NOTA n. 28
Il caso Carlotta Vagnoli non riguarda solo chat private e scandali mediatici. È il sintomo di un femminismo diventato immagine e slogan, incapace di accettare la critica. In questo editoriale si riflette sul ruolo della sorellanza, sul silenzio delle intellettuali e sulla necessità di tornare a un pensiero femminista autentico, che unisca riflessione e pratica, e non solo consenso e like.
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