Roberto Cotroneo, artista eclettico del panorama letterario ed editoriale degli ultimi quarant’anni, scrittore, editor, giornalista, fotografo, critico letterario, torna in libreria con un romanzo dalla non semplice catalogazione e, forse, proprio per le caratteristiche intrinseche che racchiude 🔗La nebbia e il fuoco risulta essere una proposta genuina e totalmente priva di retorica.

«Nella costruzione di questo libro-non un racconto, non un romanzo, non un saggio, ma un testo che si compie dentro uno spazio di pagine e di legature, con una copertina, un titolo, delle note, un ordine ancora tutto da stabilire-il presente riscrive e sostituisce il passato. Mentre il passato si fa presente.»

Coesistono in questo romanzo, nello spazio delle sue pagine, cinque grandi protagonisti che si alimentano a vicenda, insostituibili e non ricambiali in quanto legati non solo dal passato, ma dalla storia e dalla storia personale di Roberto; Alessandria (la nebbia), la Resistenza (il fuoco), il professor Aldo, Cotroneo, e la letteratura.

Per chi avesse avuto modo di leggere dell’autore 🔗Se una mattina d’estate un bambino, scritto nel 1994 e ripubblicato di recente da Neri Pozza per i trent’anni del volume, riconoscerà ne La nebbia e il fuoco elementi assonanti: l’innesco letterario di Aldo nella vita di Cotroneo e gli scrittori imprescindibili della letteratura come Wolfe, Salinger, Eliot e Stevenson. Ma se nel saggio del 1994 la figura di Aldo era inesplorata, in questo romanzo il professore è il filo conduttore che lega i protagonisti.

Cotroneo passa la sua infanzia e adolescenza ad Alessandria, sua città natale, e dalle parole dello scrittore la città appare complessa dal punto di vista umano, dall’indole pigra e non incline al cambiamento, refrattaria e spigolosa.

«Le Langhe, l’Astigiano, il Piemonte dei grandi scrittori studiati a scuola, la vicina Emilia, l’Illuminismo lombardo premono i confini della città, che ha una provincia assai diversa, anche nella mentalità. E arrivati alla periferia di Alessandria tutto si ferma, prevale una misura che mette a disagio come un vestito stretto che si è costretti a portare.»

Tra i banchi del liceo Cotroneo incontra il professor di Inglese Aldo e sin dalla prima lezione quest’ultimo raggiungerà e conquisterà l’attenzione degli studenti e dell’autore per il suo metodo non solo didattico, ma anche per un approccio alla letteratura come potente strumento ottico atto a decifrare le complessità della vita.

«Aldo è così diverso da tutto quello che ci circonda, suscita ammirazione. È lucido, preciso, distaccato e al tempo stesso affettuoso. Nitido nel suo modo di guardare. È anche un appassionato di fotografia. Insegna cose che da allora mi porto addosso.»

Cotroneo dopo anni di distanza incontra un suo conoscente ad Alessandria e qui scopre, conversando, che Aldo era stato un partigiano della Resistenza, nome di battaglia Poldo, e l’informazione lasciata cadere dall’amico non scivola dai pensieri dell’autore che inizia a collegare ogni traccia dispersa in città e dissotterra ogni ricordo legato al Professore.

Alcuni romanzi indagano il momento storico della Resistenza attraverso le personalità che l’hanno vissuta, Cotroneo invece, attraverso la Resistenza avvenuta nella città di Alessandria e nei suoi dintorni, dipana la nebbia e fa luce sulle parti che a lui mancano della figura di Aldo, non solo in quel periodo, ma anche dopo che lo scrittore lasciò la città.

L’autore, come il professore insegnava ai suoi studenti, tiene un rigore serrato per tutta la narrazione, mai retorico, mai ideologico, mantenendo fede e non tradendo il disclaimer posto prima della citazione in epigrafe.

La nebbia e il fuoco narra un periodo storico che pare complesso da decifrare e che ancora oggi sposta l’opinione pubblica e politica; innumerevoli sono i testi pubblicati, che siano romanzi o saggi. Il libro di Cotroneo è una voce distinta in cui la lirica si mescola, addensandosi ai fatti storici, ai ricordi e al percorso di due uomini legati dalla conoscenza e dalla comprensione dei misteri imperituri della letteratura.

«La nebbia spegneva il fuoco e la morte si allontanava come un’ombra.»

Caterina Incerti