Dal 7 ottobre 2023, giorno della violenta incursione dei militanti di Hamas in Israele, è tornata alla ribalta della cronaca la questione palestinese che affonda le radici nella decisione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, risalente al 29 novembre 1947, di dividere la Palestina e far nascere due Stati, uno arabo e uno ebraico. Si tratta di un problema complesso, nel quale è difficile orientarsi sia per la molteplicità degli eventi che lo hanno contrassegnato sia perché richiede una buona conoscenza delle aree geografiche interessate che non tutti possiedono. Diventa quindi difficile avere una visione d’insieme che non ricada in semplificazioni influenzate da pregiudizi di vario genere. Tale difficoltà è presente tra gli adulti come tra i giovani e i giovanissimi.
Un libro che secondo me potrebbe contribuire a schiarirsi le idee è Sotto lo stesso cielo di Anja Reumschüssel, edito nel 2024 da Gallucci e tradotto da Maria Alessandra Petrelli.
L’autrice è una giornalista tedesca che ha vissuto due anni in Israele e in Cisgiordania e varie parti del romanzo narrano eventi reali con taglio giornalistico e hanno quindi il pregio di essere concisi e comprensibili. La sua collaborazione con testate come “GEO” e “National Geographic” si riflette nella cura con cui vengono contestualizzati i luoghi, a partire dalla bella cartina che precede la storia vera e propria.
Le vicende si svolgono su due piani temporali: uno presente e l’altro passato, che si alternano. In entrambi i casi, si tratta di una narrazione a due voci affidata a un ragazzo palestinese e a una ragazza israeliana. Il punto di forza del romanzo, secondo me, sta proprio nell’incontro scontro di due modi opposti di vedere le cose. Da una generazione all’altra, tra pregiudizi e iniziale diffidenza, si fa strada un dubbio: è lecito diventare amici di chi ti è stato insegnato a odiare? Sullo sfondo, un quadro misterioso che rappresenta la Cupola della Roccia che si staglia contro un cielo infuocato dal tramonto. Sarà proprio quel cielo che aiuterà una famiglia palestinese e una israeliana a svelare i segreti del passato.
A metà strada tra cronaca giornalistica e romanzo è una lettura adatta ai giovani adulti (è piaciuto nelle classi della secondaria di primo grado in cui l’ho letto), ma anche ai meno giovani che avessero piacere di approfondire l’argomento con rigore, ma senza l’impegno richiesto da un saggio.
Il titolo ci ricorda che siamo tutti sotto lo stesso cielo e mai come ora, forse, sarebbe il caso di ricordarsene…
Tiziana Petrozzella
Per approfondire
https://mailchi.mp/a72f565e98ee/raccontare-gaza-per-non-stare-in-silenzio
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