Un pomeriggio Filippo riceve un dono prezioso dal fidanzato di sua zia, forse il dono più prezioso che si possa ricevere: un cerchio di appartenenza. Diventa il radioamatore più giovane d’Italia e si addentra in un mondo dal quale non riuscirà mai a staccarsi. Nessuno sa con certezza chi sia davvero l’altro, e tutti usano soprannomi per mantenere l’anonimato. Così crede di vivere Filippo, nell’anonimato, finché un giorno Tornado, un vecchio compagno di quell’epoca, lo contatta per un’ultima avventura.
Tutti i rapporti di Filippo sembrano attraversati dall’interferenza, come se uscissero da una radio rotta. Tutti i personaggi sono frammenti di un passato che li ha distrutti in un modo o nell’altro. Alcuni di loro tagliano come il vetro, come ad esempio Elena. Elena è l’amica di Filippo, fa la prostituta e ha commenti che bruciano come l’acido. Le donne di Banda cittadina sono forti, stanche di dover rattoppare i vuoti lasciati dagli altri —e da se stesse. Elena porta leggerezza e complicità: è lei ad aiutare Filippo a trovare la frequenza giusta per entrare in sintonia con i suoi cari, in particolare con suo figlio.
Il gruppo di radioamatori, guidato da Tornado, riesce a organizzare una Caccia all’antenna come ai tempi dell’adolescenza di Filippo. Si tratta di un gioco in cui si risolvono indovinelli e l’ultima tappa consiste nel trovare la posizione di un segnale misterioso. Quanti segnali misteriosi stanno seguendo i personaggi di questa storia? Tutti attraversano un’interferenza per arrivare alla fine del percorso. Nicola, suo figlio, è per Filippo come una radio nuova e moderna che gli permette di ascoltare la propria vita con una chiarezza tale da non poter più ignorare ciò che conta davvero.
Banda cittadina, di Gianluca Mercadante, è una storia bellissima, divertente ed emozionante, che ti tiene incollato alle tracce come fosse un giallo. La costruzione dei personaggi è eccellente: nessuno somiglia all’altro, e con una sola frase riesci a distinguerli, un valore enorme all’interno di un romanzo. L’ambientazione è descritta con una precisione e una nostalgia tali da permetterti di vedere la Vercelli di tutte le epoche.
L’espediente della radio non è solo un elemento narrativo, ma una metafora perfetta: leggere questo romanzo è come tentare di calibrare le frequenze del passato e del presente, lasciandosi trasportare dalle voci che attraversano l’aria per scoprire dove ci troviamo, davvero, nell’etere.
Ti innamorerai di questa storia un po’ come ti innamori delle storie che ti accompagneranno per tutta la vita: «quando ancora non lo sai».
Agustina Colaprete

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