Un viaggio teatrale nella Russia appena uscita dall’URSS, nell’estate del 1992, riemerge oggi come racconto di un interregno storico e umano. Attraverso memorie, fotografie e contatti ritrovati, il testo esplora entusiasmi, illusioni e ferite di un paese nato in fretta e diventato, col tempo, sempre più inaccessibile. Una riflessione sui confini visibili e invisibili, sulla paura, sulla censura e sul peso della memoria.
Testo di Livio Milanesio
Foto di Paolo Rapalino
Amelia Rosselli è stata una poetessa, organista ed etnomusicologa italiana.
Beckett e Giacometti insieme sul nudo palcoscenico del mondo e dell’arte, animati e sconvolti dallo stesso desiderio e dalla stessa paura che abitarono in Cézanne e Kafka, Van Gogh e Balzac: desiderio di riprodurre la realtà per quello che è… Continua a leggere →
Con Aspettando Godot Samuel Beckett mette in scena, nel 1952 a Parigi, la sua visione grottesca e assurda dell’esistenza umana. La rappresentazione avviene in due atti e si svolge all’aperto, sotto un albero. Nel primo atto i due protagonisti, Vladimir… Continua a leggere →
Immaginate il sordo rumore del mondo, quella serie di ronzii e note basse intervallata da qualche sibilo, che riempie l’aria: telefoni cellulari, radio, televisioni, segnali digitali di ogni tipo e frequenza. Immaginate che cosa viaggia nei cavi a fibra ottica… Continua a leggere →
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