Rachel Bespaloff ha fatto della propria biografia un laboratorio filosofico. Nata nell’Europa delle migrazioni, costretta all’esilio e infine approdata negli Stati Uniti, ha elaborato l’idea di “doppia appartenenza”: un’identità capace di custodire più radici senza rinunciare a nessuna. Partendo da un incontro personale con la filosofa nella sinagoga di Sofia, questo articolo ripercorre il suo pensiero e mostra quanto le sue riflessioni su esilio, memoria e responsabilità etica parlino ancora al nostro presente.
Rachel Bespaloff legge l’Iliade mentre l’Europa precipita nella guerra e scopre nel poema di Omero non un reperto del passato, ma uno strumento per comprendere il presente. Attraverso Achille, Ettore, Elena e Priamo, il suo sguardo indaga la forza, la fragilità e ciò che continua a resistere anche dentro la distruzione. Una lettura che restituisce al classico tutta la sua urgenza contemporanea.
Rachel Bespaloff e Simone Weil non si incontrarono mai, eppure dialogarono attraverso lo stesso libro: l’Iliade. Manuela Mongiardino racconta il percorso di due intellettuali ebree costrette all’esilio che, nel cuore del Novecento, cercarono nei classici gli strumenti per comprendere la guerra, la violenza e la fragilità dell’essere umano. Una riflessione intensa sul potere della letteratura e della filosofia di illuminare il presente.
NOTA n. 18
Alcuni divagazioni su libri, lettori e scrittori
(Ivano Mugnaini)
I dati indicano quanto l’interesse per le mete letterarie sia in costante crescita e possa alterare le sorti dei piccoli centri, croce e delizia del nostro belpaese. Focus Sicilia
(Angela Vecchione)
Christa Wolf, una delle più significative voci della letteratura europea contemporanea
Il numero 4 di ex libris era un numero crossmediale, diremmo oggi. Un numero in cui si parlava di teatro, musica, fumetto, di letteratura di genere e di grandi classici. Era un numero argentato, natalizio. In questo numero il protagonista… Continua a leggere →
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