Forse il niente ha bisogno di equilibrio, forse l’equilibrio è necessario al tutto. Ma niente può essere se tutto si agita e mai resta immobile e di restare immobile Mauthe non ne ha alcuna voglia!

Perché restare in equilibrio non vuol dire restare fermi. Come puoi tenere a bada il vento o l’amaro in bocca per la perdita?

Loro aleggiano e solleticano.

Leggendo mi son chiesta, io che di Poesia vivo, respiro, bestemmio e dormo male ogni notte, se per non essere serio si fosse il poeta cimentato a illudermi.

Ho rincorso questo filo, stando ben attenta a non strattonare, a fare in modo che non fossi io a perdere l’equilibrio.

Un filo trasparente, scherzoso e bizzoso, spesso. Mai duro, bensì aspro, come una primizia o come la saggezza.

Poche note possono dilatare un lamento e descrivere un lungo dolore ma come, una poesia può non tradire la fiducia e mai essere cupa?

Affonda ironica e dura nel cuore e sorridendo te lo mostra.

Sì, ironica eppure poetica, questa raccolta sapida e sapiente mi ha stupita e intrigata e sappiate, è cosa rara. È raro condividere il vuoto o la polvere, come condividere niente, dopo aver trascorso ogni attimo in bilico tra sé e sé stessi.

Perdita raccontata col ghigno, amaro, dell’età.

quasi
di quasi tutto niente sappiamo è nel quasi il velo
che ci nasconde al male separa dal nulla
frena sull’orlo dell’abisso è nel quasi niente
che del tutto conosciamo è nel quasi lo scoglio che ci offre l’oceano
per forse non sprofondare

Dove arriva la parola che contiene ogni onda emotiva e viva respira e si nutre di te, ora che l’hai conosciuta?

Poesia appare dal niente e per niente sorride se non di se stessa e dell’anima mia che ora conosce e che vuoi che sia, dolore, futuro, morte, tempo e velato amore perso.

singhiozza il suono si frattura la riga
d’un niente s’increspa il bianco

Libera Martignetti