Ogni prigione che gli uomini costruiscono è costruita con i mattoni della vergogna.
The Ballad of Reading Gaol

Il romanzo di Roberto Ippolito, Wilde, come se, proposto al Premio Strega 2026, è ambientato nell’Inghilterra vittoriana di fine Ottocento e racconta il destino di due uomini. Il primo è Charles Thomas Wooldridge, un giovane soldato delle guardie reali (note anche come i Blues) che, accecato da una folle gelosia, uccide ferocemente sua moglie. Il secondo è il celebre poeta e drammaturgo Oscar Wilde, che, al momento della narrazione, è all’apice del successo con ben due commedie rappresentate contemporaneamente a teatro. Nonostante il suo ruolo apparentemente privilegiato in società, viene arrestato con l’accusa di indecenza grave, un reato che al tempo indicava l’omosessualità.

Da poeta e drammaturgo di successo a bersaglio sociale

Conosciuto per la sua personalità irriverente, il suo spirito libero e il suo modo di vestire eccentrico, Wilde diventa il bersaglio dei conservatori e benpensanti del suo tempo. In particolare, non è considerato accettabile che l’intellettuale si mischi liberamente con persone delle classi ritenute inferiori e si schieri ripetutamente contro i costumi e i valori vittoriani della buona società. Il suo nemico più accanito è il marchese di Queensberry che attacca Wilde per paura che il proprio figlio, molto amico dell’intellettuale, sia accusato dello stesso reato e prenda una ‘strada disonorevole’ per un ragazzo del suo livello e origine.

Al contrario di quello che si può pensare, il successo come drammaturgo di Wilde non solo non è uno scudo sufficiente contro gli attacchi dell’ipocrisia vittoriana ma viene persino utilizzato come prova a suo sfavore. L’accusa arriva infatti ad utilizzare la personalità e la condotta di Dorian Gray, protagonista del suo più celebre romanzo, come prova dell’immoralità di Wilde. Come conferma lui stesso nel De Profundis, sa di ‘essere fatto per le eccezioni non per le regole’ e di essere incapace di conformarsi alla società che lo circonda ma forse non aveva capito completamente i rischi che questo poteva comportare.

Due destini paralleli si incontrano in carcere

In una situazione normale, i percorsi di vita dei due protagonisti del romanzo non si sarebbero probabilmente mai incrociati ma la tragica svolta dei loro reciproci destini li fa congiungere nello stesso luogo: il carcere di Reading Goal, una prigione britannica famosa per il proprio sistema punitivo estremo e per il rigido regime di isolamento che portò alla follia molti prigionieri.

A seguito di una condanna a due anni di lavori forzati, Wilde vi passò il periodo tra il 1895 e il 1897, e ne uscì profondamente cambiato sia fisicamente che psicologicamente. È quindi proprio qui che il suo destino si incrocia con quello di Wooldridge e il celebre scrittore rimane profondamente scioccato non solo dalla sua esperienza personale ma anche dal fatto che il soldato è condannato ad una morte brutale per impiccagione.

Nonostante il trauma di quello che ha vissuto, Wilde rimane pur sempre uno scrittore. L’orrore e la sofferenza provati e visti in quei due anni di detenzione si trasformano in una fonte di ispirazione letteraria e forniscono il materiale necessario per scrivere La ballata del carcere di Reading, un’opera in cui Wilde denuncia la crudeltà del sistema giudiziario e i soprusi subiti dai prigionieri a Reading ma anche in molti centri di detenzione in Inghilterra.

Wilde come se…

All’apparenza ermetico, il titolo del romanzo è una metafora per indicare come Wilde inizi a provare una profonda connessione con il giovane Wooldridge tanto da proiettare sé stesso nella sofferenza del giovane soldato e farla propria. Nonostante non sia lui ad essere condannato a morte, Wilde vive il proprio dolore come se fosse quello del soldato e mette a confronto i due destini: entrambi conducono ad una fine simile, quello del soldato alla morte fisica e il suo all’umiliazione pubblica e a quella che può essere la sua morte sul piano sociale.

Wilde dimostra un grande livello di empatia con l’altro, anche se viene da un mondo completamente diverso dal suo. Nonostante stia vivendo una tragedia personale che lo cambierà nel più profondo, riesce a trascendere la propria sventura e identificarsi con quella degli altri, tanto da usare il proprio dono per la creazione letteraria per denunciare l’ingiustizia civile e l’ipocrisia dell’epoca vittoriana.

Nessuna licenza letteraria: una storia tragicamente vera

Lo stesso Ippolito conferma al lettore che nessuno dei dettagli inclusi nel romanzo è frutto della sua fantasia o creatività narrativa. Tutto quello che leggiamo a partire dall’ascesa artistica di Oscar Wilde ai tragici fatti del soldato Charles Thomas Wooldridge è frutto di anni di ricerca rigorosa basata su una vasta documentazione storica, in particolare sui quotidiani del diciannovesimo secolo.

Usando le parole dell’autore: “non ho inventato nulla. Purtroppo.” Il lettore è infatti testimone di una storia tanto vera quanto triste che non solo rispecchia quello che è realmente accaduto ai due protagonisti ma riflette anche accuratamente la società del tempo, le difficili condizioni nelle carceri vittoriane e il tragico destino di molte persone. Un romanzo tanto necessario quanto rilevante.

Come Wilde, anche Ippolito usa il proprio lavoro e uno sguardo al passato per incoraggiare i lettori a riflettere su temi importanti come il pregiudizio sociale, l’ingiustizia, l’ipocrisia di chi detiene il prestigio e il potere, e l’omofobia che purtroppo sono ancora di grande attualità.

Valentina Lorenzon