Un viaggio teatrale nella Russia appena uscita dall’URSS, nell’estate del 1992, riemerge oggi come racconto di un interregno storico e umano. Attraverso memorie, fotografie e contatti ritrovati, il testo esplora entusiasmi, illusioni e ferite di un paese nato in fretta e diventato, col tempo, sempre più inaccessibile. Una riflessione sui confini visibili e invisibili, sulla paura, sulla censura e sul peso della memoria.
Testo di Livio Milanesio
Foto di Paolo Rapalino
NOTA n. 29
Un viaggio in Ucraina riapre la domanda che attraversa una generazione cresciuta nella pace: come raccontare la guerra? Vincent Engel osserva ciò che resta, ciò che resiste: la vita quotidiana sotto le bombe, l’arte come memoria, la dignità contro la barbarie.
Nota n. 17
La creatività non si insegna, non la si impara. Al massimo la si coltiva. Le scuole di scrittura che lavorano con la creatività sono estremamente utili per chi è già “imparato”. Questi luoghi non possono che essere delle palestre dove esercitare una propria necessità già ben sviluppata, ma luoghi di scontro, fatica e ricerca.
(Livio Milanesio)
Nota n. 13
I libri sono oggetti sovversivi non perché rivelano qualcosa, ma per la loro capacità di nascondere.
(Livio Milanesio)
Un ritratto di Guido Ceronetti nel ricordo dell’attrice Manuela Tamietti. Intervista di Livio Milanesio
Matsumoto Seichō, Miljenko Jergović, Gajto Gazdanov: autori del nuovo genere letterario ovvero la letteratura di viaggetto.
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