La campana di vetro di Sylvia Plath racconta, con ironia amara e lucidità, il conflitto tra desiderio di libertà, ambizioni personali e aspettative sociali. Un classico ancora attuale, un manifesto di autodeterminazione e una riflessione sulla difficoltà di scegliere la propria vita.
Nel primo appuntamento della #dedica a Truman Capote, Demetrio Paolin rilegge A sangue freddo interrogandosi sul suo statuto letterario: non un classico, ma il sintomo di una trasformazione profonda della narrativa contemporanea. Tra memoria personale, critica narratologica e riflessione etica sulla scrittura, l’autore mette in discussione l’idea di verità che ha accompagnato il successo della non fiction novel.
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