La morte è uno dei misteri più studiati e usare la parola per farlo è inevitabile. In Parlami morte. Il libro segreto dell’Archiginnasio, di Gianluigi Schiavon, un italianista di nome Achille Pavan cerca di ottenere risposte unendo lo studio dell’agonia alla propria competenza accademica. Al centro della sua ricerca c’è un antico libro senza autore che raccoglie gli studi dei medievalisti sul corpo e sulla morte, e quanto grandi autori (come Dante e Petrarca) abbiano scritto su di essa. I problemi iniziano quando qualcun altro si interessa al libro e lo usa come ispirazione per una serie di omicidi.

Le immagini dell’agonia si chiama il libro che suscita la passione del professor Pavan: uno studio sulle scoperte di Mondino de’ Liucci, anatomista del XIII secolo. Pavan cerca disperatamente che la morte gli parli, che gli dia spiegazioni, che lo aiuti a capire come e perché. Chi è venuto prima di lui aveva già le risposte, o non ci resta che affermare che la morte è vendicativa e smettere di farci tante domande? È l’amore a suscitare tutto l’interesse per questo libro: una donna amata che sceglie di morire in solitudine, un’agonia che ha bisogno di essere spiegata per trovare pace.

L’amore (possibile sinonimo di vita) e la morte sono i poli d’interesse, l’eterna lotta tra Eros e Thanatos. Un uomo semplice e solitario che crede che la vera ribellione sia contro la morte, e che ha una teoria sull’aldilà che lo aiuta un poco nel suo lutto. Un lutto eterno per quell’amore di gioventù e per quel finale irraggiungibile a cui cerca di dare parole.

Da un lato, la storia dell’esplorazione dei corpi dopo la morte e di come il sapere si sia configurato nel tempo per arrivare a ciò che conosciamo oggi; dall’altro, l’attualità, la figura del femminicidio, un assassino crudele che usa le donne per colpire un punto debole nella persona di cui vuole attirare l’attenzione. Parliamo di personaggi colti, dal ricco vocabolario, con una profonda conoscenza della storia, della medicina e della letteratura. Il linguaggio de Le immagini dell’agonia è accademico e richiede un lettore attento, che sappia almeno di chi stia parlando quell’autore segreto.

Il romanzo si presenta come un giallo, ma il genere risulta sfumato all’interno della narrazione. Sebbene il professor Pavan avverta alcune sensazioni di essere seguito e si imbatta in episodi inspiegabili, gli omicidi cominciano a consumarsi ben oltre la metà del libro. Per più di centocinquanta pagine assistiamo soltanto ai pensieri del protagonista sul testo che ha ritrovato e alla sua nascente storia d’amore con Marion, una bibliotecaria che lo distrae un poco dalla sua ossessione.

Parlami morte. Il libro segreto dell’Archiginnasio di Gianluigi Schiavon è un romanzo intelligente che offre un’ampia riflessione sulla morte, sulla vita, sull’amore e sulle conseguenze del lutto. Le sfumature del giallo sono presenti e danno ritmo alla seconda parte, ma il valore più autentico risiede nelle domande filosofiche che l’umanità si pone da sempre su uno dei misteri più grandi del mondo, in dialogo con un uomo in lutto a cui non resta che la speranza di trovare, un giorno, le risposte.

Agustina Colaprete

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