Capitano libri che non si esauriscono con la lettura ma rimangono sottopelle, come questo di Antonio Franchini Acqua, sudore, ghiaccio, pubblicato per i tipi della Marsilio due anni dopo Quando vi uccidete, maestro?, dello stesso autore.

Acqua, il primo racconto della trilogia, segue le imprese di un gruppo di appassionati di canoa, rafting e altri sport fluviali dalle pericolose discese al microcosmo di un campeggio. Ma il loro mondo concentrato su se stesso, confinato non solo geograficamente dai tratti di fiume praticabili (dove ogni rapida, ogni curva ha il suo nome), ma anche dal linguaggio e dalla padronanza di una tecnica da setta iniziatica e segreta, non può fare a meno di cambiare con gli anni che passano, con la vita di fuori che spinge per riprendersi spazio.

Il secondo racconto, Sudore, muove attorno ai frequentatori della palestra Alcatraz Gym, un po’ pugili, un po’ thai boxer, un po’ suonati. La palestra ha conosciuto tempi migliori, e i suoi atleti pure. Ricettacolo di una umanità comunque perdente ma che non teme di affrontare la fatica degli allenamenti, il dolore dei colpi, e soprattutto se stessa; l’Alcatraz Gym custodisce un’epica di eroi ridicoli solo in apparenza, pronti a sorprendere con raffinate sensibilità.

Ghiaccio ci porta a sciare in numerosa comitiva (rigorosamente dotata del pazzo di turno), su montagne innevate a malapena, altrimenti pelate e un po’ inquietanti.

Un personaggio, Francesco Esente, attraversa le tre storie cercando disperatamente di tener fede al suo nome e mantenersi fuori.

A volte è difficile capire perché un libro rimane, o ritorna inaspettatamente. Ma quando succede è bello assaporarlo con calma, lasciando stratificare i sentori come fosse un buon vino. E questo è un vino corposo di un bel colore rosso rubino, brillante. Lo si capisce dalla forza con cui affronta temi come il coraggio, la forza fisica, il confronto con la natura, il cameratismo. Temi mica facili, di questi tempi.

Bouquet vigoroso e lungo con puntuali note di frutti rossi molto maturi e dolci spezie, le epiche orali di Acqua e sudore; dove salgono i sentori aspri e tannici del vocabolario iniziatico di Acqua e delle urticanti voci corsive presenti in Sudore e Ghiaccio.

Poi cresce il profumo setoso e lungo della comprensione che avvolge tutto il libro, comprensione verso le storie di questi uomini incastrati, incapaci di sottrarsi alla sfida che si sono imposti, di cui hanno scordato i motivi e per- so il senso.

Resta per ultima un’orma di tabacco aromatico e cannella; quell’umorismo leggero che attraversa Sudore, prima di capire che invece no, non è umorismo, è pudore travestito, pudore di Franchini nell’indulgere troppo alla materia più partecipata, più sentita; così come i suoi stessi personaggi e soprattutto Esente non sono immuni da questo pudore che li colpisce al momento di aprirsi con gli altri e di comunicare; e li costringe a cercare nel confronto con la natura, nell’emozione della paura o nel dolore dei colpi nel combattimento un modo di superarlo e di toccare veramente la vita.

Per questo non è un caso che proprio in Ghiaccio, che parla dello sport dei tre più accessibile, meno pericoloso, lo sci, e più popolare, i personaggi si ritrovino incapaci di ogni dialogo, isolati e distanti come leoni di pietra sul sagrato di una chiesa.

Un bel libro, dunque, come un vino dal bouquet ricco e prezioso. Ha struttura, corpo, concentrazione, profondità e carattere. Da accompagnare a piatti forti, ma non sgarbati.

Piero Rinaldi

“Franchini è scrittore vero e per fortuna non sprovvisto di ironia, esorcizza la sua ossessione raccontando storie di uomini in perenne ricerca di forti emozioni.”
Felice Modica

 

Aggiornamenti su Antonio Franchini
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In libreria

Antonio Franchini
Acqua, sudore, ghiaccio
Marsilio, 2003

Collana: Farfalle
276 p., brossura
€ 14,50

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