Siamo a Lorino, un piccolo paese nella campagna dell’Emilia Romagna che nasconde un segreto, o forse più d’uno.

Quando Remo arriva a piedi trascinando un trolley, tutti lo guardano con sospetto, come fosse una minaccia, mentre dal canto suo Remo non si sente al sicuro. Anche lui porta con sé un segreto, sta fuggendo da qualcosa che lo rende diffidente, distante. Sarà forse questa somiglianza tra lui e Lorino a indurlo a fermarsi qui per un po’ e a permettere a Adele di avvicinarsi con cautela. Senza esagerare.

La lettura coinvolge perché è quello che fanno tutti i misteri. Più si avanza, però, e più ci si sente vicini a Remo. Sentiamo il suo dolore, che lo anestetizza nei confronti della vita, tenendolo legato a un passato che non esiste più. È un dolore sordo, di quelli che ci si può abituare a ignorare, come lettori perlomeno. È un dolore alleviato dai personaggi bambini, che rappresentano sempre uno sguardo lucido, una profondità leggera di quella leggerezza che appartiene a ciò che è naturale.

Ci tengo a sottolineare che non è PER NIENTE un libro triste. Non ne avrei parlato, sennò, perché non sopporto i libri tristi. Ma si può parlare di dolore, comprenderlo, sentirlo sottopelle senza assorbirne la tristezza di chi lo ha provato. È l’alchimia della scrittura.

Non dirò altro della trama, perché non vorrei mai rovinare il senso di scoperta della lettura, e uso questa scusa con nonchalance perché odio fare riassunti. Ma in fondo un libro non si legge per la sua trama, si legge per quello che ci dà, per le emozioni che ci fa provare. Sottoterra risveglia senza dubbio la nostra curiosità di segugi, diverte con qualche personaggio particolare, emoziona e fa riflettere sulla natura umana.

AREA DI GUARIGIONE: Sono le emozioni che ci interessano di più qui, perché appartengono allo strato di guarigione a cui accede un libro. Sottoterra quindi, o sottopelle, o sotto sotto. Lì dentro da qualche parte questa storia rimescola un senso di solitudine. Lo so che è una parola che spaventa, ma guardatela bene. Assaporatene le lettere in bocca. Ripetetela fino a farle perdere senso, come si faceva da bambini con qualsiasi parola (spero lo abbiate fatto nella vostra infanzia, se no, divertitevi ora). A questo punto vi accorgerete che Solitudine è un portale, e una volta attraversata quella soglia tornate a recuperare non tanto il significato ma il senso inteso come sensazione. È l’ingrediente fondamentale in questa storia, e anche nelle nostre storie individuali, per riemergere alla vita con un più profondo senso di sé. Attraversare la solitudine per non sentirsi mai soli.

Stay young and stay joyful!

Cristina Cigognini

Cristina Cigognini ha lavorato per molti anni nel mondo dell’editoria e nel 2019 ha fondato, insieme ad altre socie, la casa editrice 8tto edizioni. Oggi si dedica alla crescita interiore e alle pratiche di guarigione spirituale.
In Cartografie interiori esplora i libri come strumenti di consapevolezza. Non semplici recensioni, ma percorsi di lettura: ogni testo individua un’Area di guarigione, il punto in cui una storia può risuonare con chi legge e diventare occasione di trasformazione. I suoi articoli si chiudono con un invito: Stay young and joyful. Restare interiormente giovani e coltivare la gioia come energia di cambiamento.

Le pianure di Gerald Murnane | Cartografie interiori