Davide Lodetti è un esordiente nella squadra del Real Mantova quando un suo compagno di squadra, Andrea Parrini, viene investito da un Suv che lo uccide sul colpo. Il ragazzo ha dei dubbi sulla morte accidentale dell’amico e aiuterà nelle indagini l’investigatrice Cinzia Spadini, collaborando anche con l’avvenente giornalista sportiva Sunny Pavesi.

Nonostante io sia un’appassionata lettrice di gialli, non mi era mai capitato di leggerne uno ambientato in ambito calcistico. Sono anni che non mi interesso più a questo sport, ma devo ammettere che l’autore mi ha fatto venire voglia di assistere almeno a una partita.

Non dovete pensare, tuttavia, che se non siete sportivi o tifosi questo libro non faccia per voi perché ha tutti gli elementi di un thriller mozzafiato.

Ogni personaggio è ben definito, presenta la sua personalità con qualità e difetti, caratteristiche che lo rendono riconoscibile ed estremamente realistico, senza rischio di stereotipizzazione. Grazie alle capacità descrittive dell’autore, il lettore entra subito in empatia con i protagonisti, gioendo e patendo con loro.

Davide Lodetti è un ragazzo di vent’anni che desidera soltanto sfondare nel mondo del calcio fino a quando la morte dell’amico Andrea diventa quasi un’ossessione. Ora non deve più solo salvare la sua squadra da una probabile retrocessione alla serie C, ma anche smascherare il possibile assassino di Parrini. Inoltre rimane intrigato dall’ombrosa investigatrice Cinzia Spadini, nonostante il carattere schivo e introverso. Tutto il contrario della bellissima e solare giornalista Sunny Pavesi, che spera in uno scoop che potrebbe migliorare la sua vita lavorativa.

La prosa è particolarmente curata nei dettagli, ricca di definizioni tecniche esaustive che tuttavia non rendono la lettura noiosa o lenta. I numerosi colpi di scena inseriti nel testo hanno ottenuto lo scopo: vi è un crescendo di tensione fino all’epilogo.

L’ambientazione, nella suggestiva Mantova, è curata e minuziosa e l’autore è riuscito a fornire interessanti informazioni sulla città in modo semplice, sottolineandone la bellezza senza apparire didascalico.

Ho apprezzato la prefazione scritta da Aldo Serena, calciatore degli anni Ottanta e commentatore tecnico e la lista dei personaggi principali definiti da un aggettivo, che incuriosisce il lettore già prima dell’incipit.

Ho trovato la lettura di Partita con l’assassino entusiasmante grazie alla buona caratterizzazione dei protagonisti e a un intreccio credibile e ben strutturato. Quando ho letto la trama, ho avuto paura che potesse essere un libro incentrato sul calcio con il giallo in secondo piano, invece la narrazione è perfettamente equilibrata.

Non avevo ancora letto nulla di Giulio Galli e mi è venuta voglia di dedicarmi agli altri suoi sei thriller.

Andrea Maino