Ho appena finito di leggere Portare il fuoco di Dario Neron e l’ho divorato, letto tutto d’un fiato. 

È stata una lettura intensa, diretta, mi ha tenuta col fiato sospeso fin dalla prima pagina.

La struttura narrativa creata da Neron si sviluppa attorno alla storia parallela di due protagonisti, le cui vicende hanno toccato corde emotive profondissime.

Il romanzo si apre con Prada, una giovane donna vittima di una violenta aggressione. Oltre al trauma fisico, Prada deve fare i conti con un vuoto terribile: non ricorda cosa sia successo, né il perché di tanta ferocia.
Si domanda perché è stata aggredita così violentemente.

Nel suo doloroso cammino incontra Calipso, una ragazza solitaria che diventerà sua compagna di viaggio nella ricerca del suo aggressore. 

Per anestetizzare ciò che sente dentro, Prada si rifugia nella fisicità più estrema: si allena duramente e partecipa a lotte clandestine che le procurano tanto dolore e sofferenza. Forse le lotte le servono per esorcizzare il dolore dell’anima attraverso quello del corpo, quasi a voler dominare una sofferenza per non farsi schiacciare dall’altra. 

Parallelamente, seguiamo la vicenda di un uomo di circa 45 anni in piena crisi esistenziale. In fuga da tutto, dalla propria vita, dalla moglie, da un lavoro che non lo rappresenta più.

L’uomo incrocia il cammino di Ezra. Ezra è un ragazzo magnetico e carismatico che riesce a convincerlo a intraprendere un viaggio quasi mistico alla ricerca di una montagna che promette di essere, forse, la salvezza di entrambi.

Questo non è solo un romanzo noir, ma un vero e proprio viaggio tra la vita e la morte, dove la speranza di una rinascita è palpabile in ogni capitolo. 

Dario Neron esplora il dolore in ogni sua forma, spingendo anche il lettore a interrogarsi: 

Che cos’è davvero il dolore? 
Che cos’è il senso di colpa?
Chi sono veramente?

L’autore ci mostra come la sofferenza, sia fisica che emotiva, porti inevitabilmente a un senso profondo di solitudine, di colpa e di perdita. 

Allo stesso tempo, il libro è un potente invito a riflettere sul senso della vita. 

Troppo spesso diamo l’esistenza per scontata, ci lasciamo “vivere” dalla routine, dalle abitudini e dimentichiamo i nostri desideri più autentici, le nostre passioni, non sappiamo più quali siano i nostri sogni.

Voglio ringraziare di cuore lo scrittore per questo dono. La sua scrittura è straordinariamente scorrevole e, soprattutto, dotata di una forte carica emotiva che incolla letteralmente alle pagine. 
In Portare il fuoco, Neron firma un’opera che scava dentro e fa riflettere sui temi dell’identità, dell’appartenenza e, in ultima analisi, sul mistero stesso della vita e della morte. 

Una lettura che consiglio vivamente e che lascia il segno. Grazie di cuore per questa esperienza. 

Graziella Ridolfo