Nasci bella a detta di tutti e intelligente senza ombra di dubbio. Cresci in una famiglia di musicisti e ti distingui come bambina prodigio, dirigendo a 12 anni il coro di un convento. Diventi una virtuosa del clavicembalo e del fortepiano, nonché una compositrice all’improvviso apprezzata sia dal pubblico che da colleghi potenzialmente invidiosi. Sì, colleghi, poiché di donne in primo piano con un ruolo pubblico nello Stato Pontificio non ce ne sono mica tante. Invece tu fondi e dirigi l’Accademia Polimnia di Bologna, che è tappa gradita di grandi musicisti di passaggio in città e scuola musicale per giovani di talento. Tra questi scopri un giovane che si chiama Gioacchino e in quegli anni abita a Bologna con i genitori; inizialmente lo fai esibire come cantante in terzetto con altri, fino a qualche anno più tardi, quando lo consideri evidentemente maturato e gli organizzi il concerto su sua composizione, con il quale ottiene la prima recensione pubblicata della sua rassegna stampa. La società ti guarda con ammirazione, perché sei una musicista innovativa, una direttrice artistica della scena musicale più ambita, non ti mancano appoggi politici opportuni e fertili e pare che tu sia anche amabile, oltre che affascinante. Inevitabilmente susciti anche pettegolezzi. Addirittura Stendhal ricorda Rossini accompagnato e “avventurosamente ispirato” al piano da una donna avvenente. Certo, sei la sua mentore. Si fantastica anche sul tuo sodalizio artistico con Niccolò Paganini. D’altronde, il vostro duetto incanta tutti, improvvisando a turno le Variazioni nella prestigiosa Società del Casino, fondata da tuo marito e di cui tu organizzi la programmazione musicale. Sei una donna sorprendente. Per la tua epoca sei senz’altro un caso unico. Pietro Giordani si stupisce di quanto ti dedichi allo studio, visto che sei già bella. Ma tu sei “la Marianna di Bologna”, hai talento, grinta e lungimiranza. Quando muori, di parto, ad appena 36 anni, per i cittadini è praticamente un lutto cittadino. E in grande stile si svolgono i tuoi funerali.

Ma sei esistita davvero o sei la protagonista di uno di quei film ucronici in costume?

Sei esistita eccome e il tuo nome, il tuo ruolo nella creazione dell’atmosfera musicale del periodo napoleonico bolognese meritano di essere riscoperti, perché c’è anche il tuo contributo nella storia del teatro d’opera italiano dell’Ottocento. Perciò ti evochiamo adesso.

Quest’anno si festeggia il 250° anniversario della nascita di Maria Brizzi Giorgi, nata a Bologna il 7 agosto 1775, musicista, direttrice artistica e compositrice.

Era celebre e celebrata, ora è nota solo fra i dotti musicologi. Complice il fatto che l’improvvisazione non lascia testi, della sua musica restano solo due spartiti. L’uno è stato ritrovato per caso in un mercatino da un libraio che ne ha intuito il valore e con la sua scoperta ha innescato un lodevole lavoro di ricerca su questa figura straordinaria: Marcia della cittadina Giorgi ha accompagnato le sfilate dei primi soldati che sventolavano il neonato tricolore italiano. L’altro, Squarci di musica, è stato trascritto dalla figlia maggiore, il 26 dicembre 1811, in occasione dell’ultima esibizione di Maria Brizzi Giorgi, in casa con amici e parenti radunati intorno al suo capezzale, quando aveva deciso di alzarsi per fissare nella memoria le improvvisazioni create con Paganini (ma il titolo non abbreviato è Squarci di musica suonati d’improvviso al pianoforte sopra i dolori del parto, e pochi prima della sua morte alla presenza del marito, d’alcuni amici, e delle sue figlie, la maggiore delle quali serbando alla mente, e nel cuore i modi dolcissimi della Madre li ha esattamente riportati in questi fogli. Debbono essere cari a tutte le anime sensibili, e Virtuose).

La damnatio memoriae successiva alla fine del regime napoleonico e la scarsità di spartiti delle sue composizioni, l’hanno relegata a un vago ruolo di salottiera e musa. È difficile trovarne traccia perfino al Museo Rossini di Pesaro. Il nostro tempo sembra averla cancellata, ma della sua epoca, un tempo in cui una donna difficilmente trovava spazio pubblico, è stata protagonista.

Rebecca Rossi

Per un approfondimento:

Loris Rabiti, Il tocco di Polimnia. Maria Brizzi Giorgi, musicista, musa e mentore del giovane Rossini, Pendragon, Bologna, 2021.

Stefania Graziosi e Iris Biasio, Musica maestra! Maria Brizzi Giorgi, musicista rivoluzionaria al tempo di Napoleone e di Rossini, Minerva, Bologna, 2024.