stessi protagonisti. Non miriamo a essere promotori di fenomeni e star. Se poi per fortuna o grazie al nostro fiuto qualcuno lo diventa, tanto meglio.

Come promuovete i libri dei vostri autori?

Fin dall’inizio è stata data importanza all’attività di ufficio stampa, con l’intenzione di fare passare e diffondere attraverso i libri una visione altra del mondo e dei rapporti tra gli esseri umani, in particolare uomo-donna, operando sul “fondo” di una prospettiva culturale che si modificasse senza l’impellenza del risultato economico, cercando una collocazione e una notorietà specifica nella sfera editoriale. E possiamo dire che a distanza di quasi dieci anni dall’inizio di questa avventura, l’obiettivo è stato raggiunto. È il frutto di un lavoro di squadra che riguarda tutti i comparti, dall’editing, all’amministrativo, alla distribuzione, ecc. e che si fonda anche su una presenza costante nelle librerie con presentazioni e sugli scaffali delle librerie di qualità. Per una casa editrice piccola avvalersi della collaborazione di una rete vendita e di una distribuzione nazionale è qualcosa di estremamente impegnativo e oneroso, ma abbiamo avuto da subito chiaro che quello era il percorso giusto da intraprendere e abbiamo individuato in Messaggerie Libri e nella sua promozione, ora sotto la sigla Emmepromozione, il nostro interlocutore privilegiato. Abbiamo un costante rapporto con i nostri promotori e con i direttori delle librerie con l’intento di trasmettere la nostra idea editoriale e di trovare insieme agli operatori i mezzi migliori affinchè i nostri libri possano avere una collocazione giusta all’interno delle librerie e che il libraio stesso si senta coinvolto nel proporre le nostre pubblicazioni. Per questo scegliamo con cura i punti vendita e cerchiamo di fidelizzarli con iniziative ad hoc.

Avete una rete di librerie di fiducia?

Nel tempo sono nate librerie fiduciarie sparse sul territorio nazionale con una predilezione per le città di Roma, Firenze, Latina dove riscontriamo un maggiore interesse dei nostri lettori. Organizzare eventi e presentazioni, che tra l’altro sono sempre incredibilmente seguite da centinaia di persone, è una delle modalità che ci permette di fare un lavoro di costruzione con il libraio e con il pubblico. Utilizziamo moltissimo i canali social e abbiamo sempre un grande indice di gradimento. Frequentiamo le librerie perché crediamo che siano luoghi di cultura da preservare e sviluppare.

Intervista a cura di Marco Grasso

 

L’intervista precedente di Marco Grasso:
#ED8 La storia di Robin Edizioni
Catalogo delle case editrici indipendenti