Potrebbe sembrare un romanzo senza trama come tanti, ma in realtà Orbital di Samantha Harvey (NN Editore 2025) è un libro geniale.

È poetico ed estremamente preciso, tanto che spesso mi sono ritrovata a chiedermi come facesse l’autrice a sapere certe cose, perché sì, ti puoi documentare, ma per descriverle come se le avessi vissute in prima persona devi avere un’abilità che va oltre la scrittura.

Seguiamo le giornate di sei astronauti in orbita attorno alla Terra. Impariamo a conoscerli un po’, attraverso qualche loro ricordo e le emozioni che provano, e sembra che in una situazione così poco terrestre, riservata a così pochi esseri umani, l’umanità è proprio ciò che viene a galla, nella microgravità della stazione spaziale.

Si accorge che spesso fa fatica a raccontare le sue giornate, perché le cose piccole sono banali e il resto è stupefacente e sembra che non ci sia nessuna via di mezzo.”

Questa frase per me descrive alla perfezione quello che avviene in questa storia, dove da una parte abbiamo la normalità della Terra e dall’altra la straordinarietà dello Spazio. Ma sono solo all’apparenza lontani e separati.

Il racconto è una fila di parole che connettono Cosmo e Terra.

La vediamo da lassù, bellissima. E sappiamo che c’è un tifone quaggiù che si prepara a colpire da qualche parte. Come un fil rouge il tifone torna e ritorna, sempre diverso, si muove si espande si fa più minaccioso.

Questa storia è una dichiarazione d’amore al nostro pianeta, e al nostro universo. Le cose non sono mai così belle come quando smettono di essere scontate. Se tutti potessero vedere la Terra da lassù, e non solo in una fotografia satellitare, a nessuno verrebbe in mente di fare qualsiasi cosa che potrebbe distruggerla.

E col tempo arriviamo a capire che non siamo solo ai margini dell’universo, ma che è un universo ai margini, che non c’è un centro, solo un ammasso vertiginoso di cose danzanti, e che forse tutto il nostro sapere consiste in una conoscenza elaborata e in continua evoluzione della nostra estraneità, uno smantellamento dell’ego attraverso gli strumenti dell’indagine scientifica fino a che quell’ego non sarà ridotto a un edificio in rovina da cui filtra la luce.

E l’edificio in rovina alla fine lo troviamo, dopo che il tifone si è abbattuto sulle Filippine, e lo sguardo arriva a una cappella che serve da rifugio.

Le pareti di cemento sono piene di crepe, ma tengono.”

Mentre su, in orbita:

La crepa che è apparsa all’esterno è di un millimetro o due e crea delle fessure che riprendono a grandi linee  la mappa aerea della confluenza del fiume Volga.

Dalle crepe entra la luce. There is crack in everything. That’s how the light gets in, come cantava Leonard Cohen.

Possiamo essere minuscoli e disastrati, ma la vita trova sempre un modo. E le crepe non ci rendono deboli.

Sa di non esserlo, invincibile. Ma viene da una famiglia che è scivolata attraverso una crepa, una fessura della storia, e ha trovato una via di scampo mentre tutto crollava.

AREA DI GUARIGIONE: È un libro adatto a chi sente il bisogno di galleggiare senza gravità per recuperare emozioni perdute o troppo a lungo ignorate. Porta a riflettere sull’infinitamente immenso e sul pateticamente piccolo. Rimette in equilibrio ego spropositati e dona conforto a personalità poetiche che tendono a sentirsi detriti alla deriva nello spazio. È un libro che ci fa guarire – o ci invita a farlo –  dalla presunzione di essere i padroni del mondo, ma anche solo del parco dietro casa. Ci insegna il rispetto, che sembra un concetto tanto antico e demodé.

Pensa un pensiero nuovo, si dicono a volte. I pensieri che si hanno in orbita sono così grandiosi e così vecchi. Pensane uno nuovo, completamente nuovo, mai pensato prima.
Ma non esistono pensieri nuovi, sono solo pensieri vecchi che nascono in momenti nuovi, e in quei momenti arriva il pensiero: senza la Terra siamo finiti
“.

Stay young and stay joyful!

Cristina Cigognini

Cristina Cigognini ha lavorato per molti anni nel mondo dell’editoria e nel 2019 ha fondato, insieme ad altre socie, la casa editrice 8tto edizioni. Oggi si dedica alla crescita interiore e alle pratiche di guarigione spirituale.
In Cartografie interiori esplora i libri come strumenti di consapevolezza. Non semplici recensioni, ma percorsi di lettura: ogni testo individua un’Area di guarigione, il punto in cui una storia può risuonare con chi legge e diventare occasione di trasformazione. I suoi articoli si chiudono con un invito: Stay young and joyful. Restare interiormente giovani e coltivare la gioia come energia di cambiamento.

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