The Minis è la band nata nel 2015 da un’intuizione di Alex Loggia, ideatore e direttore artistico del progetto, e composta da tre ragazzi di età compresa tra i 14 e i 16 anni – Julian Loggia al basso e alla voce, Zak Loggia alla chitarra e ai cori e Mattia Fratucelli alla batteria.

Uniti dalla passione per gruppi come Rolling Stones, The Who, The Kinks e The Strypes, i The Minis iniziano a comporre brani originali e a eseguire cover delle loro band preferite.

Tra la fine del 2016 e i primi giorni del 2017 la band pubblica su YouTube tre video live di cover che incuriosiscono e attirano l’attenzione di molti addetti ai avori, tra cui un’esplosiva versione di Blitzkrieg Bop dei Ramones; il risultato è fenomenale: i The Minis iniziano ad esibirsi dal vivo dividendo il palco con artisti come Subsonica, Caparezza, Baustelle, Linea 77, Statuto, Africa Unite e tanti altri.

The Minis, cover di Blitzkrieg bop

Nel 2017 la band si esibisce sui palchi dei più grandi festival Italiani (Apolide Festival, Siren Festival, Stupinigi Sonic Park e Home Festival).

In attesa del primo album, previsto e  annunciato per il 2019 esce il primo singolo (Il Fiato Sul Collo) nel giugno 2018. Il secondo singolo Sale nel caffè, pubblicato dalla storica etichetta Cramps Records, ottiene ottimi riscontri di pubblico e critica: il testo racconta una teen story che indaga sui rapporti adolescenziali, spesso sfuggevoli, contraddittori e paradossali… proprio come il sale nel caffè.

La presentazione del singolo avviene sul palco del Giffoni Film Festival, dove i The Minis si esibiscono in un live set incendiario di quasi un’ora che coinvolge e travolge il pubblico.

Il 6 settembre 2019 esce l’album di debutto della band, dieci canzoni originali intitolate con quello che è il grido di battaglia e la prima cifra stilistica dei The Minis: Senza Paura.

The Minis, Sale nel caffè

Nella Rubrica Distorsioni in versi parliamo del rapporto che si crea fra la parola e la musica che l’accompagna. Mi viene quindi spontaneo chiedere per prima cosa: durante la creazione delle vostre canzoni viene prima la musica o prima la parola?

La maggior parte delle volte si parte dalla musica, un giro di accordi, un riff o una melodia e poi si lavora sul testo, d’altronde il motivo principale per cui abbiamo fondato una band è la grande passione per la musica. Altre volte invece si parte da un argomento, che spesso si basa su esperienze che viviamo a scuola o quando siamo in giro con gli amici, o ancora da argomenti che sentiamo attuali.

Quindi i vostri testi trattano argomenti che provengono da quale mondo? Scuola, attualità, famiglia, società?

Un po’ tutto, ci piace parlare di quello che ci succede.

Tra voi tre chi è, se c’è, il “paroliere”? Mi piacerebbe sapere qualcosa di più “tecnico” sul modo in cui nascono le vostre canzoni!

Per questo disco i testi li abbiamo scritti insieme al nostro amico scrittore Fabio Geda: di solito noi suggerivamo un argomento e lui ci aiutava a sviluppare il testo. È stata una bella esperienza anche perché a scuola, alle medie abbiamo avuto modo di leggere i libri di Fabio, e poi poter lavorare con lui sui nostri testi è stata un’esperienza molto emozionante e anche formativa.

Quale rapporto avete con la letteratura in generale? Cosa vi piace leggere, quando ne avete il tempo?

Tra la scuola e la musica non ci rimane tanto tempo da dedicare alla lettura: riusciamo meglio durante le vacanze estive, magari un libro consigliato dai professori o qualche biografia di musicisti.

Quando si è trattato di mettere in fila il vostro album, avete considerato anche i testi delle canzoni o la musicalità che le stesse trasmettevano?

Abbiamo cercato con l’aiuto di Fabio Geda di usare delle parole che trasmettessero un significato alla canzone e che nello stesso tempo avessero una buona musicalità, forse questa è la parte più difficile del far un testo.

Ogni artista che oggi voglia farsi conoscere usa i social media: qual è il vostro preferito, e per quale motivo? In particolare mi piacerebbe sapere quale rapporto avete con il mondo social e quale importanza attribuite al linguaggio usato.

Instagram è quello che usiamo di più, Zak ogni tanto usa Facebook, ma molto meno, lo usiamo come tutti i nostri coetanei, non c’è un linguaggio particolare, lo usiamo come fanno tutti, cerchiamo di far venir fuori i nostri interessi, a esempio quelli musicali, pubblichiamo spesso foto e video mentre suoniamo.

Intervista a cura di Ilaria Senatore