L’acqua è un elemento di mezzo tra la solidità della terra e l’invisibilità dell’aria, ha molto in comune con il fuoco, essendo il suo opposto.

All’acqua sono associate le emozioni, a livello energetico-spirituale.

Nell’acqua si nuota, si galleggia oppure si può stare sotto trattenendo il respiro, oppure si può affogare.

Lidia Yuknavitch nel suo memoir La cronologia dell’acqua (Nottetempo edizioni, 2022) fa tutto ciò che si può fare dentro questo elemento. Come prima cosa nuota, fin da bambina è una nuotatrice promettente, l’acqua è il suo elemento naturale, quasi un mondo-rifugio da ciò che vive a casa.

Trattiene il respiro sott’acqua quando si lascia andare alle dipendenze, tanto da dover lasciare il nuoto.

Nell’acqua del parto arriva vicina ad affogare, quando perde sua figlia, e poi ne sparge le ceneri nell’oceano.

“Aprii il finto sacco amniotico delle ceneri coi denti, facendo attenzione. Come gli animali. Poi entrai nell’oceano per davvero. Indossavo un cappotto rosso vintage. Stivali da cowboy in pelle spazzolata. Phillip provò a seguirmi ma dissi no. Camminai tra le onde finché l’acqua mi arrivò all’addome. Era fredda come il ghiaccio sui punti di sutura. Ottundeva il dolore lì. Rovesciai i resti quasi impalpabili di mia figlia nella mano destra. Un po’ di cenere si disperse nell’aria, ma solo una minima parte. Era bagnata. Come sabbia. Poi immersi la mano destra nell’acqua e lasciai andare. Chiusi gli occhi.”

Poi torna a galleggiare, finché, finalmente, può tornare a nuotare nella vita.

Anche se non tutto è così lineare in questa vita e in questa narrazione di vita, che Lidia Yuknavich riesce a compiere, come un liquido colorato che viene rilasciato in acqua e prende spazio, e diventa l’acqua stessa che lo accoglie.

La lettura è stata un’esperienza straordinaria tra le parole, le immagini. È la storia di come nasce una scrittrice, o perlomeno questa scrittrice, e ogni parto è acqua.

Mi piace trovarmi di fronte a frasi intense senza che siano mai patetiche o strappalacrime. Questo libro è la dimostrazione vivente (sì, vivente, perché pulsa di vita propria, ed è per questo che ti coinvolge e ti avvolge e ti risputa fuori per richiamarti poi tra le sue righe intense) che si può parlare di dolore senza infliggerlo agli altri, a chi ti legge.

“Prima che mio padre fosse mio padre era un bambino.
Soltanto un bambino.
Prima di odiarlo, lo amavo.”

Ammetto che verso la fine ho versato qualche lacrimuccia, ma lacrime di commozione legate alla rinascita, alla nuova vita che forse può iniziare ad andare liscia come la superficie di un lago in un giorno di sole senza vento. È un libro potente, non solo per come è scritto ma perché è un impossessarsi del proprio potere personale.

AREA DI GUARIGIONE: questo libro è la guarigione. Difficile individuare un’area in particolare. È la storia di una guarigione interiore. Leggilo, se anche tu, come me, sei sempre alla ricerca di te stesso/a, se non smetti mai di porti domande, se ti piace vivere ma a volte ti sembra di affogare. Questo libro è un salvagente, che ti permette di capire che nulla, alla fine, è insuperabile e che tu hai il potere di cambiarlo: “Tuttavia, narrare ciò che si ricorda, raccontarlo a qualcun altro, produce un effetto diverso. Più una persona rievoca un ricordo, più lo cambia. Ogni volta che lo mette in parole, si trasforma. Più descrivi un ricordo, più aumenta la probabilità che tu stia inventando una storia che si addice alla tua vita, risolve il passato, crea una finzione con cui è possibile convivere. È quello che fanno gli scrittori.”
La chiamerei guarigione alchemica del passato.

Stay young and stay joyful!

Cristina Cigognini

Cristina Cigognini ha lavorato per molti anni nel mondo dell’editoria e nel 2019 ha fondato, insieme ad altre socie, la casa editrice 8tto edizioni. Oggi si dedica alla crescita interiore e alle pratiche di guarigione spirituale.
In Cartografie interiori esplora i libri come strumenti di consapevolezza. Non semplici recensioni, ma percorsi di lettura: ogni testo individua un’Area di guarigione, il punto in cui una storia può risuonare con chi legge e diventare occasione di trasformazione. I suoi articoli si chiudono con un invito: Stay young and joyful. Restare interiormente giovani e coltivare la gioia come energia di cambiamento.

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