Dagli esordi fino al Nobel, Annie Ernaux ha trasformato la propria vita in un progetto letterario unico. Attraverso una scrittura essenziale e tagliente, rende pubblica la questione privata e trasforma l’esperienza individuale in verità collettiva. Un viaggio nella sua poetica, tra autobiografia, impegno sociale e la capacità di “fare a pezzi la realtà”.
Fuani Marino
Lisa ha cinquantacinque anni e da tre vive davanti al mare, in Argentina. È partita per cercare sua nonna Rachele e una parte di sé che aveva smarrito nel tempo.
Nel nuovo racconto di Francesca Mancini, il ritmo lento dei gesti quotidiani accompagna una riflessione sulla memoria, sulla perdita e sul desiderio di ricominciare.
Un omaggio ad Annie Ernaux e alla forza silenziosa delle donne che scelgono di guardarsi dentro.
“Je ne suis personne quand j’écris. Je cherche.”
Da questa frase prende avvio un percorso dentro l’opera di Annie Ernaux, premio Nobel per la Letteratura 2022. Un’indagine sul suo modo di scrivere come gesto di verità, di memoria e di appartenenza. Questo primo testo apre una serie di saggi e racconti dedicati a scoprire un’altra Ernaux, mobile, sfuggente, lontana dai canoni e dalle definizioni di genere.
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