Ho letto alcuni esordi durante l’anno. Alcuni per lavoro, altri per piacere oppure per entrambi i
motivi: mi hanno evocata e io non mi sono tirata indietro. Ne ho scelti alcuni, per motivi
strettamente affettivi di lettrice e di appassionata di voci esordienti.
- Passione semplice, Annie Ernaux trad. Lorenzo Flabbi, Rizzoli. Avevo letto tutti i romanzi di Ernaux tranne l’esordio, Passione semplice che ho recuperato grazie a un’autrice che mi ha fatto dono della prima edizione. Rizzoli l’ha ripubblicato. È un romanzo sorprendente. Dentro c’è tutta la poetica, lo sguardo d’autrice. dei suoi libri successivi e una deliziosa goffa innocenza con cui lega la vita all’immaginario letterario. La voce narrante in prima persona ama senza ritegno il suo amante sposato. La osserviamo compiere scemate e umiliazioni, eppure i sentimenti che prova rappresentano i punti più alti della vita che solo l’amore senza speranza raggiunge. «Sbaglia dunque chi paragona a un esibizionista colui che scrive sulla propria vita. Poiché il primo non ha che un desiderio, mostrarsi ed essere visto nello stesso istante.»
Per l’estate di chi finalmente ha tempo di scrivere: leggetelo se avete bisogno di un incoraggiamento, se la vostra storia non decolla perché ancora non distinguete l’io che scrive dall’io che vive e la memoria vi brucia le idee; leggetelo a Venezia, a Padova o a Firenze le città che Annie nel romanzo attraversa per dimenticare la sua passione semplice. Non è importante che ci riesca, ciò che importa è che non smette di raccontarla. - L’ultima crociera, Chiara Clini, Piemme. Il romanzo è fondato su una premessa storica, risalente alla seconda guerra mondiale che la stessa autrice dichiara di aver studiato ma nello stesso tempo rivisto per fini romanzeschi. La vicenda è quella dell’affondamento della nave Arandora Star, avvenuta 85 anni fa dove morirono 446 italiani. Un evento storico poco noto; come poco nota è la fine di alcuni antifascisti italiani in Inghilterra, tipo Uberto Limentani, speaker di Radio Londra, ingiustamente arrestato e internato nel 1940. Clini scrive un romanzo testimonianza, aggiungendovi il filtro magico della finzione che trasforma un tragico fatto di cronaca in un tema simbolico (le radici e la loro disintegrazione) che dialoga col contemporaneo. Un ruolo fondamentale lo gioca l’ambientazione vista in maniera inusuale: Londra con una conformazione diversissima dalle luci, i glitter, i musical e la moda a cui la si associa. Una Londra profondamente europea, devastata, conforma un romanzo dal forte potere immaginifico. Punto a favore è la scelta della struttura epistolare che non pone confini ai punti di vista. Seguiamo la vicenda dalle parole vive di Harriet, Jacopo e Wolf che si spediscono lettere e stringono con il lettore un contatto visivo e umano con quel “tu” continuo che accarezza l’io che legge.
Per l’estate di chi ama la vacanza tradizionale: perfetto per stare tutto il giorno sotto l’ombrellone, anche sulle spiagge affollate aiuterà a isolarvi dalla calca, immersi in un mare di storie non troppo diverse da quelle di oggi. - Racconti di un’anonima, Margherita Adduci, Affiori. Avete poco tempo, pochi soldi, poca compagnia, poca voglia e quindi quest’estate va la fate a casa vostra, per riscoprire le radici, visitare finalmente luoghi acclamati da chi visita la vostra zona ma che voi non avete mai visitato? Il romanzo d’esordio è la lettura adatta per chi non ha paura di viaggiare con la fantasia. E per fantasia intendiamo anche punti di vista a volte spietati, a volte tragicamente comici con cui riflettere sulla propria vita e in qualche modo riscriverla. Adduci racconta senza filtri e con un’ironia grintosa la drammatica esperienza della psichiatria unendola con candore al racconto dell’infanzia e dell’adolescenza con i primi amori ovviamente impossibili. È un romanzo bellissimo, fresco e drammatica che si misura con l’io che vive e che scrive superando con successo la prova dell’anti-narcisismo, dimostrando che con l’autoironia possiamo raccontare anche il fondo o il tunnel che ci siamo arredate e non sembrare mai fuori posto.
Per l’estate di chi odia l’estate: perfetto per chi vive l’estate come l’anticamera dell’inferno eppure ama la vita e la compagnia degli amici e di sé; adatto a riscoprire i luoghi che non vediamo pure avendoli sotto gli occhi. - Breve atlante delle (altre) madri e dei (nostri) figli, Mara Cinquepalmi, Scatole Parlanti. Ho lavorato con ardore a questa raccolta di racconti lunghi, a metà tra le novelle e le storie di cronaca, con tanto rispetto per il cuore di ogni storia: la maternità. Non quella bistrattata oppure esaltata. La maternità negata. La raccolta si compone di quattro racconti. Il fil rouge che li unisce è Agata che risiede in quattro personaggi diversi ma che concettualmente rappresenta sempre la stessa donna che abbandona il proprio figlio, o per scelta, o costretta, o per circostanze particolari. Agata è la madre biologica, quella che in qualche modo segna la vita dei figli lasciati e persi. In primo piano come contraltare al legame primordiale, Cinquepalmi incrocia alcuni momenti storici legati al calcio italiano, i Mondiali dell’82 e lo scudetto del Bologna. Questo intrecciare il vero al falso, la cronaca alla letteratura, la distanza alla passione crea un cortocircuito narrativo che rende questo esordio un altro esemplare ibrido della narrativa italiana, un pezzo da novanta che piacerà a chi cerca storie vere con il ricamo dolce della fantasia.
Per l’estate di chi: sceglie la montagna oppure il lago, luoghi di massima calma e concentrazione dove poter fare i conti con le storie di carta e le proprie senza fare sconti alla verità. - Gotico salentino, Marina Pierri, Einaudi. Filomena Quarta detesta la compassione. Coltiva il suo lato perturbato, trovando nel mistero un dono più che un’anomalia. Il mistero è la chiave per entrare nel cuore della protagonista di Gotico salentino, primo romanzo della studiosa, nota per i saggi sugli archetipi femminili. La protagonista è una ex giornalista 40enne, stufa di essere considerata solo un numero, che da Milano rientra nell’immaginaria Palude del Salento, dove è nata e cresciuta e dove, da poco, ha perso il padre. È fragile ed è selvaggia come la terra da cui proviene. Dice ciò che pensa. Sin da bambina, quando le appare per la prima volta, non ha mai avuto paura de “la malumbra”, lo spettro di una monaca che infesta la Dimora Quarta che Filomena eredita. «Non sono più la bambina che vede i morti; sono la donna che vede i morti. Evocherò un altro scrittore, o un’altra scrittrice che mi aiuterà a sistemare il romanzo.» Parole che si avverano quando nella dimora “arrivano” Mary Shelley e Shirley Jackson, le scrittrici adorate che l’aiutano, con spirito ironico di sorelle, a risolvere i guai. Pierri intreccia le atmosfere noir con l’intimità delle strutture epistolari.
Per l’estate di chi: o Salento o Muerte. Esiste una fitta schiera di turisti, amanti del mare e viaggiatori che associano la vacanza estiva a un unico luogo, il Salento. E se per un anno l’ossessione salentina salta c’è un motivo in più per leggere Pierri.
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