Monte Finestra è un libro per bambini dedicato all’omonima vetta campana che supera i mille metri e da cui lo sguardo abbraccia il Golfo di Salerno. Il libro, scritto da Agata Vignes e illustrato da Manuela Simoncelli, nasce all’interno della Casa Editrice Saremo Alberi, realtà salernitana attenta ai temi ambientali ed educativi.

La storia, in parte fantastica, sgorga dall’amore dell’autrice per la montagna. Sin dalla prima pagina, dalla copertina interna, ci ricorda che nella salita al proprio monte personale nessuno è mai davvero solo e in questo libro è contenuto questo viaggio, non solo fisico ma anche interiore.
Il nome Monte Finestra deriva dall’apertura tra le rocce che in cima lascia passare stormi di uccelli, venti e pensieri liberi. Qui non si vede il mare, su cui il Monte si affaccia, eppure non se ne sente la mancanza: il racconto ci porta invece tra silenzi e fruscii, tra uccelli e insetti, lungo sentieri odorosi di erbe e di vento. È un invito a riconnettersi con ciò che vive e respira attorno a noi con l’incedere lento e un po’ di fatica che la montagna richiede.

La storia prende avvio dalla città, e questa prospettiva infantile ovvero quella di chi osserva la montagna da lontano, imponente e desiderabile nella sua bellezza selvatica, mi richiama alla mente le parole della compianta maestra biellese Giuseppina Fiorina Simonetti che, nel 1991, in un bel libro di fotografie di Gianfranco Bini, scriveva: “Io abito in una grande città, ma deve essere splendido avere una valle e viverci”. Un richiamo poetico a rallentare, a respirare, ad abitare davvero la natura.

Pur geograficamente distanti, le nostre terre montane condividono lo stesso linguaggio fatto di silenzi, profumi e conquiste. Perché la montagna, si sa, va guadagnata: serve l’età giusta — Michele, il protagonista, deve attendere i suoi dieci anni — e l’equipaggiamento adatto, scelto con cura tra i regali di Natale. Senza fretta: per salire in vetta occorre preparazione, rispetto e meraviglia.

La meraviglia è anche quella che attraversa un elemento fantastico del racconto, il fantasma che non fa paura ma provoca stupore e nuove visioni, un pilota come quello del Piccolo Principe che fa volare in alto, mentre si è alla ricerca di un pezzetto brillante di aereo perduto, aggiungendo una nota di leggerezza e mistero al cammino.

Monte Finestra
è così un viaggio: nella natura, nella crescita e dentro quel desiderio di altezza che appartiene a ogni bambino e a ogni adulto che non ha smesso di guardare verso l’alto.

Manuela Tamietti