Amare sempre, per sempre. Lottare per la giustizia con tutto l’amore che c’è. Di Due Uno. Terra e Cielo. Non c’è altro da fare.
Pur non essendo necessariamente specialisti in materia, in molti abbiamo studiato Platone durante il nostro percorso scolastico e conosciamo, almeno in parte, lo straordinario filosofo, ma cosa sappiamo veramente di Platone uomo?
Scritto da Matteo Nucci, Platone. Una storia d’amore, è uno dei libri nella sestina finale del Premio Strega 2026. Nonostante non abbia riportato la vittoria, questo romanzo di oltre 500 pagine si posiziona come una sorta di ponte culturale tra la filosofia antica, la narrazione moderna e la società contemporanea.
Il giovane Aristocle diventa il grande Platone
La storia inizia quando uno dei più grandi pensatori della storia è ancora semplicemente Aristocle, un ragazzo di dodici anni, irascibile ma allo stesso tempo timido, che soffre per la perdita prematura del padre ed è spesso infastidito dalla presenza a tratti oppressiva della madre. Uno dei rapporti più significativi è invece quello con la sorella che rappresenterà un punto di riferimento importante durante tutta la sua vita, sia privata che professionale.
È solo durante l’adolescenza che, a causa delle sue ampie spalle scolpite da un costante allenamento fisico, Aristocle inizia ad essere chiamato Platone, nome con cui sarà consacrato per sempre alla storia. Il romanzo accompagna il lettore nella vita quotidiana del ragazzo, lo vediamo crescere come uomo e come filosofo mentre intorno a lui si succedono eventi storici noti come la sconfitta di Atene contro Sparta e l’incontro con Socrate che cambierà definitivamente il suo destino e determinerà il suo pensiero filosofico, soprattutto dopo la condanna a morte del suo mentore. Questo scaturisce in Platone il bisogno di lasciare il suo paese e partire alla volta di Cirene e dell’Egitto, il primo di vari viaggi che durante la sua vita lo aiuteranno a crescere come uomo e come pensatore.
In particolare, la narrazione ci aiuta a capire che per Platone la filosofia non è tutto, amore e bellezza sono infatti altrettanto importanti della riflessione e della saggezza, soprattutto per il giovane Aristocle che vuole sperimentare la vita in tutti i suoi aspetti.
Un uomo come gli altri
Uno dei più grandi punti di forza del libro di Nucci è quello di rendere Platone umano e di mostrarci come abbia vissuto gli stessi tormenti fisici ed emotivi di chiunque altro. In alcuni momenti della narrazione, è facile dimenticare che è la storia di un mito della filosofia che tra i libri di scuola sembra irraggiungibile e quasi incute soggezione.
Durante la lettura ci vengono spiegati anche alcuni dei concetti più famosi che sono associati alla filosofia di Platone, in particolare quello di amore platonico. Inteso nella connotazione moderna come qualcosa di ideale e completamente separato dal corpo, nel libro assume un significato più ampio. Il lettore scopre infatti un Platone uomo che si innamora, soffre molto per amore, e non ha paura di provare sia quello contemplativo e astratto, che quello fisico. Due esempi sono la passione tormentata per il giovane Alkis, e il legame intellettuale e sentimentale con Dione di Siracusa. La vita e la filosofia di Platone sono anche influenzate da avvenimenti storici noti che, in misura diversa, lo condizionano e cambiano il suo modo di pensare e vedere il mondo, come la crisi di Atene e, in modo particolare, la condanna e successiva morte di Socrate, di cui si sente in parte responsabile.
Lo Straniero come narratore onnisciente
Nucci si prefigge un obiettivo molto ambizioso nel voler raccontare la storia di Platone da una prospettiva interna ma in uno stile che parli al pubblico moderno. Per riuscirci si avvale di una sorta di alter ego, un testimone che il lettore scopre essere un contemporaneo del filosofo che lo conosce e lo frequenta durante tutta la sua vita.
All’inizio non sappiamo molto di questo narratore, se non che appare omnisciente. Ad un certo punto del romanzo però qualcosa cambia, ci fornisce il suo soprannome, lo ‘Straniero’ e assume un ruolo più importante nella narrazione, tanto da arrivare ad interagire direttamente con Platone stesso verso la fine del romanzo. Lo Straniero segue la vita e il lavoro di Platone e, pur ammirandolo, riesce a mantenere una prospettiva obiettiva e distaccata. Rappresenta infatti la voce dell’autore e ci fornisce spesso un’analisi critica dei comportamenti, delle contraddizioni e delle decisioni che caratterizzano le diverse fasi della vita di Platone uomo e filosofo.
Un quadro dettagliato e realistico
Alcuni criticano lo stile a volte complesso e ricco di dettagli di Nucci. Sicuramente è un libro che non può essere letto tutto d’un fiato, il lettore necessita infatti di più tempo per comprendere appieno alcune delle idee e dei concetti presentati nel testo. La narrazione è densa e copre quasi tutta la vita di Platone fino a poco dopo la sua morte. Anche i dettagli più semplici e solo accennati spesso nascondono una profondità analitica e narrativa che richiede tempo e riflessione per essere capita e apprezzata appieno.
Per molti la natura stessa del libro genera molte domande, prima fra tutte se sia un romanzo, un saggio o un riuscito ibrido che racchiude il meglio dei due stili. In realtà, trovare una risposta importa poco e non cambia il fatto che sia un’opera di sostanza, frutto di un’attenta e minuziosa ricerca bibliografica, che garantisce anche ai fatti immaginati un fondamento di verità e una coerenza storica e letteraria.
Nucci riesce magistralmente nel suo intento di umanizzare il mitico filosofo antico e renderlo una persona con cui l’uomo moderno si può identificare, sottolineando che alcuni dei sentimenti e degli episodi della vita delle persone sono universali e possono attraversare il tempo e lo spazio, superando anche l’apparente irraggiungibilità del mito classico.
Valentina Lorenzon
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