Vi do il bentornato dalle ferie sperando che le vacanze abbiano portato con sé molte letture interessanti.
Per questi mesi autunnali ho deciso di proporvi i romanzi vincitori di premi letterari nazionali e vorrei cominciare con il vincitore 2026 del concorso La provincia in giallo. Bianca Garavelli bandito dal Rotary Club Cairoli di Garlasco (PV). Si tratta di un premio letterario che da quindici anni si ripropone di mettere in luce gialli e noir che privilegino l’ambientazione provinciale. Da alcuni anni il concorso è dedicato a Bianca Garavelli, autrice e critica letteraria di Vigevano, scomparsa nel 2021.

Dove si mangia la nebbia è ambientato a Pavia ed è un titolo che ha attirato subito la mia attenzione, perché io vivo in una provincia limitrofa a quella di Pavia, dove appunto, almeno fino ad alcuni anni fa, la nebbia era così densa da dare l’impressione di poterla mangiare.

Ma non è il titolo l’aspetto più importante, anzi, a ben vedere, non è neanche del tutto azzeccato, certo siamo a Pavia nei mesi di novembre e dicembre del 1993, c’è nebbia, ma anche pioggia e neve e addirittura qualche sprazzo di sole.

La cosa che rende questo romanzo un romanzo da cinque stelline è lei, la protagonista, Alida Savich, cinquantenne procuratrice aggiunta presso la procura di Pavia e, da bambina, esule istriana.

Savich è un personaggio potente, descritto con maestria e di cui negli ultimi tempi non mi è capitato di trovare nulla di simile in nessun romanzo di genere e non.

Oltre alla protagonista del tutto azzeccata c’è anche la trama portata avanti con abilità e che non ha proprio nulla da invidiare ad autori più blasonati di De Bellis & Fiorillo. Uno svizzero ex-tossico viene trovato morto nell’esplosione del suo camper parcheggiato nei boschi del Ticino con un ago conficcato nel braccio e gli inquirenti pensano si tratti di un incidente.

Il giovane sostituto Brusamonti ha però qualche dubbio e ne parla alla Grande Cacciatrice Alida Savich, a casa in mutua per una malattia che non viene mai nominata, ma che si intuisce come piuttosto grave.

La Savich in realtà in procura è soprannominata il Mostrino per i suoi modi burberi e per il suo aspetto non proprio da miss.

Alida prende in carico il caso e con l’aiuto di due poliziotti della giudiziaria (altri due personaggi molto ben riusciti specialmente l’anziano e umanissimo Bernasconi) naturalmente lo risolve. Sarà però un cammino lungo e faticoso che li porterà a rivangare il passato e a riaprire vecchie ferite.

Consiglio questo romanzo a chi, in un giallo, cerca una buona indagine più che una sequela di cadaveri. L’impianto è solido, il respiro è quello ampio della buona narrativa, ma a restare impressa è soprattutto Alida Savich.

Alla prossima

La vostra Chiara Ombra

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