La campana di vetro di Sylvia Plath racconta, con ironia amara e lucidità, il conflitto tra desiderio di libertà, ambizioni personali e aspettative sociali. Un classico ancora attuale, un manifesto di autodeterminazione e una riflessione sulla difficoltà di scegliere la propria vita.
Sei astronauti osservano la Terra da una stazione spaziale e, mentre il pianeta scorre sotto i loro occhi, affiorano ricordi, paure e domande che riguardano tutti noi. Orbital di Samantha Harvey è un romanzo poetico e sorprendente che trasforma lo Spazio in uno specchio dell’umanità. Una lettura che ridimensiona l’ego, restituisce il senso della meraviglia e invita a guardare il nostro pianeta – e noi stessi – con occhi nuovi.
L’acqua come rifugio, trauma, rinascita. In La cronologia dell’acqua, Lidia Yuknavitch trasforma il memoir in un corpo vivo fatto di dipendenza, perdita, desiderio e scrittura. Un libro intenso e potentissimo che racconta come si possa attraversare il dolore senza restarne sommersi.
A Lorino, piccolo paese emiliano pieno di silenzi, arriva Remo con un passato da cui fuggire. Tra sospetti, incontri cauti e una comunità che nasconde più di quanto mostra, il mistero si intreccia a qualcosa di più profondo: il modo in cui attraversiamo il dolore e la solitudine. Un romanzo che coinvolge, emoziona e, senza mai diventare cupo, apre uno spazio di riflessione su ciò che ci rende davvero vivi.
Le pianure di Gerald Murnane è un romanzo simbolico in cui il paesaggio diventa esplorazione dell’anima e delle possibilità dell’essere umano. In Cartografie interiori, Cristina Cigognini propone una lettura diversa: non una recensione, ma una mappa interiore che individua anche un’Area di guarigione, il punto in cui una storia può risuonare con chi legge.
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