Un monologo immaginario in cui Ingeborg Bachmann si rivolge a Max Frisch, intrecciando amore, lingua, filosofia e trauma storico. Attraverso riferimenti a Wittgenstein, Heidegger, Paul Celan e alle proprie opere fondamentali, Bachmann ripercorre il fallimento dell’amore come conoscenza, il limite della poesia dopo la catastrofe del Novecento e il passaggio alla prosa come scelta etica. Un testo di fiction critica che mette in scena la voce di una scrittrice alle prese con la parola, il corpo e la storia.
Anna Bertini
Via Bocca di Leone, una lapide, una città che cambia. Un viaggio nei luoghi romani di Ingeborg Bachmann, tra memoria letteraria, amore inquieto e la Roma che le insegnò a vivere.
Ilaria Gaspari
Un attraversamento della vita e dell’opera di Ingeborg Bachmann, tra Malina, Ondina se ne va e il progetto incompiuto. Fuoco e acqua, amore e violenza, lingua e utopia: un io frantumato che racconta la storia dall’interno.
Silvia Acierno
Attraverso il ricordo di Maria in Estinzione di Thomas Bernhard, questo percorso attraversa tutta l’opera poetica di Bachmann, dalle poesie giovanili fino a La Boemia sta sul mare. Traduzione, memoria, ascolto e utopia si intrecciano in una riflessione profonda sulla poesia come corpo sonoro, culminando nell’incontro con Giuseppe Ungaretti e nel miracolo di una voce che si fa, per un istante, pienamente condivisa.
Anna Maria Curci
Paolo Massari ci consegna un libro, pubblicato da poche settimane da UTET Editori, che è al tempo stesso memoir e saggio, ricostruzione storica e indagine personale. Il cuore del racconto è Sabaudia, città di fondazione fascista, vetrina del razionalismo architettonico… Continua a leggere →
Quattro scrittori in cattedra: Italo Calvino, José Saramago, Christa Wolf e Vladimir Nabokov
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