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Dedica

Georges Simenon, Il treno: amore, destino e guerra nel romanzo più intimo

Un viaggio nel cuore della guerra e della coscienza umana: Il treno di Georges Simenon racconta l’esodo del 1940 attraverso una storia di destino, perdita e desiderio. Primo appuntamento della nuova dedica, tra memoria storica e vertigine emotiva.
Caterina Incerti

Simenon e La camera azzurra: il desiderio malato che scandalizzò un’epoca

Un amore clandestino, una stanza d’albergo sospesa fuori dal mondo, un desiderio che si trasforma in ossessione. La camera azzurra di Georges Simenon torna oggi a interrogarci non tanto per lo scandalo dell’adulterio, quanto per la freddezza emotiva, il cinismo e la deriva psicologica dei suoi protagonisti. Un romanzo ancora perturbante, capace di raccontare le zone più oscure delle relazioni umane.

Muto dolore e arcaiche apparizioni. Il monaciello di Napoli e Il cardillo addolorato

Due figure attraversano Napoli come presenze sottili: il monaciello, creatura del folclore sospesa tra protezione e inquietudine, e il cardillo addolorato, simbolo di un dolore antico che si fa racconto. Tra visioni arcaiche e stratificazioni culturali, il pezzo indaga come il mito e la letteratura si intreccino per restituire una città in cui il passato continua a parlare.
Giovanna Nappi

Anna Maria Ortese: la scrittrice fuori dal mondo che racconta il mondo

Un’immersione nella scrittura visionaria di Anna Maria Ortese, tra saggi, racconti e pensiero civile. Da Le piccole persone a Corpo celeste, il testo esplora la sua idea di malinconia, il rapporto con il dolore e una tensione etica che attraversa tutta la sua opera, restituendo una voce unica della letteratura italiana.
Alessandra Minervini

L’orrore e lo spaesamento in Un paio di occhiali: una riscrittura di Anna Maria Ortese

Una città che non si lascia lavare dal mare, uno sguardo che si ostina a vedere, una riscrittura che sposta il punto di vista. A partire da Il mare non bagna Napoli di Anna Maria Ortese, il racconto Formiche di Bianca Favale riapre la ferita: il desiderio di vedere diventa condanna, e la realtà si trasforma in materia narrativa.

Il porto di Toledo: tra realtà e autobiografia fantastica

Un viaggio dentro Il porto di Toledo, romanzo visionario e controverso di Anna Maria Ortese, dove autobiografia e immaginazione si intrecciano in una Napoli reinventata. Tra sogno, memoria e denuncia, emerge la nascita di una vocazione alla scrittura e una potente riflessione sull’identità e sull’ingiustizia sociale.
Ilaria Amoruso

L’iguana di Anna Maria Ortese: esclusione e marginalità

Anna Maria Ortese è una delle autrici italiane che più ha sfidato e decostruito la rappresentazione riconosciuta e dominante del mondo. Se si vuole assumere lo sguardo degli oppressi, e in particolare delle oppresse, non si può non confrontarsi con… Continua a leggere →

Colazione da Tiffany: il romanzo di Truman Capote oltre il mito di Holly Golightly

Dietro l’immagine iconica di Audrey Hepburn si nasconde la verità più sottile di Truman Capote. Colazione da Tiffany è un romanzo malinconico e ambiguo, dove Holly Golightly incarna una libertà fragile, sempre “in transito”, tra desiderio di fuga e bisogno di appartenenza.
Natalia Ceravolo

Ombre nel buio: a sangue freddo rosso piemonte

Un fatto di cronaca nera che attraversa il tempo e diventa materia narrativa. La strage di Villarbasse incontra Truman Capote e la nascita del romanzo-verità, in un percorso personale e letterario che riflette sul male, sulla memoria e sulla scrittura come forma di catarsi.
Domenico Mungo

Perché A sangue freddo non è un classico, ma un sintomo

Nel primo appuntamento della #dedica a Truman Capote, Demetrio Paolin rilegge A sangue freddo interrogandosi sul suo statuto letterario: non un classico, ma il sintomo di una trasformazione profonda della narrativa contemporanea. Tra memoria personale, critica narratologica e riflessione etica sulla scrittura, l’autore mette in discussione l’idea di verità che ha accompagnato il successo della non fiction novel.

I cani abbaiano di Truman Capote: i dettagli che trasformano la realtà in letteratura

I cani abbaiano è il libro che più si avvicina a un’autobiografia di Truman Capote. Tra viaggi, incontri e ricordi, lo scrittore americano racconta il mondo attraverso dettagli minuscoli e memorabili: un fuoco che si riflette sui muri di una stanza ad Haiti, una banda di ragazzini a Venezia, un corvo convinto di essere un cane. Più che raccontare i fatti, Capote illumina i frammenti strani e luminosi della realtà. Ed è proprio in questi frammenti che si riconosce il suo sguardo: preciso, ironico, tagliente, capace di trasformare ogni dettaglio in letteratura.

Colpa di Heidegger, caro Max

Un monologo immaginario in cui Ingeborg Bachmann si rivolge a Max Frisch, intrecciando amore, lingua, filosofia e trauma storico. Attraverso riferimenti a Wittgenstein, Heidegger, Paul Celan e alle proprie opere fondamentali, Bachmann ripercorre il fallimento dell’amore come conoscenza, il limite della poesia dopo la catastrofe del Novecento e il passaggio alla prosa come scelta etica. Un testo di fiction critica che mette in scena la voce di una scrittrice alle prese con la parola, il corpo e la storia.
Anna Bertini

Ingeborg Bachmann a Roma: via Bocca di Leone, memoria di una poeta

Via Bocca di Leone, una lapide, una città che cambia. Un viaggio nei luoghi romani di Ingeborg Bachmann, tra memoria letteraria, amore inquieto e la Roma che le insegnò a vivere.
Ilaria Gaspari

Frantic Bachmann

Un attraversamento della vita e dell’opera di Ingeborg Bachmann, tra Malina, Ondina se ne va e il progetto incompiuto. Fuoco e acqua, amore e violenza, lingua e utopia: un io frantumato che racconta la storia dall’interno.
Silvia Acierno

Ingeborg Bachmann: poesia, voce e utopia del mare

Attraverso il ricordo di Maria in Estinzione di Thomas Bernhard, questo percorso attraversa tutta l’opera poetica di Bachmann, dalle poesie giovanili fino a La Boemia sta sul mare. Traduzione, memoria, ascolto e utopia si intrecciano in una riflessione profonda sulla poesia come corpo sonoro, culminando nell’incontro con Giuseppe Ungaretti e nel miracolo di una voce che si fa, per un istante, pienamente condivisa.
Anna Maria Curci

Annie Ernaux: il tempo più in fondo dell’anima

“Je ne suis personne quand j’écris. Je cherche.”
Da questa frase prende avvio un percorso dentro l’opera di Annie Ernaux, premio Nobel per la Letteratura 2022. Un’indagine sul suo modo di scrivere come gesto di verità, di memoria e di appartenenza. Questo primo testo apre una serie di saggi e racconti dedicati a scoprire un’altra Ernaux, mobile, sfuggente, lontana dai canoni e dalle definizioni di genere.

La rivoluzione nella scrittura. Quaderno Proibito di Alba de Céspedes

La rivoluzione nella scrittura. Quaderno Proibito di Alba de Céspedes di Ilaria Amoruso

Il mondo che ha fatto

Il mondo che ho fatto
Intervista a Roberto Ferrucci a cura di Anna Bertini

L’anima di Alba de Céspedes

L’anima di Alba de Céspedes di Ilaria Amoruso

Del Giudice e la scrittura slanciata verso il cielo, in cui vibra la magia del volo e la comprensione della realtà

Del Giudice e la scrittura slanciata verso il cielo, in cui vibra la magia del volo e la comprensione della realtà di Antonella De Biasi

Pilota

Pilota
Il mio incontro con Daniele Del Giudice
di Anna Bertini

Amalia Guglielminetti e Ada Negri: scambio di amorosi versi e sororali sensi

Amalia Guglielminetti e Ada Negri: scambio di amorosi versi e sororali sensi a cura di Alessandro Ferraro

Amalia, una meravigliosa anomalia

Amalia, una meravigliosa anomalia a cura di Daniela Giambrone

Le donne forti

Le donne forti
Il libro dei bambini di Antonia S. Byatt a cura di Maria Antonietta Nigro

Marguerite Yourcenar

Marguerite Yourcenar: un’introduzione a cura di Antonella De Biasi

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