NOTA N. 26
Mariarosaria Sciglitano ci accompagna in un viaggio tra letteratura, memoria e traduzione.
Da Béla Tarr a László Krasznahorkai, da Budapest a Napoli: un racconto di legami invisibili e di quella lingua segreta che la letteratura sa mantenere viva per una vita intera.
È solo a circa sessanta pagine dalla fine del romanzo che Lajos Zilahy, scrittore ungherese nato sul finire del 1800, rivela la motivazione legata al titolo del libro: io porto in me la nostalgia della patria come una oscura e… Continua a leggere →
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