Mina è una storia come tante… e invece no, è una storia che può essere letta con diverse chiavi di lettura, certo è prima di tutto una storia di violenza, crudeltà e tanta tanta sofferenza, una vicenda ambientata a Buda in uno dei paesini più poveri della Romania; dove Mina è nata e cresciuta, ma poteva benissimo succedere in qualsiasi parte del mondo basta accendere la TV e purtroppo assistiamo inermi all’ennesimo femminicidio quotidiano. Ma non solo questo è anche una storia di resilienza, rinascita e speranza e di sacrifici per arrivare ad avere una vita che si possa chiamare tale, fatta di amore, libertà e serenità, lontana dalle urla, botte e violenze come pane quotidiano.
Mina racconta così la sua storia, iniziata con un infanzia a Buda, un paesino poverissimo della Romania, dove gli uomini hanno il potere sulle donne, vive con fratelli e sorelle, mamma e un papà che la adora e di cui lei ne ha sempre preso ispirazione fame di cultura e di vita.
Mina racconta con uno spaccato iniziale, la sua fuga per chilometri nei boschi, una fuga che è costretta a fare per salvarsi la vita e dare un futuro migliore a lei e alla sua piccola e dove in Italia troverà una famiglia che l’aiuterà; da cui partiranno lotte giudiziarie e legali per anni e numerosi viaggi tra Italia e Romania, prima per il divorzio e poi per la tutela finalmente della figlia.
L’infanzia di Mina seppur molto povera è serena e amata, ma quando il padre viene a mancare a Mina manca il suo pilastro.
Ben presto la vita di Mina, prende una piega pericolosa fatta di scelte sbagliate, dettate dalla sua giovane età e soprattutto dalla sua condizione economica che non le consente di scegliere in libertà; perché nonostante riesca a proseguire gli studi e come avrebbe voluto il padre rendersi economicamente indipendente, per non sottostare al futuro marito, alla fine per diverse situazioni Mina non riesce a lavorare.
Così quando la nostra protagonista, conobbe Anton un ragazzo del paese, ben voluto da tutti, con una buona reputazione al contrario degli uomini ubriachi e violenti tipici di Buda ,se ne innamora e pensa che quello sia l’amore.
All’inizio Anton come spesso accade si dimostra come il bravo ragazzo, disponibile e che la ama, ma diventerà ben presto il suo peggior incubo sopratutto quando i due andranno a vivere insieme e si sposeranno, da cui sarà costretta a scappare per salvarsi la vita, un ultima fuga dove Anton è andato bene oltre le classiche botte.
La vita di Mina sarà fatta di botte e violenze continue a fianco di un marito violento e ubriaco e che la tradisce con altre donne, proprio come tutti a Buda; Anton non la ama ovviamente la tratta come un giocattolo, padrone di farne ciò che vuole come vuole, dove gli uomini comandano e lei rimane inascoltata anche quando chiede aiuto.
Tuttavia Mina avrà un bambina da Anton che crescerà in un ambiente tossico e malsano pieno di liti, urla e botte rivolte alla madre dove la piccola ne rimane una silenziosa spettatrice; una bambina a cui verranno fatti lavaggi del cervello dal padre e verrà contesa per anni e dove verrà seguita e aiutata da psicologi per capire cosa ha vissuto.
Eli la figlia di Mina da adolescente vorrà tornare a Buda, per rivedere i suoi vecchi amici, la sua casa il posto in cui ha vissuto e capire se il padre era cosi come lo ricordava; capisce che è anche un padre padrone oltre che un marito violento dove lui non la ama, non gli importa di lei e si è rifatto una vita .
La figlia di Mina decide quindi, di tagliare i ponti con la Romania per sempre, e tornare con la madre in Italia dove le aspettano amici, parenti e il compagno di Mina che ama lei e la madre veramente.
Nonostante le critiche a cui Mina è soggetta da prima a Buda e poi in Italia per le scelte fatte, ella dimostra coraggio e forte determinazione per avere la vita che ha ora, fatta di indipendenza, amore e libertà, l’amore per la figlia e per la vita l’hanno guidata verso le scelte giuste da fare.
È il libro che fa per te, se cerchi una storia:
- parla di sentimenti ed emozioni forti
- è ricco di colpi di scene
- è una storia vera
- è ricco di contenuti e di vicende concrete
- ha una scrittura scorrevole
- parla di una tematica delicata, attuale, di cui non se ne parla mai abbastanza, in modo fruibile per tutti
- le donne sono un punto focale del libro, caratterizzate da una solidarietà femminile silenziosa
- parla di una storia lontana da noi a livello geografico ma non a livello di vicenda.
- La violenza è il tema principale, ma l’amore ha un ruolo molto importante come la libertà e la fame di vita
- parla di resilienza-rinascita-speranza
- l’importanza dell’indipendenza economica per le donne
- giudicare è facile quando nella situazione non siamo in prima persona
È un libro che mi è piaciuto e che consiglio perché grida amore per la vita in modo costante, che evidenzia come le donne possano cambiare la loro situazione attuale anche la peggiore che possano avere, di non essere sole e di farsi aiutare sempre, perché il sole è dietro l’angolo per tutti.
Conoscere storie di questo tipo aiuta anche ad ascoltare campanelli d’allarme soprattutto alle ragazze più giovani e il progetto nelle scuole ne è la prova, la scrittrice parla della sua storia ai giovani nelle scuole ma non solo, divulga la sua storia per essere un esempio ad altre donne sperando cosi che si facciano aiutare e si sentano meno sole.
Cristina Forni artist

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