Rachel Bespaloff ha fatto della propria biografia un laboratorio filosofico. Nata nell’Europa delle migrazioni, costretta all’esilio e infine approdata negli Stati Uniti, ha elaborato l’idea di “doppia appartenenza”: un’identità capace di custodire più radici senza rinunciare a nessuna. Partendo da un incontro personale con la filosofa nella sinagoga di Sofia, questo articolo ripercorre il suo pensiero e mostra quanto le sue riflessioni su esilio, memoria e responsabilità etica parlino ancora al nostro presente.
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