Questo titolo ha attirato la mia attenzione subito, quando uscì nel 2010 o giù di lì. Sono tanti, però, i libri che attirano la mia attenzione, e non posso certo prenderli tutti nello stesso momento. Quindi li segno da qualche parte, poi mi dimentico dove, e molti finiscono nel dimenticatoio, finché qualcosa li riporta alla luce. In questo caso è stata la nuova edizione che Einaudi ha pensato di far seguire all’uscita dell’ultimo romanzo di Murray, Il giorno dell’ape.
Skippy muore è un tomo di settecento pagine, oggetti da cui di solito mi tengo lontana, tranne per casi eccezionali come questo. Amo la brevità. Ma lasciatemi dire che le settecento pagine non si sentono, e se fuori è un tomo di un certo peso, dentro è di una soavità stilistica meravigliosa, e non mi sento di escludere la brevità dalle caratteristiche che si ritrovano in questo romanzo.
Skippy è un ragazzino di quattordici anni e muore subito, nel prologo, mentre sta facendo una gara a chi mangia più ciambelle insieme al suo amico genio sovrappeso Ruprecht. C’è poi un flashback che ci riporta a qualche settimana prima. Siamo a Seabrook, una scuola privata maschile, cattolica, a Dublino. L’atmosfera ricorda da lontano L’attimo fuggente, anche se di professori speciali qui non ce ne sono.
Ci viene presentato il gruppo di ragazzi di cui Skippy (vero nome Daniel Juster) fa parte, tratteggiati magnificamente. Poi i professori, e il preside ad interim, vera macchietta inquietante quel tanto da risultare divertente.
Ecco. Divertente. Skippy muore, e lo sappiamo, ma anche in presenza di altre situazioni “pesanti”, i personaggi vengono a tratti presentati in un modo che mi ha fatto ridere in più di un’occasione. E intendo ridere, ahaha. Questo conferisce quella leggerezza che permette a una lettrice pigra come me di volare per tutte le settecento pagine senza volere che la storia finisca mai.
Provo a darvi un assaggio di trama, ma non è semplice, perché le vicende che si intrecciano sono molteplici (e io odio i riassunti).
Skippy è innamorato di una ragazza, Lorelei, che vede nel cortile della scuola femminile accanto. I suoi amici lo incoraggiano e allo stesso tempo gli dicono che quella è troppo per uno sfigato come lui.
Un paio di ragazzi più grandi inizia a spacciare pasticche per il disturbo dell’attenzione, facendole passare per tutt’altro, e Lorelei è tra le acquirenti, e paga la merce infrattandosi con uno dei due, Carl… ma poi, alla festa della scuola, uscirà con Skippy e da lì nasceranno dei casini.
Poi c’è Il professore di storia, Howard il codardo (in inglese la rima Howard the Coward) – soprannome affibbiatogli quando era lui stesso uno studente qui al Seabrook College – che si prende una sbandata colossale per la supplente di geografia, anche se a casa ha una fidanzata.
Intanto Carl e Barry vengono intercettati da una banda di spacciatori veri.
Poi c’è il severo e inquietante Padre Green, professore di francese, la squadra di nuoto di cui Skippy fa parte, con il suo allenatore…
Tutte le linee narrative si intrecciano e lasciano trapelare la disperazione nascosta sotto silenzi autoimposti o incapacità di vedere, amore, ipocrisia, potere, droga e abusi.
Murray è un maestro nel raccontare tutto ciò con i giusti pesi, le giuste misure, spingendo una risata qui e una lacrima là.
E intanto Ruprecht ci spiega la teoria delle stringhe, il Big Bang e le altre dimensioni.
Notevole. Davvero notevole.
AREA DI GUARIGIONE: È un libro quantico, la guarigione arriva per entanglement.
È un libro immersivo, non a tutti i romanzi riesce di teletrasportarci tra le pagine. Ci ritroviamo a guardare in faccia i problemi degli adolescenti, quelli che abbiamo dimenticato e che oggi da adulti fingiamo di non avere mai avuto per poter sostenere che noi eravamo migliori dei ragazzini e dei giovani di oggi. Ma noi siamo quei ragazzini, in queste pagine. E siamo anche Howard e la sua crisi romantico sessuale, siamo Sarah, la sua fidanzata americana, che si ritrova in una Dublino sempre più estranea, siamo Lorelei…
È un libro che ci mette davanti al nostro sguardo limitato, quando si tratta della nostra vita, dei nostri problemi, dei nostri interessi… e allo stesso tempo ci offre l’ampia visione del narratore esterno, con la sua ironia e la sua leggerezza.
“E forse invece che di stringhe è di storie che è fatta la nostra realtà, un numero infinito di minuscole storie che vibrano; c’era una volta in cui tutte le storie erano parte di una superstoria gigante, solo che poi questa storia si è frantumata in un fantastilione di pezzi diversi, ed è per questo che nessuna storia ha senso da sola, e così nella vita devi cercare di ricucirle, la mia storia nella tua storia, le nostre storie insieme a tutte le storie delle persone che conosciamo, fino a che non rimane qualcosa che Dio o chi per lui possa guardare come si guarda una lettera, o una parola intera addirittura…”
Stay young and stay joyful!
Cristina Cigognini
Cristina Cigognini ha lavorato per molti anni nel mondo dell’editoria e nel 2019 ha fondato, insieme ad altre socie, la casa editrice 8tto edizioni. Oggi si dedica alla crescita interiore e alle pratiche di guarigione spirituale.
In Cartografie interiori esplora i libri come strumenti di consapevolezza. Non semplici recensioni, ma percorsi di lettura: ogni testo individua un’Area di guarigione, il punto in cui una storia può risuonare con chi legge e diventare occasione di trasformazione. I suoi articoli si chiudono con un invito: Stay young and joyful. Restare interiormente giovani e coltivare la gioia come energia di cambiamento.
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