“Per fermare la marcia su Roma sarebbe bastata una sola mitragliatrice. Due mesi dopo fermare le squadracce ed evitare la strage di Torino sarebbe ancora più facile ma nessuno è interessato a farlo. Luigi Traversa, poi, crede che i problemi siano altri: ha una fabbrica di cornici da mandare avanti, lui. Dimentica di avere anche un figlio comunista“.
Non poteva che essere proposto da Alessandro Barbero questo romanzo storico che parla di Torino.
È il racconto fatto da Tazio, l’ultimo dei Traversa, della sua famiglia di piccoli imprenditori durante il ventennio torinese.
La ricostruzione della storia parte da due semplici elementi: la strage di Torino del 18 dicembre 1922, nome di una fermata metropolitana ma che ormai ai più non dice più niente, e la Fuga del padre in Francia.
Per completare il racconto si uniscono i ricordi dell’autore e le notizie trovate in rete.
La ricerca storica ne risulta davvero completa e interessante verte quindi su fatti realmente accaduti e personaggi esistiti anche se Perissinotto mescola ricostruzione storica e invenzione anche se in minima parte.
La presentazione agli amici della domenica di Alessandro Barbero è esaustiva e illuminante.
Con La guerra dei Traversa, Alessandro Perissinotto racconta la frattura di una famiglia segnata dalla strage di Torino del 18 dicembre 1922, quando le camicie nere di Piero Brandimarte inaugurarono una stagione di violenza che travolse non solo la città ma anche il destino dei protagonisti. La voce narrante – un membro della famiglia la cui identità si svela solo alla fine – guida il lettore tra pagine di Storia e invenzione, dalle persecuzioni fasciste ai campi di internamento in Francia, fino ai bombardamenti sulle città italiane. Più che in altre sue opere, qui domina il “racconto del vero”, senza rinunciare al ritmo incalzante della finzione romanzesca. Attraverso i Traversa, che rimandano al ramo paterno dello stesso autore, Perissinotto osserva un passato i cui fantasmi parlano al presente. Per costruzione narrativa, stile e intensità, il romanzo appare tra i più meritevoli della candidatura al Premio Strega, secondo Alessandro Barbero, ma purtroppo questo eccellente romanzo non è stato ammesso alla dozzina finalista.
Laura Ghidini
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