Ogni tanto fermo il Beverly per bearmi del silenzio.
Il silenzio sardo esalta la potenza delle immagini, senza distrazioni sonore acquistano profondità, rilievo, e lo sguardo ci gira intorno come sculture di cui stanare il lato nascosto.”

L’isola Muta. Viaggio nei silenzi della Sardegna è un libro che nasce da un viaggio, ma non si limita a raccontarne la pura geografia. È un racconto di ricerca, di un uomo che attraversa la Sardegna non per scoprire i luoghi glamour o noti, ma per conoscere e attraversare i silenzi, ed entrare in contatto con l’anima più nascosta e autentica dell’isola.

Andrea Negro, parte dalla Pianura Padana nell’agosto 2021, post-Covid in sella allo scooter, approdando in Sardegna con il desiderio preciso di trovare un’isola diversa dalle cartoline e il turismo di massa.

Nel suo itinerario tocca luoghi meno conosciuti, non segue un vero e proprio piano preciso: costruisce il suo viaggio man mano, come un incontro progressivo tra la terra e se stesso.

Tre anni dopo, Negro sceglie di tornare sull’isola decidendo di fermarsi a Seulo, paese di centenari, nel cuore dell’Isola.

Il suo viaggio esteriore diventa interiore, scandito non dal tempo fatto di secondi, minuti ed ore, ma un tempo differente fatto di introspezione, ascolto ma anche di molto silenzio.

L’autore ci suggerisce continuamente, nel viaggio quanto sia importante stare, fermarsi e lasciare che i luoghi parlino attraverso il loro mutismo.

L’isola Muta. Viaggio nei silenzi della Sardegna è una sorta di diario di viaggio, ma con il respiro di una riflessione più ampia. L’autore intreccia descrizioni paesaggistiche, incontri con persone, riflessioni sul tempo, la solitudine, la lentezza. Si muove con delicatezza, l’autore, non impone mai la propria presenza, ma anzi è consapevole di essere ospite, attento a muoversi con rispetto.

L’invito è dunque quello di non consumare gli spazi come scenari, ma abitarli: riscoprendo nel silenzio, anche una nuova modalità dello stare al mondo.

L’isola Muta. Viaggio nei silenzi della Sardegna non è davvero muta, ma riesce a parlare in un linguaggio che va oltre le parole.

 “Di silenzio è impregnata la gente di Sardegna, come se lo assorbisse dalla terra. Tutti qui, dai supramonti della Barbagia alle campagne di Oristano alle falesie del Sulcis preferiscono l’ascolto alla parola e, quando parlano, lo fanno in modo schietto, aspro perfino, ma caloroso, autentico. Sanno bene che il silenzio è un privilegio, da custodire e proteggere, come il tempo, che sull’isola torna a essere scandito dalle luci, dalle ombre, dai ritmi delle maree e dal vento, mai dalla frenesia dell’uomo

Federica Salice