Tre parti per esplorare la città delle meraviglie, l’esposizione Italia ’61 in cui Torino mise alla prova il futuro. Tre personaggi ci conducono attraverso tre anni e tre esperienze diverse legate a un evento che accolse sei milioni di visitatori da tutto il mondo in soli pochi mesi.
Nella prima parte, riusciamo a vedere l’emozione e l’attesa che circondavano i festeggiamenti per i cento anni dell’unità d’Italia. Torino diventò una fonte di lavoro e innovazione. Quella visione del futuro sembrava la ventata d’aria fresca di cui si aveva bisogno dopo la guerra. I personaggi vivono storie felici, in cui le loro vite rinascono insieme all’esposizione. L’idillio si manifestava in tutta la città, dove per quasi un anno si respirò un clima di cambiamento.
Nella seconda parte, un adolescente scopre la monorotaia, la stella dell’esposizione (ne parleremo), e stringe un rapporto di amicizia. Sono passati solo vent’anni da Italia ’61, ma poco rimane della gloria di quei giorni. Nonostante la ruggine e la sporcizia, la storia di quei mesi risveglia nel giovane lo stesso entusiasmo di coloro che li vissero. Sembra esserci una magia che incanta tutti coloro che conoscono quella storia.
Ciò è ancora più evidente nella terza parte, in cui un uomo trova i ricordi di qualcuno che visse e godette di quegli anni (proprio come i protagonisti della prima parte). Questo risveglia in lui lo stesso interesse che nacque nell’adolescente, e la storia lo trascina in una caccia al tesoro per scoprire ogni ultimo dettaglio.
Ci sono personaggi connettori, ma lascerò che li scopriate voi; io mi concentrerò sul concetto di “tesoro”, di “preservazione” e di “monorotaia”.
Che cosa consideriamo un tesoro? È ciò che cerca di scoprire il protagonista della terza parte: cosa definisce “tesoro” quell’uomo che visse e ritrasse Italia ’61. La risposta si trova nel corso del libro. L’esposizione non significò solo futuro, significò anche condivisione. L’importanza di un’esperienza così significativa risiede nelle persone con cui condividiamo i ricordi che ci formano per tutta la vita. In tutti i casi, i protagonisti legano le loro storie personali all’esposizione.
Per questo, nella seconda e nella terza parte si insiste sulla preservazione. I giochi che attraversano il tempo ci riportano nei luoghi in cui la vita è stata felice. E poiché i ricordi sono formati e mantenuti dalle persone che li hanno vissuti o che li hanno diffusi, anche se la struttura non è stata conservata né curata perché le autorità la considerarono come un evento in più della città, quelle persone sono lì per sostenerli nel corso degli anni.
Il simbolo della monorotaia, quello splendore che trasportava passeggeri e sogni, mette in discussione il significato di futuro e la prospettiva del tempo. È possibile che molte cose materiali non esistano più, ma esiste un archivio di storie e immagini che si sta formando da anni. Questo libro è un modo bellissimo per accedervi, per salire su quella monorotaia e contribuire a preservare un evento che ha custodito i sogni e la felicità di tante persone per molto più tempo di quei mesi del ’61.
Agustina Colaprete

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