Attraverso Hannah Arendt, Annie Ernaux e Joan Didion, Silvia Acierno legge La vita sempre di Elena Varvello come un romanzo che scava nella memoria familiare e nella Storia, senza ricostruirla ma restituendone i frammenti. Un attraversamento tra eredità, silenzi e metamorfosi.
Annie Ernaux ci insegna che la scrittura autobiografica non copia la vita: la trasforma. Attraverso memoria, desiderio e vergogna, la sua opera ci invita a guardare noi stessi con uno sguardo nuovo, libero e sincero. Un omaggio alla sua lezione narrativa e al potere liberatorio del raccontarsi.
Alessandra Minervini
Dagli esordi fino al Nobel, Annie Ernaux ha trasformato la propria vita in un progetto letterario unico. Attraverso una scrittura essenziale e tagliente, rende pubblica la questione privata e trasforma l’esperienza individuale in verità collettiva. Un viaggio nella sua poetica, tra autobiografia, impegno sociale e la capacità di “fare a pezzi la realtà”.
Fuani Marino
La donna gelata non è solo un romanzo di formazione, ma un lucido studio sociale e politico in cui Annie Ernaux smonta i ruoli imposti alle donne, dall’educazione sentimentale alla maternità, fino all’annullamento del sé. Attraverso la sua écriture plate, una lingua tagliente come un coltello, Ernaux trasforma l’esperienza privata in analisi collettiva, inventando un nuovo modo di scrivere e di guardare alla realtà. Il libro-intervista La scrittura come un coltello approfondisce la sua rivoluzione stilistica e politica, offrendo le chiavi per comprendere una delle voci più importanti del nostro tempo.
Natalia Ceravolo
Lisa ha cinquantacinque anni e da tre vive davanti al mare, in Argentina. È partita per cercare sua nonna Rachele e una parte di sé che aveva smarrito nel tempo.
Nel nuovo racconto di Francesca Mancini, il ritmo lento dei gesti quotidiani accompagna una riflessione sulla memoria, sulla perdita e sul desiderio di ricominciare.
Un omaggio ad Annie Ernaux e alla forza silenziosa delle donne che scelgono di guardarsi dentro.
“Je ne suis personne quand j’écris. Je cherche.”
Da questa frase prende avvio un percorso dentro l’opera di Annie Ernaux, premio Nobel per la Letteratura 2022. Un’indagine sul suo modo di scrivere come gesto di verità, di memoria e di appartenenza. Questo primo testo apre una serie di saggi e racconti dedicati a scoprire un’altra Ernaux, mobile, sfuggente, lontana dai canoni e dalle definizioni di genere.
Vivian Gornick vede nella narrazione un dono che nasce dai frammenti dell’esperienza. Byung-Chul Han ne racconta invece la crisi nell’epoca digitale. Due visioni che si intrecciano per interrogarci su cosa resta oggi delle storie.
(Silvia Acierno)
70. Per una lira
Speciale Estate 2025
a cura di Alessandra Minervini
La mente come luogo dell’azione, una riflessione sull’opera letteraria attraverso l’analisi del libro Elsa di Angela Bubba.
LES CHOSES: Marianne Jaeglé
Les Choses è uno spazio dedicato alla letteratura francese contemporanea in cui proponiamo la traduzione di Cose inedite in Italia.
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