A luglio la #dedica di exlibris20 è per Agatha Christie. Angela Vecchione inaugura il percorso con una domanda: perché l’autrice più tradotta al mondo dopo Shakespeare è rimasta a lungo ai margini della storia della letteratura? Un viaggio tra pregiudizi critici, narrativa di genere e nuove prospettive per rileggere l’opera della regina del giallo.
Rachel Bespaloff legge Albert Camus senza cercare risposte definitive, ma abitando il terreno delle contraddizioni. In Su Camus. Il mondo del condannato a morte la filosofa costruisce un saggio denso e affascinante, dove il paradosso diventa metodo di pensiero e la riflessione sull’assurdo si trasforma in un invito etico a condividere la condizione umana.
Rachel Bespaloff e Simone Weil non si incontrarono mai, eppure dialogarono attraverso lo stesso libro: l’Iliade. Manuela Mongiardino racconta il percorso di due intellettuali ebree costrette all’esilio che, nel cuore del Novecento, cercarono nei classici gli strumenti per comprendere la guerra, la violenza e la fragilità dell’essere umano. Una riflessione intensa sul potere della letteratura e della filosofia di illuminare il presente.
Filosofa, musicista, lettrice dell’Iliade, intellettuale in esilio tra Europa e America. Rachel Bespaloff attraversa il Novecento senza lasciarsi rinchiudere in alcuna scuola di pensiero. Claudio Musso inaugura la nuova #dedica di Exlibris20 seguendo le tracce di una voce capace di trasformare filosofia, scrittura e musica in una continua ricerca di verità.
Pubblicato nel 1946, Tre camere a Manhattan di Georges Simenon racconta l’incontro notturno e travolgente tra due anime ferite nella New York della solitudine. Un romanzo sentimentale e noir che, a ottant’anni dalla sua uscita, continua a parlare con forza del bisogno umano di essere visti, amati e salvati.
Tutti conoscono il commissario Maigret, ma Georges Simenon è stato molto di più di un autore di gialli. Attraverso i suoi celebri “romanzi duri”, lo scrittore belga ha raccontato la fragilità umana, la solitudine e le contraddizioni della modernità con una forza narrativa ancora sorprendentemente attuale.
Dedica a cura di Caterina Incerti
Un’indagine lontana da Parigi, tra il mare trasparente di Porquerolles, la lentezza della vita isolana e lo sguardo silenzioso di Scotland Yard. In Il mio amico Maigret, Georges Simenon costruisce uno dei casi più atmosferici del commissario: un delitto a camera chiusa che diventa anche racconto di spaesamento, classi sociali e fragilità umane.
Un viaggio nel traffico del Labor Day, l’alcol, una coppia che non riesce più a parlarsi davvero e una notte destinata a cambiare tutto. In Luci nella notte, Georges Simenon racconta il crollo silenzioso dell’autostima e le tensioni invisibili dentro la vita coniugale.
Un viaggio nel cuore della guerra e della coscienza umana: Il treno di Georges Simenon racconta l’esodo del 1940 attraverso una storia di destino, perdita e desiderio. Primo appuntamento della nuova dedica, tra memoria storica e vertigine emotiva.
Caterina Incerti
Un amore clandestino, una stanza d’albergo sospesa fuori dal mondo, un desiderio che si trasforma in ossessione. La camera azzurra di Georges Simenon torna oggi a interrogarci non tanto per lo scandalo dell’adulterio, quanto per la freddezza emotiva, il cinismo e la deriva psicologica dei suoi protagonisti. Un romanzo ancora perturbante, capace di raccontare le zone più oscure delle relazioni umane.
Due figure attraversano Napoli come presenze sottili: il monaciello, creatura del folclore sospesa tra protezione e inquietudine, e il cardillo addolorato, simbolo di un dolore antico che si fa racconto. Tra visioni arcaiche e stratificazioni culturali, il pezzo indaga come il mito e la letteratura si intreccino per restituire una città in cui il passato continua a parlare.
Giovanna Nappi
Un’immersione nella scrittura visionaria di Anna Maria Ortese, tra saggi, racconti e pensiero civile. Da Le piccole persone a Corpo celeste, il testo esplora la sua idea di malinconia, il rapporto con il dolore e una tensione etica che attraversa tutta la sua opera, restituendo una voce unica della letteratura italiana.
Alessandra Minervini
Una città che non si lascia lavare dal mare, uno sguardo che si ostina a vedere, una riscrittura che sposta il punto di vista. A partire da Il mare non bagna Napoli di Anna Maria Ortese, il racconto Formiche di Bianca Favale riapre la ferita: il desiderio di vedere diventa condanna, e la realtà si trasforma in materia narrativa.
Un viaggio dentro Il porto di Toledo, romanzo visionario e controverso di Anna Maria Ortese, dove autobiografia e immaginazione si intrecciano in una Napoli reinventata. Tra sogno, memoria e denuncia, emerge la nascita di una vocazione alla scrittura e una potente riflessione sull’identità e sull’ingiustizia sociale.
Ilaria Amoruso
Anna Maria Ortese è una delle autrici italiane che più ha sfidato e decostruito la rappresentazione riconosciuta e dominante del mondo. Se si vuole assumere lo sguardo degli oppressi, e in particolare delle oppresse, non si può non confrontarsi con… Continua a leggere →
Dietro l’immagine iconica di Audrey Hepburn si nasconde la verità più sottile di Truman Capote. Colazione da Tiffany è un romanzo malinconico e ambiguo, dove Holly Golightly incarna una libertà fragile, sempre “in transito”, tra desiderio di fuga e bisogno di appartenenza.
Natalia Ceravolo
Un fatto di cronaca nera che attraversa il tempo e diventa materia narrativa. La strage di Villarbasse incontra Truman Capote e la nascita del romanzo-verità, in un percorso personale e letterario che riflette sul male, sulla memoria e sulla scrittura come forma di catarsi.
Domenico Mungo
Nel primo appuntamento della #dedica a Truman Capote, Demetrio Paolin rilegge A sangue freddo interrogandosi sul suo statuto letterario: non un classico, ma il sintomo di una trasformazione profonda della narrativa contemporanea. Tra memoria personale, critica narratologica e riflessione etica sulla scrittura, l’autore mette in discussione l’idea di verità che ha accompagnato il successo della non fiction novel.
I cani abbaiano è il libro che più si avvicina a un’autobiografia di Truman Capote. Tra viaggi, incontri e ricordi, lo scrittore americano racconta il mondo attraverso dettagli minuscoli e memorabili: un fuoco che si riflette sui muri di una stanza ad Haiti, una banda di ragazzini a Venezia, un corvo convinto di essere un cane. Più che raccontare i fatti, Capote illumina i frammenti strani e luminosi della realtà. Ed è proprio in questi frammenti che si riconosce il suo sguardo: preciso, ironico, tagliente, capace di trasformare ogni dettaglio in letteratura.
Un monologo immaginario in cui Ingeborg Bachmann si rivolge a Max Frisch, intrecciando amore, lingua, filosofia e trauma storico. Attraverso riferimenti a Wittgenstein, Heidegger, Paul Celan e alle proprie opere fondamentali, Bachmann ripercorre il fallimento dell’amore come conoscenza, il limite della poesia dopo la catastrofe del Novecento e il passaggio alla prosa come scelta etica. Un testo di fiction critica che mette in scena la voce di una scrittrice alle prese con la parola, il corpo e la storia.
Anna Bertini
Via Bocca di Leone, una lapide, una città che cambia. Un viaggio nei luoghi romani di Ingeborg Bachmann, tra memoria letteraria, amore inquieto e la Roma che le insegnò a vivere.
Ilaria Gaspari
Attraverso il ricordo di Maria in Estinzione di Thomas Bernhard, questo percorso attraversa tutta l’opera poetica di Bachmann, dalle poesie giovanili fino a La Boemia sta sul mare. Traduzione, memoria, ascolto e utopia si intrecciano in una riflessione profonda sulla poesia come corpo sonoro, culminando nell’incontro con Giuseppe Ungaretti e nel miracolo di una voce che si fa, per un istante, pienamente condivisa.
Anna Maria Curci
Annie Ernaux ci insegna che la scrittura autobiografica non copia la vita: la trasforma. Attraverso memoria, desiderio e vergogna, la sua opera ci invita a guardare noi stessi con uno sguardo nuovo, libero e sincero. Un omaggio alla sua lezione narrativa e al potere liberatorio del raccontarsi.
Alessandra Minervini
Dagli esordi fino al Nobel, Annie Ernaux ha trasformato la propria vita in un progetto letterario unico. Attraverso una scrittura essenziale e tagliente, rende pubblica la questione privata e trasforma l’esperienza individuale in verità collettiva. Un viaggio nella sua poetica, tra autobiografia, impegno sociale e la capacità di “fare a pezzi la realtà”.
Fuani Marino
La donna gelata non è solo un romanzo di formazione, ma un lucido studio sociale e politico in cui Annie Ernaux smonta i ruoli imposti alle donne, dall’educazione sentimentale alla maternità, fino all’annullamento del sé. Attraverso la sua écriture plate, una lingua tagliente come un coltello, Ernaux trasforma l’esperienza privata in analisi collettiva, inventando un nuovo modo di scrivere e di guardare alla realtà. Il libro-intervista La scrittura come un coltello approfondisce la sua rivoluzione stilistica e politica, offrendo le chiavi per comprendere una delle voci più importanti del nostro tempo.
Natalia Ceravolo
Lisa ha cinquantacinque anni e da tre vive davanti al mare, in Argentina. È partita per cercare sua nonna Rachele e una parte di sé che aveva smarrito nel tempo.
Nel nuovo racconto di Francesca Mancini, il ritmo lento dei gesti quotidiani accompagna una riflessione sulla memoria, sulla perdita e sul desiderio di ricominciare.
Un omaggio ad Annie Ernaux e alla forza silenziosa delle donne che scelgono di guardarsi dentro.
“Je ne suis personne quand j’écris. Je cherche.”
Da questa frase prende avvio un percorso dentro l’opera di Annie Ernaux, premio Nobel per la Letteratura 2022. Un’indagine sul suo modo di scrivere come gesto di verità, di memoria e di appartenenza. Questo primo testo apre una serie di saggi e racconti dedicati a scoprire un’altra Ernaux, mobile, sfuggente, lontana dai canoni e dalle definizioni di genere.
La rivoluzione nella scrittura. Quaderno Proibito di Alba de Céspedes di Ilaria Amoruso
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