Alcuni libri raccontano una storia. Altri, mentre li leggi, smuovono qualcosa di molto più personale. Palla. Storia del cane che mi ha cambiato la vita di Monica Pais appartiene decisamente alla seconda categoria.

La storia è quella di Palla, pitbull trovata in condizioni gravissime nelle campagne sarde, con un laccio di nylon conficcato nella carne del collo fino quasi a decapitarla lentamente. Una violenza difficile persino da immaginare. Quando arriva alla Clinica Duemari di Oristano, Monica Pais e il suo team si trovano davanti qualcosa che, come scrive lei stessa, non avevano “mai visto”.

Da lì inizia il lungo percorso di cura e rinascita di Palla, raccontato alternando il punto di vista dell’autrice e quello della cagnolina stessa. Una scelta narrativa che restituisce qualcosa che chi vive con un animale conosce profondamente: il fatto che esista un linguaggio silenzioso fatto di sguardi, presenza, intuizioni reciproche.

Ma questo libro non racconta soltanto il salvataggio di un cane. Racconta soprattutto il rapporto tra esseri umani e animali. Il tradimento della fiducia. E la scelta ostinata di continuare ad amare nonostante tutto.

C’è una frase nel libro che continua a tornarmi in mente:

«Quella che si legge invariabilmente nei loro sguardi, nei loro corpi: perché?»

Perché.

Come si fa a fare del male a chi si affida completamente a noi? Come si fa a non amare?

Forse è anche per questo che la storia di Palla mi ha colpita così tanto. Perché assomiglia, purtroppo, alla storia di troppi animali.

Io ho sempre pensato di essere una persona da cani. Quando sono andata a vivere da sola ho adottato Nika, una trovatella di canile. È stata casa per undici anni. Insieme abbiamo attraversato traslochi, relazioni finite male, cambiamenti di lavoro, viaggi, giornate lente e momenti felici. Poi una grave malattia cardiaca me l’ha portata via e per molto tempo mi sono ripetuta che non avrei mai più preso un altro cane.

Poi un giorno, su Facebook, ho visto la foto di Lilly.

Anche lei arrivava da una storia di abusi e violenza. Venticinque chili di amore diffidente e impaurito. Quando l’ho incontrata ho avuto la sensazione immediata che ci fossimo già scelte.

E allora, leggendo una frase del libro, mi sono fermata:

«“Provo a portarla a fare un giro a casa. Vediamo come si comporta”. Nel mio cuore sapevo benissimo che Palla aveva già le chiavi di casa saldamente strette nella zampa».

Credo che chi vive con un animale sappia esattamente cosa significhi. Io conosco benissimo quella sensazione.

La cosa più bella del libro di Monica Pais è che non cade mai nel pietismo. C’è rabbia, certo. C’è indignazione davanti alla crudeltà umana. Ma c’è soprattutto concretezza: il lavoro quotidiano della clinica, la stanchezza, le emergenze, le operazioni, le ferite da curare, le adozioni da trovare, le sconfitte e le piccole vittorie.

A un certo punto l’autrice scrive che alla Duemari fanno un po’ questo: «svuotare il mare con un cucchiaino».

Ed è probabilmente una delle definizioni più precise di cosa significhi occuparsi di animali abbandonati: sapere che non basterà mai, ma continuare lo stesso.

Molto interessante è anche il ruolo dei social network all’interno della storia. La vicenda di Palla esplode online quasi immediatamente e trasforma una piccola clinica veterinaria di Oristano in un luogo seguito da migliaia di persone. Ma il libro mostra bene come, a volte, i social possano diventare qualcosa di diverso da rumore e superficialità: una gigantesca cassa di risonanza capace di creare empatia, aiuto concreto, adozioni, comunità.

Comprare questo libro significa anche sostenere tutto questo. I proventi vanno infatti a supporto della Onlus Effetto Palla ODV, fondata nel 2016 da Monica Pais dopo l’incontro con Palla e dedicata al recupero e al salvataggio di animali in difficoltà.

Dieci anni di ferite curate.
Dieci anni di seconde possibilità. Di animali che tornano a fidarsi.
Dieci anni di esseri umani che, nonostante tutto, continuano a raccogliere il mare con un cucchiaino.

Alessia Lingua

Se vuoi restare in contatto con le letture di Exlibris20, puoi seguire il nostro canale WhatsApp