“Con Maura Sassara ci occupiamo di editoria dagli anni ’90 e abbiamo portato in dote tutta l’esperienza editoriale e progettuale maturata nel tempo. La casa editrice è la naturale evoluzione di un’agenzia di editing, redazione e progettazione editoriale rivolta a grandi e piccoli editori, istituzioni ed enti di ricerca”. Orfeo Pagnani, direttore editoriale di Exòrma edizioni, presenta così la casa editrice il cui nome si ispira alla radice di un verbo greco, “mollare gli ormeggi”. “La casa editrice salpa nel 2010 invocando la protezione di Joshua Slocum, il navigatore solitario che, in Sailing alone around the world, lascia la terra ferma per una lunga navigazione oceanica con queste parole: Avevo deciso di fare un viaggio attorno al mondo e, poiché il 24 aprile 1895 il vento era favorevole, salpai l’ancora a mezzogiorno”.

“Il progetto editoriale è legato fortemente alla dimensione del viaggio, alla conoscenza dei luoghi, alla narrazione del mondo come è, delle culture, delle peculiarità ma anche delle criticità. Per continuare con la metafora marinaresca – aggiunge Pagnani – questi libri tracciano una rotta obliqua, sono scritture meticce, da quelle più vicine ai modi del reportage fino alla forma del romanzo-saggio. Sono esperienze del contemporaneo o incursioni originali nei classici, viaggi reali o immaginari, l’inaspettato sotto casa e l’estremamente lontano, per quanto remoti possono essere considerati oggi i luoghi del pianeta, semmai molti, attualmente, non più accessibili”.

La Collana Scritti traversi finisce per essere così un’apertura di orizzonte oltre la vulgata del postmoderno sulla “fine dei viaggi”: “Scritture capaci di sedimentare un immaginario culturale legato alla percezione e alla rappresentazione dello spazio e dei luoghi, del loro rapporto con la letteratura, la fotografia, l’illustrazione, il cinema e altre modalità espressive”, precisa Pagnani.

Nella collana I viaggi senz’auto poi, si esplorano con le modalità del viaggiare lento, città e regioni italiane. “Ci infiliamo nelle zone meno frequentate e raccontiamo le persone con le loro storie. A guidarci sono, piacevolissimi compagni di viaggio, un “guru” del viaggio con i mezzi pubblici e un esperto di enogastronomia: Paolo Merlini e Maurizio Silvestri”.

L’ultimo libro di questa serie è Sicilia Express, un vagabondare nell’isola utilizzando soltanto le linee ferroviarie, soprattutto quelle secondarie.

“Anche i libri delle altre collane hanno l’abitudine di mettersi “di traverso”- racconta l’editore – quelli di divulgazione, di arte contemporanea, i nostri reportage narrativi sull’attualità, la geopolitica e i temi sociali, come ad esempio quelli dedicati all’Iran, all’Egitto, alla Colombia”.

La collana quisiscrivemale è invece dedicata alla narrativa. “In questo caso i libri cercano di trovare un rimedio all’agonia della prosa, provano a sbarrare il passo ai luoghi comuni e all’omologazione dei contenuti, alle strettoie dei generi. Come dice, Paolo Morelli, autore di Né in cielo né in terra, in una sua provocatoria chiamata alle armi: “Ai pochi coltivatori di prose rimasti ci rivolgiamo, ai delinquenti (in senso etimologico)…”. E ancora: “Servono quindi prose ad Alta Dedizione; prose con dentro quasi solo un sentimento del dare e basta; libri di cui si può leggere anche la fine senza che nessuno protesti perché gli si rivela il finale; libri che vanno avanti pagina dopo pagina per un po’, poi non gli va più, si fermano sul più bello e non c’è modo di convincerli perché sono testardi come muli, e come i muli quasi scomparsi…”.

La casa editrice Exòrma espone in bacheca il Premio Albatros 2018 assegnato al libro L’esilio dei moscerini danzanti giapponesi di Marino Magliani. Neve, cane, piede di Claudio Morandini si è aggiudicato invece il Premio Procida Elsa Morante 2016. Dopo il diluvio di Leonardo Malaguti è stato finalista al Premio Neri Pozza 2017.

Pronta a ripartire c’è inoltre la serie Perimetrie, testi divulgativi e saggi narrativi su temi sociali, con un libro dedicato al tema delle carceri e della giustizia, La giusta quantità di dolore di Giada Ceri.

Pagnani, c’è un libro, un’opera, un’intuizione particolare che ha segnato in qualche modo la svolta, facendovi capire che eravate sulla strada giusta?

La nostra proposta editoriale sta conquistando un numero di lettori sempre più ampio e questo ci fa pensare di essere sulla strada giusta. Siamo una casa editrice di ricerca e tra i nostri obiettivi c’è anche quello di “scovare” nuovi talenti; un lavoro scrupoloso per rintracciare autori con una propria voce. Una delle nostre prime scoperte è stata Massimo Roscia: il suo romanzo La strage dei congiuntivi ha dato e continua a dare grandi soddisfazioni diventando un long-seller. Neve, cane, piede di Claudio Morandini, scrittore di grande spessore ma trascurato dagli editori più grandi, è stato un autentico caso editoriale. Emerso grazie al nostro lavoro di promozione e ufficio stampa ha poi amplificato la sua visibilità grazie al passaparola tra i lettori che ha spinto il libro alle prime posizioni della classifica nazionale dei libri più venduti.

Qual è l’elemento che vi distingue in un settore da tempo in difficoltà?

Prendendo per buono quello che dicono di noi, credo che l’elemento distintivo principale sia l’impegno a mantenere alta la qualità totale della proposta insieme alla coerenza delle scelte editoriali. È fondamentale l’identità, la riconoscibilità.

Nella vostra presentazione specificate di dare particolare attenzione alla forma, curando molto l’estetica delle vostre pubblicazioni. Credete che, magari per economizzare e abbattere i costi, la bellezza di un libro sia spesso sacrificata?

L’ergonomia del libro ha sempre avuto per noi un grande valore: la qualità del supporto cartaceo, la tattilità, gli equilibri interni, l’estetica complessiva, la copertina (che considero un varco, non l’involucro inevitabile neutrale e sterile ma una promessa da mantenere). Sugli scaffali e sui banchi delle librerie troviamo di tutto, da linee coordinate di grande qualità grafica a volumi trascurati e sciatti realizzati con materiali scadenti. Il problema del contenimento dei costi di produzione esiste, soprattutto per le alte tirature, spesso però la scarsa qualità è il risultato di una deliberata scelta, di scarsa attenzione per il lettore, irrispettosamente sottovalutato e considerato un consumatore poco esigente, poco critico, assuefatto al prodotto di basso livello che gli si propone massivamente. Oppure, non di rado, di autentica imperizia, di mancanza di professionalità e motivazione. Siamo felici che la scelta dei titoli, il lavoro di editing e la qualità grafico-tipografica del catalogo Exòrma siano apprezzati, che piacciano molto ai lettori e ai librai.

Come scegliete e selezionate i vostri autori?

Prendiamo in considerazione tutti i testi che arrivano nelle nostre mani: gli invii spontanei come i testi segnalati e proposti dalle agenzie letterarie, se affini al nostro piano editoriale, vengono letti e valutati. Siamo poi noi, autonomamente, a muoverci verso quegli autori che – grazie anche al lavoro delle riviste letterarie e dei festival – abbiamo modo di rintracciare e apprezzare. Scegliamo con attenzione e autentica curiosità, privilegiando la qualità della scrittura.

L’editoria è da tempo in sofferenza. C’è ancora un futuro possibile per i libri?

Il sistema distributivo, l’oligopolio delle grandi filiere e le logiche commerciali in atto mettono in crisi l’editoria indipendente. La forma libro però continua a essere un veicolo culturale necessario, ancora insostituibile, sul quale investire idee e risorse. Certo, la scommessa si gioca sulla educazione alla lettura, ma è una scommessa estesa a tutti i campi del sapere, nella quale si giocano il futuro delle prossime generazioni, la difesa della capacità critica, lo stesso assetto sociale. Bisogna rilanciare.

Il digitale è un concorrente o un alleato del libro cartaceo?

Crediamo ci possa essere una convivenza non solo possibile ma anche virtuosa se capiremo cosa destinare a un supporto e all’altro. La fruizione peculiare dei due dispositivi (tempi, modalità, luogo, destinatario potenziale) non è sovrapponibile e questo richiede una riflessione sulla finalizzazione dei contenuti. Vedremo poi cosa ci riserverà in futuro la ricaduta degli studi sull’intelligenza artificiale, soprattutto quelli orientati alla semantica.

Chi investe nell’editoria fa impresa come in tanti altri settori e ha bisogno di far quadrare i conti. L’editoria a pagamento può diventare un male necessario?

È vero, riuscire a contenere e sostenere i costi della pubblicazione è molto complicato ma l’editoria a pagamento nega il ruolo dell’editore. L’editore a pagamento finisce per essere solo uno stampatore di qualsiasi cosa gli capiti tra le mani e spesso (quasi sempre) non ha alcun interesse a distribuire il libro. Diverso può essere il caso di finanziamenti in ambito accademico, universitario, scientifico, dove l’aiuto economico istituzionale diventa fondamentale visto il ristretto numero dei destinatari acquirenti e la specificità dei contenuti. Bisogna fare in modo di rendere sostenibile l’attività economica cercando di incidere in modo collettivo e condiviso sulle logiche commerciali che drogano il mercato, forche caudine imposte e governate dai grandi Gruppi editoriali. Bisogna intervenire in maniera efficace sulla Legge sul libro, incentivare gli editori e le librerie indipendenti. Bisogna proteggere l’enorme valore costituito dalle professionalità occupate (o disoccupate!) nella filiera di produzione (grafici, editor, redattori, traduttori…) La soluzione alla crisi è quella di preservare, di rendere possibile un lavoro di filtro, incondizionato, che solo l’Editore può fare. Agli scriventi vorrei dire di leggere di più.

Le librerie sono piene di libri che nessuno comprerà, magari anche perché se ne ignora l’esistenza. Exòrma edizioni come promuove la sua attività e i libri dei suoi autori?

Curando i rapporti con i librai, cercando di raggiungere i nostri potenziali lettori con le informazioni utili a rintracciare i libri, cercando di farli incontrare con gli autori nelle librerie, nelle fiere, nei festival. Un intenso lavoro di ufficio stampa con giornali, riviste, emittenti radiofoniche e televisive è fondamentale per l’informazione e l’apporto critico delle recensioni. Ma ancora più importante per entrare in rapporto diretto con i nostri lettori sono i social network; siamo sempre attenti a quello che accade in rete. Teniamo molto ai tanti blogger che ci seguono, con i quali abbiamo instaurato rapporti di reciproca stima, stimolanti, piacevoli e solidi. La voce delle riviste letterarie on line è preziosa per l’orientamento dei lettori forti: siamo molto grati per l’attenzione che dedicano a Exòrma. Il resto la fa il passaparola: non c’è miglior recensore di un lettore appassionato capace di trasmettere l’entusiasmo per un libro raccomandandone la lettura.

Credete nelle fiere? A quali partecipate?

Le fiere e i festival sono fondamentali per coltivare il rapporto diretto con il pubblico. Spesso ci viene detto che venire allo stand, parlare con noi, farsi consigliare da noi è un momento prezioso. Per questo sono tanti i festival e le fiere alle quali partecipiamo e, se ancora non lo sapete, siamo gli editori del Festival della Letteratura di Viaggio che si svolge da anni a Roma a fine settembre. I lettori curiosi che si avvicinano a libri pubblicati da case editrici medio-piccole e indipendenti non sono pochi, basti pensare alla affluenza di pubblico in occasione di eventi che vedono annualmente protagoniste le nostre realtà: BookPride a Milano e a Genova è un esempio virtuoso e innovativo, una fiera autoprodotta e luogo principe per gli Editori Indipendenti e per i Lettori.

Nuove sfide in cantiere?

Resistere, crescere. Trovare autori con una “voce”, affiancarli e promuoverli.

Intervista a cura di Marco Grasso

 

L’intervista precedente di Marco Grasso:
#ED14 TerraRossa, ogni libro un piccolo evento
Catalogo delle case editrici indipendenti