L’imperdibile

Con passi giapponesi, Patrizia Cavalli, Einaudi

Di fronte alla poesia di Cavalli, il mondo si spalanca. Come spalancate sono le sue storie, che siano i versi o le recenti forme narrative in prosa, di cui Con passi giapponesi, finalista al Premio Campiello 2020, rappresenta il punto più alto. Cavalli è una poeta in stato di grazia, “antimoderna fuori tempo e fuori spazio”. Leggerla e rileggerla è un’esperienza di fragilità incorruttibile. Beate le persone che ancora non la conoscono e che potranno scoprirla per la prima volta. Esiste un prima e un dopo averla letta, divorata, digerita, ripresa e ingoiata di nuovo. I versi di Patrizia Cavalli sono abbracci che sfuggono, baci che si riconcorrono nella raffinata precisione delle sue visioni. Spudorate e vere, a leggerle sembra di toccare le parole di cui sono fatte. Perfetto per chi teme il caldo, il traffico, la rumorosa estate; leggendola sentirete solo le sue parole.

La vita illustrata

Elliott Smith – Going Nowhere, Holdenaccio, Bao Publishing

Elliott Smith (1969-2003), simbolo decadente del cantautorato rock americano anni novanta, aveva due cuori: uno luminoso e l’altro oscuro. Il primo apparterrà per sempre e solo alla musica. Il secondo al suo essere dalla parte dei perdenti. Di quelli che se perdono significa che un valore ce l’hanno. Nel caso di Smith è sé stesso, quel valore perduto dentro una vita brutale, incisa nella musica. Insoddisfatto perenne, talento spontaneo, scopriamo la sua storia attraverso le canzoni. La bicromia, i dettagli ingigantiti, le frasi scarne e quindi efficaci, i dialoghi ridotti all’osso accelerano l’impatto emotivo di una storia che andrebbe letta a tutte le generazioni, perché ognuno di noi ha avuto due cuori. Perfetta per un pomeriggio piovoso d’estate, quando i piani saltano, e non si esce più.

L’esordio grottesco

Rogozov, Mauro Maraschi, Terrarossa Edizioni

La vita come un romanzo russo può essere il sottotitolo, nemmeno troppo cifrato, dell’illuminante esordio di Maraschi in cui le esistenze dei personaggi sono talmente improbabili che non si può fare a meno di crederci. Intanto, c’è un’idea. Leggendo poi si scopre che si tratta di una matrioska di idee. A cominciare dal titolo, ispirato alla storia vera del medico russo Rogozov che da solo si asportò l’appendice, altrimenti sarebbe morto. In mezzo c’è la vita quotidiana e la tenace ricerca di un riconoscimento sociale, primo su tutti l’aspetto economico che affligge Ruggero. Che sia un’opera matura, frutto di un ingegno narrativo fuori dalle righe, lo si capisce dallo sguardo grottesco che restituisce risate impagabili. Perfetto per una serata estiva in cui si sceglie di godersi i tramonto, e poi la luna, in perfetta solitudine in terrazzo o sul balcone.

(I consigli che avete letto sono stati originariamente pubblicati, in forma più lunga, sulle pagine culturali de La Repubblica – Bari)

Alesssandra Minervini