Ci sono libri che si leggono. E poi ci sono libri che ti leggono. Ti guardano dentro, ti smuovono qualcosa che forse non sapevi nemmeno di avere. Il mio amico Tarimo è uno di questi. Un romanzo breve, scritto con parole semplici ma capaci di spalancare il cuore.
È una storia che profuma di infanzia, di amicizie pure e sguardi sinceri. Ma anche di domande difficili, di silenzi che pesano, di mondi che si incontrano — e a volte si scontrano — ma che alla fine trovano il modo di parlarsi. Sempre.
Leggere questo libro è come tornare bambini. È come ricordarsi com’era vedere qualcuno di nuovo — diverso — e non sapere se avvicinarsi o restare fermi. È come sentire quel battito in più quando capisci che l’altro non è un estraneo, ma una possibilità.
Ed è così che nascono le vere amicizie. Quelle che non chiedono documenti o accenti perfetti. Solo presenza.
Quando i genitori di Sandra decidono di lasciare l’Italia per trasferirsi in Africa, per lei inizia un periodo particolare fatto di paure, dubbi e tanta incertezza. Non comprende la lingua del posto, non conosce gli usi e i del luogo e la sua pelle… così chiara… la fa sentire un’esclusa, una diversa.
Ma proprio quando i giorni a scuola sembrano essere troppo duri da sopportare… nella vita di Sandra entra Tarimo, un ragazzino del posto capace di entrare in sintonia con Sandra.
Con Tarimo, la protagonista scopre che il mondo è molto più grande del cortile della scuola. Che ci sono famiglie diverse, parole nuove, cibi che profumano di lontananza. Che il dolore può nascondersi dietro un sorriso. E che la gentilezza, quella vera, può diventare un linguaggio comune anche quando non si parla la stessa lingua. Questa non è una storia “bella” solo perché parla di inclusione.
È una storia vera, toccante, delicata e potente.
È una storia che parla di quello che siamo davvero, quando mettiamo da parte la paura e lasciamo spazio all’altro.
Il mio amico Tarimo è un libro per ragazzi, sì. Ma solo se pensi che l’empatia sia una cosa da insegnare e non da ricordare.
Perché questo libro ci ricorda chi eravamo, e chi possiamo ancora essere: persone capaci di ascoltare, di accogliere, di imparare dagli altri.
Persone capaci di amare, anche chi viene da lontano.
Anche chi non conosciamo ancora.
Se hai voglia di una storia che ti faccia sorridere, riflettere, commuovere… se vuoi sentire cosa vuol dire davvero “incontrare” qualcuno, Il mio amico Tarimo ti aspetta.
Una storia piccola, ma con un cuore immenso.
Consigliatissimo a tutti, grandi e piccoli.
Perché certe storie non hanno età.
Alessia Bombino
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