Miraggi edizioni nasce a Torino nel 2010, debuttando al Salone Internazionale del libro del capoluogo piemontese. Un inizio non certo in sordina per una casa editrice che ha il merito di caratterizzarsi e distinguersi subito da un lato per lo stile e la cura redazionale e grafica (con la particolare doppia copertina), dall’altro per la scelta di pubblicare libri che puntano sulla qualità letteraria e guardano a nuove tendenze di successo commerciale, a partire dalla poesia.

Sono tre i protagonisti di Miraggi: Fabio Mendolicchio, Alessandro De Vito e Davide Reina. La casa editrice è strutturata con un ufficio stampa, una social media marketing e una serie di collaboratori. Se nei primi anni la produzione annua si è attestata sui 10-15 volumi l’anno, dal 2016 è in costante aumento: nel 2017 ha superato la soglia dei 40 testi. È targato Miraggi il grande successo raccolto da Guido Catalano (30.000 copie vendute con due titoli usciti con la casa editrice di Torino, e più di 10.000 di altri 4 titoli riediti), famoso poeta performer, ospite fisso di Caterpillar su Radio Rai 2, testimonial di Smemoranda e già apparso sulla Rai in trasmissioni con Lia Celi e Fabio Fazio. Catalano sta proseguendo la sua carriera in ascesa pubblicando con Rizzoli; altri autori stanno seguendo le sue orme, configurando Miraggi come una sorta di possibile vivaio di autori di successo. Altri successi commerciali sono stati il Manuale di Triathlon, ormai alla quarta ristampa e alcuni libri per bambini che si contraddistinguono per cura e presentazione al pubblico. Fanno parte del catalogo di Miraggi sette collane e tre nuovi “progetti-collana”.

Mendolicchio, la  vostra sfida inizia nel 2010, siete una realtà ancora giovane che ha avuto un percorso interessante, sicuramente in crescita. Quando avete capito che la fase di start up era alle spalle ed eravate a pieno titolo sul mercato? C’è un libro, un’opera, un’intuizione particolare che ha segnato in qualche modo la svolta?

Giovani? Siamo ancora dei neonati e per quello che mi riguarda si è sempre delle start up, nel senso che c’è sempre da imparare. Abbiamo avuto buone intuizioni, credo diverse. Penso a Guido Catalano, il Manuale di Triathlon, diversi romanzi, altri diversi poeti ed ora le nuove collane Baskerville, ovvero Tamizdat, Scafiblù, NovàVlna e Ianus|Giano.

Qual è l’elemento che vi contraddistingue in un settore da tempo in difficoltà?

Il tentativo, spesso riuscito, è quello di “fare” i libri che altri non fanno, quelli che ci piacerebbe trovare in libreria, e spesso mancano all’appello. Ci vuole coraggio, e noi ne abbiamo.

Perché ha ancora senso investire nell’editoria quando, ormai da anni, i dati di settore raccontano di una crescente vocazione alla scrittura ma di un progressivo e inesorabile calo del numero di lettori?

Semplicemente è la passione che ci spinge in questa impresa, l’abbiamo desiderata e come diceva Mohammad Alì: “Quando il credere diventa una convinzione profonda le cose iniziano ad accadere”.

Come scegliete e selezionate i vostri autori?

Posso dire che ormai sono loro che scelgono noi, ma al di là di questo sono ormai tante le strade che portano ad autori molto bravi.

Quanto c’è di Torino nella vostra attività?

Ci innamoriamo degli scrittori torinesi e loro ammirano e apprezzano lo sforzo che stiamo compiendo. Amiamo la città in cui viviamo.

Ci sono nuove sfide in cantiere?

Sempre, ogni singolo libro è una sfida. Di recente sono nati tre progetti diversi tra loro, ma non a caso accomunati da una simile riconoscibilità grafica essenziale, tesi a portare all’attenzione del pubblico italiano testi sia italiani sia stranieri che riteniamo avrebbero difficoltà a circolare anche nei settori di nicchia frequentati dai piccoli editori e dai lettori più esigenti.

Miraggi ha anche fondato una piattaforma capace di mettere in relazione editori e librai, un’impresa non certo semplice.

Sì, abbiamo avviato SatelliteLibri.it con lo scopo di riempire quel vuoto che si è venuto a creare in Italia nel mondo della promozione e della distribuzione dopo il fondersi e costituirsi di un monopolio che sostanzialmente mette in difficoltà librai ed editori. Grazie alla collaborazione con il gruppo Sparajurij, Miraggi pubblica anche la rivista di scritture internazionali “Atti impuri”, che pubblica soprattutto inediti di importanti autori sia italiani sia stranieri.

Cosa pensate dell’editoria a pagamento? Con il tempo può diventare un “male necessario”?

L’editoria a pagamento non ci piace, non ci piace quell’aspetto speculativo.

E il digitale? Crede che nello scontro epico con la carta alla fine resterà in piedi solo uno dei due?

Ma no, crediamo nella convivenza: uno aiuta l’altro.

Vendere libri è sempre più complicato, e non solo per un problema di prezzi. Miraggi edizioni come promuove la sua attività e i libri dei suoi autori?

Cercando sempre di essere al passo coi tempi, e qualche volta provando ad anticipare. È sempre una questione di coraggio.

Intervista a cura di Marco Grasso

L’intervista precedente di Marco Grasso:
#ED10 Marlin, la passione dei libri

Catalogo delle case editrici indipendenti