numero0-1-8

L’articolo nel 1996

A prima vista il libro di Enrico Brizzi può apparire come un’altra delle tante trovate commerciali che il mondo dell’editoria escogita per vendere libri a basso costo. La garanzia di un posto da finalista al Premio Campiello sembra rassicurare il lettore “esperto”, mentre i colori della carta patinata e la piacevolezza dei caratteri di scrittura in rilievo invitano all’acquisto il lettore casuale.

Un po’ libro acerbo e un po’ prodotto commerciale, si potrebbe pensare. Tuttavia, finito di leggere, a qualcuno potrebbe venire in mente di sottrarre lo scritto al suo ruolo di libro, ignorare le recensioni in quarta di copertina (rendendosi conto che invece di “indirizzare” sono addirittura fuorvianti), staccarne perfino i fogli e conservarli in un cassetto segreto. Così come si fa con un diario: perché di un diario si tratta, dell’archivio magnetico del signor Alex D.

Un diario che un amico ci consegna in via confidenziale, affinché noi lo tuteliamo dalla gente, perché la gente non capisce, e lo conserviamo poiché illo (Alex) per adesso è fuori dal gruppo, fuori dal libro, fuori dal cerchio che ci disegnano attorno. Dire che si tratta di una storia d’amore è abbastanza limitativo, poiché è ovvio che nella vita di un adolescente l’amore, primo e vero, occupi quasi tutti i momenti di ogni giornata, rendendo complementare tutto il resto e conferendo alla vita, quella di tutti i giorni, delle venature poetiche che contrastano con le contraddizioni della società. Invece, per la facilità di riconoscersi in questo romanzo si può parlare di uno spaccato di una generazione, quella degli anni Novanta, con tutti i suoi miti veri o falsi che siano, ripresi da altri come la Vespa Special e l’eskimo o adottati autonomamente come la mountain bike, il jollyinvicta, e i biscotti del Mulino Bianco. Sullo sfondo i valori dell’amicizia, della libertà codificati nelle canzoni dei Red Hot Chili Peppers, dei Pogues o di certa musica punk rock che, per il fatto di non essere popolare sembra inaccessibile, dura o addirittura eretica. Rumori di sentimenti in attrito. E velate in ogni brano storie di droga, di conflitti che, se spaventano il buon conservatore, mettono comunque a fuoco una realtà che non va trascurata, una realtà che esiste e che permea come la Nutella la vita adolescenziale. Accade che i contorni del “drogato” appaiono più sfumati, che si destituisce il mito del babau e che ci si trova di fronte ragazzi normali e pensanti che sopravvivono con il pilota automatico e sanno che vivere è un’altra cosa.

Alex, diciassettenne, ha tanto da imparare e da scoprire dalla vita che percorre a pedalate e lo fa insieme a Aidi guardando a Martino più grande e “più calato” il quale avverte di più il peso di una maturità che lo fagocita, e proprio per questo sentirà di mettere in guardia l’amico nel momento estremo. La loro era una storia che al cinema non avrebbe mai funzionato, così scriveva Brizzi, ancora ignaro del film che ne è stato ricavato. Forse non sbagliava nel dire questo. Il film può essere a tutti gli effetti considerato una trovata pubblicitaria. Piacevole da guardare, ma molto sommario. Naturalmente, per esigenze di tempo, l’adattamento cinematografico attua dei salti che se da un lato favoriscono la sintesi, dall’altro fanno emergere solo una storia d’amore e d’amicizia con contorni smorzati, un po’ mielosa, triste e veramente tardo adolescenziale. Favoletta da teenagers, dove è più facile sognare che immedesimarsi. Di Jack Frusciante nemmeno l’ombra, a parte qualche brano dei RHCP inserito come colonna sonora. Tuttavia la regista Enza Negroni lavora bene con le immagini, giungendo addirittura a trasformare Bologna in un’altra città: più metropolitana, più periferica e “in salita”. Consigliamo comunque di vedere il film dopo aver letto il libro, per dare il volto ai personaggi e definizioni ai luoghi se credete che sia necessario; sconsigliamo invece di vedere solo il film o, peggio ancora, incominciare a leggere il libro, interromperlo, vedere il film e non ultimare la lettura perché si conosce già la trama. Forse sono due storie diverse.

Nello Conte

“Bisogna avere molta cautela con chi è felice.”

La festa per i vent’anni del libro

L’intervista a Brizzi sull’Huffington Post

Il libro nel 1996

_57

Il libro oggi

jack-frusciante-mondadori
Enrico Brizzi
Jack Frusciante è uscito dal gruppo 

Mondadori, 2016
153 p., brossura

€ 12,00  Disponibile in eBook a € 6,99

Compra il libro su IBS

Il film

Jack Frusciante è uscito dal gruppo
Un film di Enza Negroni. Con Stefano Accorsi, Violante Placido, Alessandro Zamattio, Barbara Livi, Riccardo Pedrazzoli. Scritto da: Enrico Brizzi. Sceneggiatura: Enrico Brizzi. Musica composta da: Umberto Palazzo. Commedia, durata 95 min. – Italia 1996

Vedi qui il trailer