Il Gattaccio era un grosso gatto soriano ed è stato l’essere vivente che più ha sopportato di vivermi accanto”.
Una convivenza durata quasi vent’anni (1987-2006). Luciano Sartirana, direttore editoriale della Edizioni del Gattaccio, spiega così l’origine del nome dato ad una sfida iniziata nel 2008 e concretizzatasi due anni dopo.

La casa editrice di Milano vanta tre collane di narrativa, che resta il settore di maggiore interesse. Poi c’è lo sport, il teatro, le poesie, i viaggi e, da ultimo, anche la musica e il Brasile.

La squadra è nutrita, ben organizzata, competente e appassionata. Basta dare un’occhiata al “Chi siamo” del sito: “Crediamo che letteratura, scrittura e lettura siano le possibilità migliori che abbiamo per conoscere, raccontare, dare vita a persone e cose che senza di esse non esisterebbero. Leggere libri non è solo il vezzo di persone introverse o di un’altra epoca… leggere è fondamentale per l’economia, la politica, la cultura, il benessere collettivo, il futuro perché rafforza la familiarità con le parole, la comunicazione ben riuscita, la dinamicità progettuale della mente, la connessione viva tra quelle parole, le idee, le cose da fare. Tutte le nazioni più civili e floride di noi leggono più di noi.

Con Luciano, l’unico con più di trent’anni, lavorano Federica Tosadori (vicedirezione editoriale, contatti con le librerie, curatela libri), Laura Barbalini (sito e progetti tecnici), Monica Frigerio e Andrea Lionetti (editing, letture critiche, curatela libri, eventi), Francesca Ferrara (editing e correzione bozze), Nadia Kasa (curatela libri e presto Ufficio stampa), Isabella Gavazzi (agente commerciale).

È davvero così difficile fare impresa nell’editoria?

Chiunque investa oggi in una piccola impresa editoriale sa di essere un idealista, un incosciente, un eccentrico vanesio o un egocentrico senza limiti. Noi non facciamo eccezione! Oltre a questo, c’è la sfida di riuscirci lo stesso, inventare nuovi metodi di marketing, riaffermare il senso politico di far leggere la gente.

Anche per questo diversificate con corsi e laboratori teatrali? O è una scelta obbligata perché l’editoria da sola non basta?

L’uno e l’altro: da un lato, aumentare il bottino e sostenere i libri, che il più delle volte incassano su tempi medio-lunghi; dall’altro, creare occasioni che ci facciano incontrare con persone dalla mente vivace, quindi nostri potenziali lettori.

Un lavoraccio che richiede tanta passione. Non sarebbe più semplice puntare sull’editoria a pagamento?

Ne penso tutto il male possibile, perché parassitano il titolo di “editori” senza esserlo né averne la capacità e la cultura. E sfruttano in maniera disdicevole il legittimo desiderio di molti di essere pubblicati.

Ma si pubblica ancora su carta? Qual è il rapporto con il digitale? Alla fine ne resterà in piedi solo uno o crede che la convivenza sia possibile?

Da qualche anno il digitale ha smesso di crescere, sia in Europa che negli States, mentre un tempo pareva dovesse soppiantare del tutto il cartaceo. Non ha senso neanche chiedersi se la convivenza è possibile, perché è ciò che normalmente accade. E credo che quando uno dei due medium eliminerà l’altro, io avrò 130 anni e voi sarete tutti morti.

Come scegliete e selezionate i vostri autori?

Abbiamo due criteri: il primo è lo stile, sapersi esprimere con una lingua corretta, di alto livello e soprattutto che non somigli a nessuno. L’originalità di linguaggio per noi è fondamentale. Il secondo è la novità della storia o dell’idea. Dal punto di vista pratico, selezioniamo fra le centinaia di manoscritti che ci arrivano ogni anno.

Vendere libri è sempre più complicato, e non solo per un problema di prezzo. Le librerie sono piene di libri che nessuno comprerà, magari anche perché se ne ignora l’esistenza. Edizioni del Gattaccio come promuove la sua attività e i libri dei suoi autori?

Di per sé non facciamo cose diverse da altri editori: inviamo copie alle librerie e ai media; facciamo presentazioni e organizziamo eventi, anche con contributi musicali e attoriali; lanciamo campagne on e off line; diffondiamo annunci a pagamento su AdWords e Facebook; prendiamo parte a rassegne e occasioni pubbliche, come BookPride, BookCity Milano, e mostre del libro sul territorio. Siamo in contatto con scuole, enti pubblici, associazioni. In tutto questo cerchiamo di sviluppare soprattutto la nostra immagine di avventurieri, e quella colta e anticonformista dei nostri autori che deve essere unica e riconoscibile, in modo che emerga ciò che per noi è evidente: i nostri libri sono migliori di quelli degli altri.

Intervista a cura di Marco Grasso

 

L’intervista precedente di Marco Grasso
#ED6 Casa Editrice Eris